L’ITALIANITA’ NON CONVIENE PIU’ NEANCHE A CHI DELINQUE (figurarsi alle persone perbene…)

Donna accoltellata dal convivente nordafricano: “sì, ma lo fanno anche gli italiani!”, strepitano quanti hanno solo materia neutra al posto di quella grigia, ancor prima d‘aver terminato l‘articolo.
Eh già, sembra quasi che tale frettolosa puntualizzazione prema loro ben più della gravità stessa dell’accaduto e soprattutto ben più della dignità della vittima.

http://www.lastampa.it/2014/02/12/italia/cronache/uccisa-a-coltellate-fermato-il-convivente-wHNH5YjFNBDrqhMKp5OvhP/pagina.html

E così la notizia passa in cavalleria, resta in una sorta di limbo eziologico nel quale è vietato far menzione delle possibili cause del gesto, poiché si dovrebbe attingere alle arcinote discrasie culturali all’interno di una coppia mista, ad esempio, cosa severamente proibita; come è proibito menzionare la nazionalità dell’assassino, salvo che anche la vittima sia straniera così da azzerare ogni divario culturale col suo carnefice; ed è proibito parlarne troppo in giro per il rischio che la natura dell’evento alimenti sfiducia verso persone provenienti da culture diverse.

Insomma: se fosse proibito aggredire, depredare e accoltellare al pari di quanto è proibito parlarne, potremmo abolire le patrie galere!

“Patrie”, appunto; e invece sono piene di gente “non patria“, come mai? Il sovraffollamento carcerario è in palese controtendenza con la nostra decrescita demografica autoctona degli ultimi trent’anni: come mai? E come mai se si digita su internet il participio “aggredito” la percentuale d’italianità della casistica sale in modo direttamente proporzionale alla probabilità che l’aggressore sia straniero?

Ora, certo che delinquono anche gli italiani: essi hanno sempre delitto, è normale delinquere in casa propria, così come fanno i tedeschi, gli svedesi, i giapponesi e gli eschimesi; altrimenti esisterebbero civiltà prive di codice penale, di polizia, di carceri, e invece non è così. Ma in quali proporzioni delinquono, rispetto agli stranieri, e perché lo fanno? Basta digitare qualche parolina chiave, e scopriremo che là dove anziani signori sono ridotti a rubare cibo nei supermercati per sfamarsi, giovani ben pasciuti rubano (e accoltellano) per divertirsi.

http://www.essepress.com/anziano-ruba-pacco-di-pasta-al-supermercato-per-fame-denunciato-per-furto-succede-nel-ragusano/

http://www.versiliatoday.it/2014/02/16/cerca-di-difendersi-da-una-rapina-laggressore-gli-morde-un-orecchio-e-lo-ferisce-con-una-coltellata/

E poi c’è il dato criminologico: se un marito italiano accoltella la moglie per essersi vista con un amico, da noi costui è un assassino, ritenuto tale non solo dalla legge, ma dalla coscienza civile tutta; al contrario, se si commette lo stesso reato in un paese nel quale tale condotta è considerata per motivi storico-culturali in modo diverso dal nostro, come si può considerare l’evento alla stessa stregua di quello accaduto da noi?
Insomma, come regolarsi con chi proviene da paesi con codificazioni e usi diversi dai nostri e commette reati che per lui non sono reati, credendosi a casa propria? Quale giustizia va fatta valere su tale reo, la nostra o la sua?

Per gli italiani che delinquono, statene certi, senz‘altro la vita sarà più dura che per gli stranieri: non si invocano assurde attenuanti come quella della “vulnerabilità genetica” dovuta alla fede islamica dell’imputato;
http://www.ilgiornale.it/news/sconto-pena-algerino-omicida-vulnerabile-geneticamente.html

se ne scrive e se ne denuncia liberamente ovunque, senza cappe ideologiche buone solo a boicottare indagini e prevenzione.

E ancora, se si delinque da italiani, si deve sperare di farlo a danno di altrettanti italiani, altrimenti il rischio di aggravanti razziste è assicurato, dato processuale mai riscontrabile a parti invertite.

Se delinquono gli italiani, il risarcimento preteso dalla costituita parte civile sarà sicuramente esigibile, al contrario di quando si incappa, anche solo per banali incidenti automobilistici di natura colposa, in automobilisti con auto targate chissà dove.

Insomma, l’italianità non conviene più neanche a chi delinque, oramai, considerando che fra un po’ verrà considerato razzismo anche arrestare chiunque non sia italiano.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/02/12/news/tunisini-arrestati-dopo-la-rapina-in-corso-del-popolo-carabinieri-razzisti-1.8653613

E questo avviene mentre un carabiniere è in fin di vita per aver sedato una rissa fra un italiano e un nordafricano dalla quale è scappato fuori un taglierino che, pur avendo ferito gravemente il gendarme, non è bastato a far specificare all’articolista su quale dei due “rissosi” sia gravata la responsabilità di un tentato omicidio.

http://www.lastampa.it/2014/02/14/italia/cronache/interviene-per-fermare-rissa-in-un-bar-carabiniere-accoltellato-alla-gola-PKTBvouS4o9YMxO7lLQpdM/pagina.html

Chi ha fede preghi perché l’intelligenza riappaia all’allorizzonte umano; chi non ha fede tenti almeno di non perdere quella lucidità che gli è rimasta.

HELMUT LEFTBUSTER

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