SE CARLO MAGNO CANTA HEAVY METAL…

…è perché il “metal” è l’estremo baluardo epico d’Occidente!

Alla bellezza di 91 anni scoccati, sir Cristopher Lee, volto del gotico cinematografico per eccellenza (dalla prima SE CARLO MAGNO CANTA...“Mummia” ai grandi film horror della Hammer, sino al conte Dooku di Guerre Stellari) decide di registrare col chitarrista dei Judas Priest (fra i grandi progenitori del metal europeo) ed altri insigni nomi un concept-album “heavy” dedicato alle gesta di Carlo Magno.

http://metalitalia.com/articolo/christopher-lee-anteprime-dal-nuovo-album-charlemagne-the-omens-of-death/

Come mai un attore del suo calibro e soprattutto della sua età non ha scelto una forma espressiva generazionalmente più consona al tema epico e colto, come la musica classica?  Oppure, nel caso il movente dell’operazione fosse stato il mero guadagno, quella commercialmente più in auge al momento, e cioè il Rap?

Guardiamo cosa è accaduto con le colonne sonore dei principali spot commerciali, da sempre polso infallibile della preminenza stilistica dei gusti musicali della gente: se negli anni ’80 e ’90 era ancora la Disco a campeggiare, ora non è più così poiché i mercanti, che non possono permettersi fallaci idealismi, son soliti adeguarsi molto repentinamente ai gusti delle moltitudini e della demografia.

http://www.lettera43.it/cultura/rapper-e-pubblicita-dalla-cultura-antagonista-agli-spot_43675108371.htm

Ebbene, sir Cristopher Lee ha scelto il metal per raccontarci il suo Charlemagne; né più né meno di come il metal lo scelsero gli svizzeri Celtic Frost e gli svedesi Bathory per cantare di mitologia nordica e di leggende vichinghe, o i Candlemass per cantare di Inferno e Paradiso, e di come in Italia lo scelgono gli Stormlord per raccontarci l’Eneide, e i Deviate Damaen per declamare l’Alighieri e il Pergolesi.

https://www.youtube.com/watch?v=MZjc6igE1nY

https://www.youtube.com/watch?v=CKFUIkbta_M

L’heavy metal è dunque rimasto il più grande baluardo trans-generazionale dell’epica occidentale: l’unico in grado, per energia, tecnica e potenzilità stilistiche, di consegnare ai giovanissimi quelle gesta del passato e della tradizione che nemmeno la scuola insegna più, troppo impegnata com’è a togliere crocifissi dalle aule e a preparare menù multietnici nelle mense.

Musica classica non se ne produce più da decenni poichè i virus del nichilismo culturale mondialista hanno inteso sedarne ogni creatività sin dentro i templi accademici; se fosse vero il contrario prolifererebbero le trasmissioni radiofoniche e televisive dedicate a tale genere, ma è evidente che non è così.

L’heavy metal, al contrario, (assieme ad un certo Punk d’area e a certo “industrial” identitario), data l’anarchia produttiva e distributiva che da sempre ne contraddistingue i vivai, è sopravvissuto al dirigismo “multikultu” imposto dal sistema al mondo giovanile; e questo lo ha preservato puro al punto da renderlo strumento prediletto di divulgazione espressiva anche per un grande attore di fama internazionale che, novantenne, anziché pensionarsi di pieno diritto, proprio in vecchiaia prende a cantarci ciò che più ha amato nella vita: l’Occidente e il suo grande vate, Carlo Magno.

HELMUT LEFTBUSTER con la consulenza tecnica di Lady Richarda MonyA e di Annabelle Grafenberg Baciardi   – Aristocrazia Dvracrvxiana –

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