IL FENOMENO DELLE “GANG” NON E’ ROBA DI CASA NOSTRA

Siamo alle solite: tutti col naso all’insù a guardar la luna, e intanto incolpevoli 15enni si fanno 30 giorni di prognosi senza un perché apparente.

http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/11:35/4463655

E poiché questo avviene nella civilissima Emilia, si interpellano i medium e gli sciamani per fornire spiegazione di quei fenomeni sociali – come le gang – che la nostra società non ha mai conosciuto, ed ora non sa come metabolizzare culturalmente e giuridicamente.

La “gang” non è l’associazione mafiosa che, pur in ambito criminale, si muove in modo organico ad una socialità locale per ottenere dei vantaggi economici precisi; e non è nemmeno la “banda” di malfattori, che comunque resta una cooperazione criminosa fra più individui diversi e trasversali, ma collusi nell’ottenimento di un lucro comune.

La “gang”, che già nel nome straniero contiene la sua alienità alle fattispecie criminali nostrane, non è caratterizzata da alcuna trasversalità etnica, e non punta ad alcun vantaggio consociativo che, pur indirettamente, potrebbe portare beneficio ad un gruppo autoctono piuttosto che ad un altro come avviene per la delinquenzialità comune, terrorismo compreso; essa vive solo per aggregare componenti distruttive dell’organicità sociale inquanto aliene ad essa, e le sue violenze sono del tutto gratuite, “sfaccendate”, prive di connotati ideologici, economici o politici, ma semmai fondate sull’odio verso altre gang di composizione etnica diversa.

Eppure, vogliasi per ignoranza, vogliasi per malafede mediatica, leggendo determinati link di stampa (come il precedente), tale rilievo non viene evidenziato; mentre leggendone altri (come il successivo) compaiono “dettagli” assolutamente coerenti con una lettura plausibile del fenomeno.

http://www.parmatoday.it/cronaca/pestaggio-15-enne-baby-gang.html

I depistaggi mediatici sono subdoli e pericolosi: se viene rinvenuto il cadavere di un uomo sbranato, ma non si menziona la belva che era nei dintorni, non si può far altro che pensare ad una moglie cannibala, alimentando così nelle mogli che leggono la notizia l‘ipotesi di diventarlo davvero. Ma quant’è colpevole quel giornalista che ha omesso l’unico dato significativo a spiegare lo strano fenomeno, e cioè la presenza della belva realmente responsabile dello sbranamento? Tanto.

E allora, perché omettere che il vigliacco aggressore di questa orrenda vicenda, chiamato genericamente “bullo”, abbia dei connotati ben precisi e integrati a quelli della gang con cui ha eseguito il pestaggio nel pieno stile di quanto è usuale in quelle città multietniche la cui violenza è omaggiata nella cultura metropolitana e nei film tanto in voga attualmente?

Persino giornali cosiddetti “progressisti” non negano il nesso fra gang, multietnico e destrutturazione sociale.IL FENOMENO DELLE GANG

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/22/la-guerra-tra-giovani-delle-gang-multietniche.html

Insomma, preferiamo spiegazioni vere e logiche, o per paura che scollino dalle imposte convinzioni sociali, preferiamo continuare a coltivare questo senso di angoscia collettiva con cui si assiste ad un inspiegabile declino sociale?

Omettere un dato di cronaca, come l’identità dell’aggressore, per evitare che venga travisato significa travisare la realtà stessa e contribuire alla regressione sociale in corso; non a caso siamo tornati al “far west” anche con la ricomparsa delle taglie: 300 euro per fornire informazioni sull‘accaduto, quando le informazioni ci sarebbero già tutte, se solo si avesse il coraggio di divulgarle e gestirle investigativamente per quello che sono.

E intanto le gang, puntualmente multietniche, colpiscono ancora…
http://www.imolaoggi.it/2014/02/19/raid-punitivo-dopo-lite-su-facebook-17enne-pestato-da-coetanei-stranieri/

HELMUT LEFTBUSTER

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