L’”AGER PUBLICUS” ESISTE ANCORA: VA RISCOPERTO, VISSUTO E VALORIZZATO!

Lo stile di vita modernista opera in modo doppiamente nefasto: ci allontana fisicamente dalla terra attraverso ager publicus palidorese x ADl’inurbamento, e ci abitua all’idea che essa non serva, che sia un qualcosa di legato al passato, come se la vocazione bucolica di un popolo dipendesse dall’avvicendarsi delle diverse condizioni socio-politiche che lo lambiscono nelle varie epoche, anziché dalle caratteristiche geomorfologiche a cui tale popolo è sempre stato e sempre sarà soggetto.

 

L’odio del sinistrume mondialista per la terra ha origini ataviche: il territorio è come il corpo umano, esprime se stesso morfologicamente, e la morfologia è differenza. Differenza che, là dove per noi è sinonimo di bellezza, altrove costituisce viralità differenzialista tradotta dai picconatori di Identità, tronfi di malafede come batraci incrOLYMPUS DIGITAL CAMERAemati, con la parola “discriminazione”.

Il risultato di tutta questa gigantesca mistificazione è che chi ci governa ha smesso da anni di preoccuparsi di come sfamarci, quasi l’alimentazione non sia il capitolo umano essenziale e quotidiano che è.

I potenti della Terra se ne fottono della terra, preferendo dedicarsi a coltivare alta finanza e titoli azionari al posto di bieta e finocchi, convinti forse che qualche esclusivo esercente continuerà in futuro a sfornare leccornie personalizzate solo per quanti potranno pagarle a peso d’oro.

Ma gli stolti in questione dimenticano che senza più terra, capre, vacche e galline non esisterà sorta di materia prima che i loro dobloni potranno mai acquistare. E codesta non è una visione apocalittica, ma semplicemente quella che l’ottica mondialista del rapporto fra consumo e produzione sta apparecchiando sulle nostre tavole.FLORA laziale primaverile x AD

 

Ebbene, poiché a noi le Apocalissi interessano poco, anziché stare ad attenderle, ci siam fatti un giro in bici per la campagna laziale appena a Nord di Roma, nella zona compresa fra Palidoro e Bracciano chiamata Castel Campanile, per avvistare ad occhio nudo e alla luce primaverile ciò che l’occhio mediatico, ostile alla naturalità del ben vivere, non solo non scruta, ma nasconde, trascura, censura quasi: l’esistenza in vita di una campagna meravigliosa, profumata, verde e sconfinata che ancora può e sa darci quel che continua a produrre ed offrire grazie alla lena e all’impegno di piccoli imprenditori agricoli e famiglie di agricoltori che proseguono a svolgere i mestieri più antichi della storia, quelli che meriterebbero maggiore rispetto e gratitudine.canali irrigazione maccaresini x AD

Personalmente, non ci emozioneremo mai davanti a un i-phone o ad un’altra qualsiasi diavoleria tecnologica tanto quanto davanti ad una ricottina fresca e fumante: e adesso dateci dei cretini, teste di cazzo che ridacchiate al cospetto d’una tale affermazione, avanti, accomodatevi: chissà, vivendo di merda come vivete, per quanto poco tempo ancora riuscirete a trombare, chini e arrotolati come lombrichi sulla vostra aridità telematica, incapaci di stimolarvi appetiti che non siano virtuali, e soprattutto impediti nel procacciarvi godimento attraverso un vigore fisico che neppure più vi consente di tenere una penna in mano, figurarsi una vanga! E si sa: “chi non lavora non fa l’amore!”tipico casale campagna laziale x AD

Amabili parole, le nostre, finalizzate a  ricondurre apprezzamento, fiducia, amore e dedizione verso il concetto di Natura, che non è quello di quattro ecologisti radical-chic che ti ringhiano se calpesti una lumaca e poi si sordomutizzano se le amministrazioni  (specie di sinistra) elargiscono concessioni edilizie come fossero biglietti da visita. Del resto, gli ecologisti hanno nelle tasche argomenti sempre pronti a tappare ogni falla della loro cattiva fede: <<l’agricoltura? Non basta più quella naturale poiché a breve saremo 9 miliardi di esseri umani, e abbiamo il dovere di sfamarli tutti anche a costo di ricorrere ad artifici>>.lavoro nei campi miniato

<<L’edilizia sfrenata? L’occidente deve far fronte ad un esodo di massa dai paesi del Terzo mondo, e da qualche parte bisogna pur mettere tutta questa povera gente, assicurandole condizioni dignitose>>. E vai con Ogm e cemento, accompagnati da una bella alzata di spalle da parte di coloro che avrebbero dovuto difendere il “verde”!

 

Ma la Natura resisterà a tanta insensatezza: essa è la Madre che c’ha partoriti e saprà porre rimedio ai capricci dei suoi figli più prepotenti. Le sue forme sono istoriate da secoli in sculture, mosaici, dipinti, acqOLYMPUS DIGITAL CAMERAuerelli e fotografie sempre uguali a se stesse, poiché la Natura non cambia, è l’Uomo che non trova pace ed è incapace di godersela così com’è.

Ecco, riappropriamoci dell’Ager Publicus, che, al contrario di quello “mondiale”, esso sì è la casa di tutti coloro che da quelle zolle promanano la propria forma, i propri colori, e che da generazioni vengono alimentati.

Esso è lì, si tratta solo di raggiungerlo, viverlo, coglierne i frutti prediligendo nel far la spesa quanti vi badano e vi producono a soli pochi chilometri dalle nostre magioni cittadine.canali d'irrigazione maccaresini 2 x AD

 

Non riduciamoci a mere estensioni cementizie inerti, grezze e monotone ovunque; facciamo d’esser piuttosto come fili d’erba: l’uno diverso dall’altro, ma tutti insieme floridi e profumatissimi.

HELMUT LEFTBUSTERGreggi e campi come 3000 anni fa

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