Archive for febbraio 2014

IL FENOMENO DELLE “GANG” NON E’ ROBA DI CASA NOSTRA

febbraio 27, 2014

Siamo alle solite: tutti col naso all’insù a guardar la luna, e intanto incolpevoli 15enni si fanno 30 giorni di prognosi senza un perché apparente.

http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/11:35/4463655

E poiché questo avviene nella civilissima Emilia, si interpellano i medium e gli sciamani per fornire spiegazione di quei fenomeni sociali – come le gang – che la nostra società non ha mai conosciuto, ed ora non sa come metabolizzare culturalmente e giuridicamente.

La “gang” non è l’associazione mafiosa che, pur in ambito criminale, si muove in modo organico ad una socialità locale per ottenere dei vantaggi economici precisi; e non è nemmeno la “banda” di malfattori, che comunque resta una cooperazione criminosa fra più individui diversi e trasversali, ma collusi nell’ottenimento di un lucro comune.

La “gang”, che già nel nome straniero contiene la sua alienità alle fattispecie criminali nostrane, non è caratterizzata da alcuna trasversalità etnica, e non punta ad alcun vantaggio consociativo che, pur indirettamente, potrebbe portare beneficio ad un gruppo autoctono piuttosto che ad un altro come avviene per la delinquenzialità comune, terrorismo compreso; essa vive solo per aggregare componenti distruttive dell’organicità sociale inquanto aliene ad essa, e le sue violenze sono del tutto gratuite, “sfaccendate”, prive di connotati ideologici, economici o politici, ma semmai fondate sull’odio verso altre gang di composizione etnica diversa.

Eppure, vogliasi per ignoranza, vogliasi per malafede mediatica, leggendo determinati link di stampa (come il precedente), tale rilievo non viene evidenziato; mentre leggendone altri (come il successivo) compaiono “dettagli” assolutamente coerenti con una lettura plausibile del fenomeno.

http://www.parmatoday.it/cronaca/pestaggio-15-enne-baby-gang.html

I depistaggi mediatici sono subdoli e pericolosi: se viene rinvenuto il cadavere di un uomo sbranato, ma non si menziona la belva che era nei dintorni, non si può far altro che pensare ad una moglie cannibala, alimentando così nelle mogli che leggono la notizia l‘ipotesi di diventarlo davvero. Ma quant’è colpevole quel giornalista che ha omesso l’unico dato significativo a spiegare lo strano fenomeno, e cioè la presenza della belva realmente responsabile dello sbranamento? Tanto.

E allora, perché omettere che il vigliacco aggressore di questa orrenda vicenda, chiamato genericamente “bullo”, abbia dei connotati ben precisi e integrati a quelli della gang con cui ha eseguito il pestaggio nel pieno stile di quanto è usuale in quelle città multietniche la cui violenza è omaggiata nella cultura metropolitana e nei film tanto in voga attualmente?

Persino giornali cosiddetti “progressisti” non negano il nesso fra gang, multietnico e destrutturazione sociale.IL FENOMENO DELLE GANG

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/22/la-guerra-tra-giovani-delle-gang-multietniche.html

Insomma, preferiamo spiegazioni vere e logiche, o per paura che scollino dalle imposte convinzioni sociali, preferiamo continuare a coltivare questo senso di angoscia collettiva con cui si assiste ad un inspiegabile declino sociale?

Omettere un dato di cronaca, come l’identità dell’aggressore, per evitare che venga travisato significa travisare la realtà stessa e contribuire alla regressione sociale in corso; non a caso siamo tornati al “far west” anche con la ricomparsa delle taglie: 300 euro per fornire informazioni sull‘accaduto, quando le informazioni ci sarebbero già tutte, se solo si avesse il coraggio di divulgarle e gestirle investigativamente per quello che sono.

E intanto le gang, puntualmente multietniche, colpiscono ancora…
http://www.imolaoggi.it/2014/02/19/raid-punitivo-dopo-lite-su-facebook-17enne-pestato-da-coetanei-stranieri/

HELMUT LEFTBUSTER

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POLPETTONE FRATTAGLIATO AI MARRONI DOLCI

febbraio 23, 2014

Il polpettone è sempre stato considerato “l’arrosto dei poveri”; ma diciamo la verità: quanta dignità c’è nel buon cibo della povertà, quello ove sono la cura e l’amore a dover supplire alla carenza di ingredienti per renderlo gustoso, rispetto a robe costose e luccicanti, ma aliene a qualsiasi impegno demiurgico del “popolo“ che da generazioni si palleggia imperdibili ricette, spesso diverse, ma tutte buonissime?

E poi ancora: fra un arrosto di quelli da signore dei quartieri-bene (magari cucinato dalla badante o dalla colf straniera mentre la madamina si sollazza su facebook col maritino nell‘altra stanza che fa lo stesso), asciutti, coriacei e pieni di nervature perché anche il macellaio nel frattempo ha cambiato gestione, ed un bel polpettone ricco, morbido, e denso di sapore perché composto con ingredienti scelti e amalgamati personalmente da voi, cosa preferireste?

Ecco, questa è la nostra ricetta, semplice nel pensiero, ma impegnativa nel richiedere il giusto tempo e la giusta attenzione che l’attività umana nobile e salutare per eccellenza pretendono: cucinare, per il nostro benessere e per il piacere della nostra combriccola.

Non daremo dosi calibrate su un numero di persone che non sapremmo quantificare in astratto, cerchiamo di andare ad occhio.

500g di macinato di bovino adulto, un etto di mortadella, uno di provolone dolce, 3 uova intere, una rosetta ammollata nel latte con una spruzzata di noce moscata, 50g di fegatini di pollo sbollentati con un po’ d’olio e un goccio di liquore, uva passa e un pugno di marroni sciroppati sbriciolati.

Si impastano – rigorosamente con le mani – tutti questi ingredienti dopo averli sminuzzati a piacimento, arricchendo ulteriormente l’impasto con un goccio di “Sapa” o vin cotto, una bella versata d’olio d’oliva, sale e pepe.

Una volta compattato il polpettone, lo si impana sommariamente, lo si unge a dovere e gli si da una spruzzatina di cannella sopra.
Poi lo si adagia su una teglia abbastanza capiente da accoglierlo comodamente, così che lo si possa appiattire un po’, per farlo cuocere bene dentro.

Dopodiché, tagliati a dadini una patata, una cipolla e qualche pomodorino, li si dissemina attorno a mo’ di contorno.

Dritto in forno a 180° per un’oretta, bagnandolo ogni tanto con un goccio di vino affinché non asciughi troppo. POLPETTONE FRATTAGLIATO AI MARRONI DOLCI

Data la gran quantità d’ingredienti, la presenza del pane nell’impasto e la varietà dei sapori, servirete un favoloso piatto unico da accompagnare con del buon rosso della casa.

TESS LA PESCH con la prefazione di H.L. per Aristocrazia Dvracrvxiana

3 ORRORI IN 3 GIORNI RISCHIANO DI FARCI ABITUARE. E FORSE E’ PROPRIO QUELLO CHE VOGLIONO

febbraio 22, 2014

3 ORRORI IN TRE GIORNIUna cronaca nera di tale densità sanguinaria non si era mai vista in Italia, e questo è un dato storiografico statisticamente accertabile senza troppo sforzo: bastano un po’ di memoria generazionale, buone dita per digitare qualche raffronto (su internet, a volerlo, si trova tutto anche molto a ritroso nel tempo) e un pizzico di buona fede.

In tre giorni accadono in italia 3 fatti di cronaca agghiaccianti per brutalità, gravità dei reati e pesantezza del bilancio di vittime nell’unità di tempo: un ragazzo ucciso in strada a cacciavitate nella pancia per la musica troppo alta, una ragazza seviziata per ore da una gang di spacciatori con l’ausilio di un rottweiler, e un anziano che viene aggredito con una roncola e poi bruciato nel camino di casa, forse, per dei gratta&vinci.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/02/21/news/omicidio_in_ciociaria_uccide_anziano_e_lo_brucia_nel_camino-79291805/

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/ferrara_violentata_rottoweiler_spacciatore/notizie/531216.shtml

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/omicidio_trastevere_cacciavite_volume_musica_trastevere/notizie/524462.shtml

Il tutto avviene fra il 17 e il 20 febbraio 2014, in pieno, penoso strombazzamento del festival sanremese, che, pur colante buonismo come colla da un manifesto elettorale, certo non si occupa di queste facezie per denunciarne almeno il degrado culturale, ruolo primario a cui dovrebbe ispirarsi una grande manifestazione artistica.

E sia chiaro che non sono nemmeno gli unici fattacci di questi giorni, ma, data l’entità di ciò che abbiamo letto nei link, sono comunque talmente agghiaccianti da appannarne altri, come l’aggressione di una donna con un machete a Catania o l’accoltellamento di un ragazzo per un cellulare a Genova, che comunque, solo una decina di anni fa’, sarebbero bastati a sconvolgere l’opinione pubblica per mesi.

Ora, a costo di apparire ripetitivi, torniamo a domandarci: come mai su casi di omicidio “storici” come quelli di Melania Rea o di Sara Poggi vi è stata una campagna mediatico-giallista durata anni senza che nemmeno fossero chiari i contorni probatori delle due vicende, mentre qui, ove tutto è chiarissimo e tragicamente anche più scabroso e massivo per modalità e potenziale criminologico, ci propinano il quasi-silenzio mediatico?

Eppure i morti ammazzati son morti ammazzati; e i numeri espressi dai link di stampa parlano chiaro: 3 vittime (di cui due mortali), 3 rei confessi e una valanga di brutali evidenze che manderebbero in rovina gli sceneggiatori di Criminal Minds, il tutto in soli 3 giorni.

Ebbene, la nostra analisi è la seguente: in passato le sinistre straparlavano di “lotta di classe”, facendo poi di tutto per fomentarne i presupposti d’ingiustizia; oggi che non ci sono più le classi, non sapremmo dove altro individuare l’ingiustizia presupposto del caos imperante, se non nel divario esistente fra i tanti italiani che quotidianamente si suicidano per disperazione o per fame, e tutti quei gaudenti avventurieri che, invece, forti della loro appartenenza a categorie sociali mediaticamente “protette”, si sollazzano arrostendo vecchi, allevando rottweiler con cui seviziare ragazze, e vivendo da bohemien all’interno di roulotte per poter impunemente piazzare cacciaviti nelle pance di poveri ragazzi indifesi.

In altre parole: tanti carnefici a basso costo e troppe vittime assurdamente incolpevoli per un solo laboratorio di assuefazione a quel nuovo Bronx con cui vogliono far coincidere la nostra quotidianità.

HELMUT LEFTBUSTER

L’ITALIANITA’ NON CONVIENE PIU’ NEANCHE A CHI DELINQUE (figurarsi alle persone perbene…)

febbraio 16, 2014

Donna accoltellata dal convivente nordafricano: “sì, ma lo fanno anche gli italiani!”, strepitano quanti hanno solo materia neutra al posto di quella grigia, ancor prima d‘aver terminato l‘articolo.
Eh già, sembra quasi che tale frettolosa puntualizzazione prema loro ben più della gravità stessa dell’accaduto e soprattutto ben più della dignità della vittima.

http://www.lastampa.it/2014/02/12/italia/cronache/uccisa-a-coltellate-fermato-il-convivente-wHNH5YjFNBDrqhMKp5OvhP/pagina.html

E così la notizia passa in cavalleria, resta in una sorta di limbo eziologico nel quale è vietato far menzione delle possibili cause del gesto, poiché si dovrebbe attingere alle arcinote discrasie culturali all’interno di una coppia mista, ad esempio, cosa severamente proibita; come è proibito menzionare la nazionalità dell’assassino, salvo che anche la vittima sia straniera così da azzerare ogni divario culturale col suo carnefice; ed è proibito parlarne troppo in giro per il rischio che la natura dell’evento alimenti sfiducia verso persone provenienti da culture diverse.

Insomma: se fosse proibito aggredire, depredare e accoltellare al pari di quanto è proibito parlarne, potremmo abolire le patrie galere!

“Patrie”, appunto; e invece sono piene di gente “non patria“, come mai? Il sovraffollamento carcerario è in palese controtendenza con la nostra decrescita demografica autoctona degli ultimi trent’anni: come mai? E come mai se si digita su internet il participio “aggredito” la percentuale d’italianità della casistica sale in modo direttamente proporzionale alla probabilità che l’aggressore sia straniero?

Ora, certo che delinquono anche gli italiani: essi hanno sempre delitto, è normale delinquere in casa propria, così come fanno i tedeschi, gli svedesi, i giapponesi e gli eschimesi; altrimenti esisterebbero civiltà prive di codice penale, di polizia, di carceri, e invece non è così. Ma in quali proporzioni delinquono, rispetto agli stranieri, e perché lo fanno? Basta digitare qualche parolina chiave, e scopriremo che là dove anziani signori sono ridotti a rubare cibo nei supermercati per sfamarsi, giovani ben pasciuti rubano (e accoltellano) per divertirsi.

http://www.essepress.com/anziano-ruba-pacco-di-pasta-al-supermercato-per-fame-denunciato-per-furto-succede-nel-ragusano/

http://www.versiliatoday.it/2014/02/16/cerca-di-difendersi-da-una-rapina-laggressore-gli-morde-un-orecchio-e-lo-ferisce-con-una-coltellata/

E poi c’è il dato criminologico: se un marito italiano accoltella la moglie per essersi vista con un amico, da noi costui è un assassino, ritenuto tale non solo dalla legge, ma dalla coscienza civile tutta; al contrario, se si commette lo stesso reato in un paese nel quale tale condotta è considerata per motivi storico-culturali in modo diverso dal nostro, come si può considerare l’evento alla stessa stregua di quello accaduto da noi?
Insomma, come regolarsi con chi proviene da paesi con codificazioni e usi diversi dai nostri e commette reati che per lui non sono reati, credendosi a casa propria? Quale giustizia va fatta valere su tale reo, la nostra o la sua?

Per gli italiani che delinquono, statene certi, senz‘altro la vita sarà più dura che per gli stranieri: non si invocano assurde attenuanti come quella della “vulnerabilità genetica” dovuta alla fede islamica dell’imputato;
http://www.ilgiornale.it/news/sconto-pena-algerino-omicida-vulnerabile-geneticamente.html

se ne scrive e se ne denuncia liberamente ovunque, senza cappe ideologiche buone solo a boicottare indagini e prevenzione.

E ancora, se si delinque da italiani, si deve sperare di farlo a danno di altrettanti italiani, altrimenti il rischio di aggravanti razziste è assicurato, dato processuale mai riscontrabile a parti invertite.

Se delinquono gli italiani, il risarcimento preteso dalla costituita parte civile sarà sicuramente esigibile, al contrario di quando si incappa, anche solo per banali incidenti automobilistici di natura colposa, in automobilisti con auto targate chissà dove.

Insomma, l’italianità non conviene più neanche a chi delinque, oramai, considerando che fra un po’ verrà considerato razzismo anche arrestare chiunque non sia italiano.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/02/12/news/tunisini-arrestati-dopo-la-rapina-in-corso-del-popolo-carabinieri-razzisti-1.8653613

E questo avviene mentre un carabiniere è in fin di vita per aver sedato una rissa fra un italiano e un nordafricano dalla quale è scappato fuori un taglierino che, pur avendo ferito gravemente il gendarme, non è bastato a far specificare all’articolista su quale dei due “rissosi” sia gravata la responsabilità di un tentato omicidio.

http://www.lastampa.it/2014/02/14/italia/cronache/interviene-per-fermare-rissa-in-un-bar-carabiniere-accoltellato-alla-gola-PKTBvouS4o9YMxO7lLQpdM/pagina.html

Chi ha fede preghi perché l’intelligenza riappaia all’allorizzonte umano; chi non ha fede tenti almeno di non perdere quella lucidità che gli è rimasta.

HELMUT LEFTBUSTER

VERGOGNATEVI, BUFFONI AL SOLDO DEI “POTENTI CORRETTI”!

febbraio 9, 2014

Roma conosceva la satira, quella autentica, scorretta, colta, quella contro i potenti veri, i quali, sopraffatti da tanta micidiale acutezza, non potevano far altro che stare al gioco, magari migliorando anche la propria condotta etica.

Poi la decadenza culturale e la frammentazione politica medievali hanno prodotto i giullari, buffoni al soldo del singolo signorotto che era libero di tirar loro il guinzaglio quando voleva, minando dal basso qualsiasi loro credibilità espressiva.

Infine, con l’umanesimo è arrivato Pasquino, e con lui i tanti “parlanti” liberi e creativi che, anche in epoche tragiche e totalitarie, hanno trovato il coraggio di satireggiare contro chi davvero contava.

Oggi, 2000 anni dopo Cristo, nell’orrendo mondo invertito e regredito che viviamo, gli strapagati guru della satira televisiva giacciono tutti sotto il tallone di chi li ha condotti a vivere da star; e al popolo, intristito dalla malsana atmosfera che lo circonda, non resta che farsi rimbecillire dalle uniche giullarate che passano i media: quelle concesse dal potere mediatico.

Tutto ciò la dice lunga sulla dignità di questi artistucoli-prostituta, sul loro spessore umano e culturale, sulla libertà che, inquanto uomini dotati di una certa valenza mediatica, potrebbero usare per protestare contro governi imbelli e succubi di volontà perverse, per denunciare i quotidiani suicidi di tanti loro connazionali disperati, per raccogliere fondi da destinare a chi se la passa (veramente e non mediaticamente..) male.

E invece no, nulla di tutto questo: ridacchiano delle solite, stanche banalità antiberlusconiane, buffoneggiano di politici insignificanti e di fatterelli di cronaca rosa e, se proprio debbono piagnucolare per qualcuno, lo fanno per i poveri fratelli migranti, ovvero l’unica categoria attualmente privilegiata e sovvenzionata dalla politica e dalle istituzioni che non “rischi” di essere italiana.

Per il resto se la fanno sotto, queste mezze calzette dal ghigno a gettone di presenza, inseguendo disperatamente l’andazzo che meno rischia di farli sentire esposti.

E se qualche cantante come Povia e Cristicchi, o qualche scrittore come la povera Fallaci, si decide ad alzare la testa contro questo nauseante conformismo, loro, anziché intonarvisi, gli danno addosso come si farebbe con un lottatore azzoppato, i vigliacchi!

Ma sappiano, i carini, che sbagliano, ubriachi della loro supponenza cagona, a pensare che il proprio prossimo sia DDn statua pasquinocostituito solo da fessi: sappiano che c’è chi ha capito! E che, avendo capito, farà capire viralmente a tanta di quella gente, che a lor giullari potrebbe presto iniziare a vacillare lo stipendio.

Non si fa ridere la gente per soldi: una risata si regala, ai bambini come agli adulti. Ma voi non saprete mai regalare niente a nessuno poiché siete aridi come le spugne dimenticate nella doccia d’un rifugio antiatomico.

Non esiste satira senza scorrettezza politica e non esiste scorrettezza politica senza prendere per il culo quelli con i quali è vietato non esser d’accordo: quindi voi, cari comicastri, siete solo degli stracciaroli con cui sempre più gente si pulirà il culo anche grazie a chi già, con le vostre buffonate, se lo pulisce da tempo!

G.dX

 

ECCO COSA ACCADE A CONSIDERARE “BISOGNOSO” QUALCUNO SENZA VERIFICARE

febbraio 9, 2014

La fandonia della crisi si sta mostrando oramai in tutta la sua assurdità: ci stiamo impoverendo solo ed unicamente perché altrove si stanno arricchendo alle nostre spalle.

E ancora riescono a mascherare bene, poiché se è vero che il nostro bicchiere si svuota in fretta, non altrettanto vistosamente si riempie la botte che lo sta prosciugando con la cannuccia. Tuttavia puntare gli occhi con maggiore attenzione su quanto si gonfia quest’ultima mentre viene ciucciata potrebbe aiutarci a capire.

Ecco la vicenda di due bravi migranti, di quelli buoni, regolari, integrati e lavoratori, quelli che tanto piacciono agli sfegatati supporters dell’immigrazione-uguale-risorsa; quelli che sarebbero “più onesti degli italiani” e meritevoli di assistenzialismo a sbafo in virtù della sola loro estraneità al medesimo senso d‘appartenenza dell‘osservatore.

http://www.corriere.it/cronache/14_febbraio_06/fuggono-africa-soldi-dell-inps-tre-indagati-truffa-aggravata-dc1090cc-8f50-11e3-8c4a-c355fa4079e9.shtml

L’articolo dice tutto:  per mesi hanno recitato un copione impeccabile, e altrettanto impeccabilmente hanno frodato il fisco, drenando seco le risorse ciulateci con la maestria di esperti commercialisti.

Eh già, eccola finalmente la vera differenza con gli italiani: se un italiano ruba, perlomeno i proventi del furto se li rispende in casa; mentre questi qui se li portano appresso ad ingrassare continenti per troppo tempo spacciati qui da noi col concetto di “povertà assoluta”, secondo parametri fumettistici del tutto privi di verosimile proporzionalità valutativa.

Ora, questa vicenda è saltata fuori grazie a finanzieri meticolosi e giornalisti coraggiosi; ma, osservando le nostre città gremite di “compro oro” e “money transfert”, abbiamo idea della quantità di ricchezza che soggetti come questi ci tolgono da sotto al culo ogni giorno, senza neanche dover rischiare una tirata d‘orecchie?

chi è il vero povero
Ecco, facciamo tesoro degli sprazzi di verità che ogni tanto fuoriescono dalla grigia coltre mediatica del politicamente corretto, e facciamo un bel tagliando alla comune percezione della realtà.

HELMUT LEFTBUSTER