VERGOGNATEVI, BUFFONI AL SOLDO DEI “POTENTI CORRETTI”!

Roma conosceva la satira, quella autentica, scorretta, colta, quella contro i potenti veri, i quali, sopraffatti da tanta micidiale acutezza, non potevano far altro che stare al gioco, magari migliorando anche la propria condotta etica.

Poi la decadenza culturale e la frammentazione politica medievali hanno prodotto i giullari, buffoni al soldo del singolo signorotto che era libero di tirar loro il guinzaglio quando voleva, minando dal basso qualsiasi loro credibilità espressiva.

Infine, con l’umanesimo è arrivato Pasquino, e con lui i tanti “parlanti” liberi e creativi che, anche in epoche tragiche e totalitarie, hanno trovato il coraggio di satireggiare contro chi davvero contava.

Oggi, 2000 anni dopo Cristo, nell’orrendo mondo invertito e regredito che viviamo, gli strapagati guru della satira televisiva giacciono tutti sotto il tallone di chi li ha condotti a vivere da star; e al popolo, intristito dalla malsana atmosfera che lo circonda, non resta che farsi rimbecillire dalle uniche giullarate che passano i media: quelle concesse dal potere mediatico.

Tutto ciò la dice lunga sulla dignità di questi artistucoli-prostituta, sul loro spessore umano e culturale, sulla libertà che, inquanto uomini dotati di una certa valenza mediatica, potrebbero usare per protestare contro governi imbelli e succubi di volontà perverse, per denunciare i quotidiani suicidi di tanti loro connazionali disperati, per raccogliere fondi da destinare a chi se la passa (veramente e non mediaticamente..) male.

E invece no, nulla di tutto questo: ridacchiano delle solite, stanche banalità antiberlusconiane, buffoneggiano di politici insignificanti e di fatterelli di cronaca rosa e, se proprio debbono piagnucolare per qualcuno, lo fanno per i poveri fratelli migranti, ovvero l’unica categoria attualmente privilegiata e sovvenzionata dalla politica e dalle istituzioni che non “rischi” di essere italiana.

Per il resto se la fanno sotto, queste mezze calzette dal ghigno a gettone di presenza, inseguendo disperatamente l’andazzo che meno rischia di farli sentire esposti.

E se qualche cantante come Povia e Cristicchi, o qualche scrittore come la povera Fallaci, si decide ad alzare la testa contro questo nauseante conformismo, loro, anziché intonarvisi, gli danno addosso come si farebbe con un lottatore azzoppato, i vigliacchi!

Ma sappiano, i carini, che sbagliano, ubriachi della loro supponenza cagona, a pensare che il proprio prossimo sia DDn statua pasquinocostituito solo da fessi: sappiano che c’è chi ha capito! E che, avendo capito, farà capire viralmente a tanta di quella gente, che a lor giullari potrebbe presto iniziare a vacillare lo stipendio.

Non si fa ridere la gente per soldi: una risata si regala, ai bambini come agli adulti. Ma voi non saprete mai regalare niente a nessuno poiché siete aridi come le spugne dimenticate nella doccia d’un rifugio antiatomico.

Non esiste satira senza scorrettezza politica e non esiste scorrettezza politica senza prendere per il culo quelli con i quali è vietato non esser d’accordo: quindi voi, cari comicastri, siete solo degli stracciaroli con cui sempre più gente si pulirà il culo anche grazie a chi già, con le vostre buffonate, se lo pulisce da tempo!

G.dX

 

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