Archive for maggio 2014

FANCULO, FEMEN! VI FATE PRUDERE LA PATATA SEMPRE DA UNA PARTE SOLA, EH?!

maggio 31, 2014

Noi DEVIATE DAMAEN ci siamo sempre sporcati le mani con l’attualità. L’Artista non vive in un mondo parallelo e asettico; l’Artista vive nella realtà, e come ogni Uomo Militante ha il diritto e il dovere di esprimersi privatamente: semmai, la sua Arte sarà un ulteriore megafono libero e creativo al proprio sentire spirituale, giammai un limite.

Sinora la prerogativa della “protesta artistica” è stato un lungo e penoso conformistico assolo appannaggio del peggior sinistrume post-sessantottino. Dai “grandi” (bah!) cantautori degli anni ’70, ai gruppi pop degli anni ’90, alle rock band da centro sociale paillettato, ai nuovi “rappers” con le labbra rifatte che partecipano a trasmissioni politiche, hanno sempre tutti belato a favore di quel “progressismo” che oggi ha ridotto ciò che di bello saremmo potuti essere nello stato di bruttezza in cui è.

Naturalmente, per quanto assonnata e incapiente, la pletora-pubblico inizia ad immunizzarsi, ad assuefarsi, a non lasciarsi più impressionare da questa “finta protesta fricchettona” che sempre più fa acqua, vomito e piscio da tutte le parti nella sua ipocrisia. E quindi, i burattinai del circo progressista debbono ricorrere a dosi sempre maggiori di frastuono mediatico per poter essere ancora credibili, e le “Femen” rientrano perfettamente in questo contesto: sono donne (la topa tira sempre, perlomeno verso i più..), sono desnude (per quanto cesse), e compiono atti apparentemente provocatori, sebbene in realtà insignificanti quanto la cera calda nell’acqua bollente. E allora noi ci domandiamo – e vi domandiamo – dove sia la provocazione, l’eccesso, la protesta nel dare addosso alla nuova destra di Marine Le Pen in una Francia e in un’Europa interamente governate dalle sinistre mondialiste.

 http://www.liberoquotidiano.it/gallery/11623182/Le-sexy-crocerossine-con-in-mano.html#.U4c3anb1VIc.facebook

Lo scrivemmo già nel lontano ’98 sul brano “REAZIONE!” : <<Basta queste 4 troie mogli e vedove di stelle, che si son date al jet-set del rock, tutto a sbafo di mariti o compiacenti ermafroditi. e ci fan pure le femministe: succhian cazzi come le altre, se son lesbiche si fan passar la voglia, son fortissime a darla… TUTTI DANNO IL CULO…TUTTI DICON “SON DI SINISTRA”, …TUTTI SONO COSI’ BUONI…TUTTI SONO TUTTI FRATELLI..TUTTI DICON “W L’AMORE”..NOI GLI PISCIAMO ADDOSSO…>> ..ecc ecc ecc!

Credibilità protestataria e politicamente corretto “de sinistra” sono e resteranno sempre due grandezze inversamente proporzionali.

G/Ab SVENYM VOLGAR dei XACRESTANI & DEVIATE DAMAEN DDn IMPARATE

– Aristocrazia Dvracrvxiana –

EUROPEE 2014: I VECCHI ELETTORI SONO ANDATI AL MARE, MA I “NUOVI” NO…

maggio 27, 2014

C’è poco da fare: hanno tutti strabuzzato gli occhi su quella strisciata rossa del 40% del PD, al momento della prima I VECCHI ELETTORIproiezione a seggi chiusi. E’ stato come se su un tavolo ove era previsto che ci potessero essere sino a 10 mele, improvvisamente ne siano comparse 12: da dove sono piovute le 2 mele in più?

Se è poco chiara la loro provenienza, ne è chiarissima la destinazione: che i “nuovi italiani” votino a sinistra è una tautologia che non merita approfondimenti di sorta, visto che la sinistra parla pressocché solo di loro.

Eppure, un normale argomento statistico (peraltro accertato demoscopicamente) come il fatto che ogni giorno centinaia di immigrati completa il suo percorso di acquisizione della cittadinanza (fra cittadinanze brevi, cittadinanze onorarie e compimenti della maggiore età da parte dei figli di stranieri nati in Italia), dovrebbe dare una mano a decifrare questo “pallottoliere impazzito”. Ma in pochi trattano l’argomento, quasi che sia un tabù.

Ecco una serie di riflessioni logiche sullo “strano fenomeno” dei tanti voti “imprevisti” al PD:

–       L’astensionismo coglie i pigri, gli indolenti, i demotivati ideologicamente e, purtroppo, gli anziani, che non sempre hanno chi li accompagna al seggio. Al contrario, chi ha tutto da guadagnare in termini di accaparramento di diritti, a votare ci va eccome.

–       Negli altri schieramenti non c’è stata alcuna significativa migrazione di voti rispetto al passato (riunendo i voti delle destre frammentate i conti tornano, Grillo sostanzialmente tiene e l’estrema sinistra addirittura cresce): quindi i voti in più al PD (circa il 10% oltre le previsioni) sono come piovuti dal nulla, cioè da elettori in crescita esponenziale e repentina.

–       I sondaggisti stessi sono caduti dalle nuvole: non si era mai vista una sottovalutazione del 10% delle loro stime, i vecchi 2avvenuta poiché probabilmente gli addetti a raccogliere gli exit poll fuori dai seggi non intercettano gli elettori immigrati considerandoli – erroneamente – non statisticamente rilevanti.

–       Il Pd stravince soprattutto nelle regioni a più ampia densità immigratoria (nord-est, Emilia e centro), e questo è un altro dato demoscopico incontrovertibile.

–       Gli italiani stanno troppo male per votare in percentuali così trionfalistiche la forza politica che li sta governando durante il malessere: il 40% è un plauso plebiscitario che si riserva ad una classe politica da parte di chi si è visto migliorare le condizioni di vita, non di chi se le è viste peggiorare. E all’italiano medio che ora se la passa male rispetto agli anni ’90, fa da contraltare il “nuovo italiano” che senz’altro sta meglio qui che da dove è venuto via (altrimenti ci tornerebbe).

Grillo, che non ha mai corteggiato gli immigrati, e che come forza di protesta dovrebbe raccogliere il disagio di chi male sta davvero, infatti, è rimasto nei suoi margini, anzi ha perso.

In ultimo, ogni giorno qualche “vecchio elettore” muore di vecchiaia, e, statisticamente, 1 su 2 votava a destra; mentre i “nuovi elettori” son tutti giovani, e nessuno di loro, certamente, voterà mai da quella parte.

Tutto legittimo, tutto regolare, tutto nelle logiche politiche di sempre; ma anche tutto politicamente molto scaltro da parte del Pd.

A questo punto, non resta che pregare i renitenti al voto cronici, le primedonne, i puristi, gli scettici, i nichilisti, gli amanti del “decimale congenito”, gli attendenti della manna dal cielo, di mettersi una mano sulla coscienza e andare a votare, la prossima volta, appena sarà possibile, per ristabilire quel normale equilibrio democratico che le inquietudini demografiche di quest’epoca globalista rischiano di compromettere per sempre.

 HELMUT LEFTBUSTER

L’ORRORE DI UNA NOTIZIA VA PARAMETRATO AL CONTESTO CULTURALE DEL FATTACCIO

maggio 25, 2014

Il livello di gravità di una notizia è insito nella sua contestualizzazione, non è mai assoluto. Ognuno di noi, infatti, si lascia impressionare da un evento in relazione al contesto – e soprattutto al paese – in cui esso si è verificato.
Se leggiamo che una donna è stata lapidata in un paese islamico, per quanto possa farci orrore la cosa, non ce ne lasceremo suggestionare quanto faremmo leggendo di una simile barbarie verificatasi a Trento o a Caltanissetta.
Questo perché, al di là della fuffa egalitarista che ci vorrebbe tutti “cittadini del mondo”, la nostra coscienza collettiva è ben allenata a giudicare i comportamenti degli uomini non in astratto, ma in precipua relazione alle loro culture di appartenenza.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2636157/Timid-cat-blinded-left-dead-bin-thugs-looks-like-Hitler.html

Ora, pare che questo micetto, nato con la sfortuna di avere due baffetti neri disegnati sul muso, sia stato bastonato a gattinotal punto da costringere i veterinari ad asportargli l’intera orbita oculare; la padrona è certa che i responsabili siano dei “bulli” che in svariate circostanze avrebbero attribuito al felino una certa somiglianza con Hitler. Sono in corso indagini di polizia, dato che siamo in Inghilterra, e cioè in un paese ove i gatti non solo non si mangiano, ma, fortunatamente, non si possono neanche maltrattare. Eppure, se le cose sono andate effettivamente così, chi ha seviziato il micetto apparterrà senz’altro a quella casta di relativisti che predicano indifferentemente caccia alle streghe o fratellanza universale a seconda della convenienza ideologica. E, data la scorrettezza politica della notizia, dubitiamo che gli animalisti sprecheranno in merito a questa vicenda la loro fiatella retorica usata per boicottare gli abbacchi pasquali.

Con la globalizzazione, oramai, ci arrivano dalle zone più arretrate del mondo notizie impensabili alle nostre latitudini: non permettiamo che il loro tenore fiacchi quella scala valoriale che c’impone d’indignarci se un gatto viene seviziato, a chiunque l’animale somigli.

HELMUT LEFTBUSTER

CARI METALLARI POLITICAMENTE DISIMPEGNATI CHE ANDATE A FESTIVAL POLITICAMENTE SCHIERATI…

maggio 24, 2014

Il metal si è sempre fregiato di un certo disimpegno politico. Ora, che cosa ci sia da fregiarsi nel non avere opinioni metal x emergencypolitiche andrebbe chiesto ai disimpegnati, non certo a chi, come noi, tali opinioni le ha sempre avute, coltivate, e mai nascoste.

Con questa storiella del disimpegno, intanto, “i metallari” stanno sparendo: stanno sparendo come spazi, come mercato, come cultura. E questo accade non a causa di opinioni giuste o sbagliate, ma a forza di fregarsene della vita politica e culturale del proprio paese, abbandonata così alla mercè di ideologi geniali che inseriscono il rap nei programmi scolastici come esempio di “musica d’inclusione” (probabilmente perché non hanno mai letto un testo di musica rap…)

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2013/12/08/potere-alle-parole-il-rap-a-scuola-contro-tutte-le-discriminazioni/

Va bene, metallari, vi piace il suicidio assistito di quello che è stato l’ultimo grande filone della musica occidentale? metal x beneficenzaPrego, accomodatevi: ma almeno risparmiateci l’ipocrisia di spacciare come “apolitica” l’adesione a kermesse politicizzate e sponsorizzate da Emergency, perché Emergency non è un’associazione “apolitica”.

Senza entrare nel merito del suo operato (che non ci interessa, se non nei limiti di rilevarne una natura “apolide” che reputiamo poco vicina al nostro sentire), ricordiamo che il suo fondatore e patron, Gino Strada, è da sempre impegnato a sinistra, sino ad essere recentemente sceso in campo per Tsipras, il nuovo carrozzone del radical-chicchismo più esasperato.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/gino-strada-%E2%80%9Clista-tsipras-una-speranza-per-cambiare-la-politica%E2%80%9D/

E a poco serve non evidenziare le icone di Emergency nelle locandine del ramo metallaro della rassegna metal disimpegnato“Metal for Emergency”, poichè dai nomi e dalle foto dei “compagni di ventura” presenti, la faccenda si rende inequivocabile: con la differenza che i 99Posse di politica parlano eccome, mentre tutti gli altri partecipanti “disimpegnati” faranno da zavorra al solito Pensiero unico tipico di quegli ambienti.

Forse non trovate più spazi di un certo rilievo per suonare, e siete costretti a chiedere ospitalità a generi più gettonati? Ecco cosa accadde ai Sisters of Mercy quando, già a metà anni ’90, provarono a fare l’ammucchiata coi Public Enemy, per l’avidità della loro casa discografica nel tentare di allargare il loro pubblico ad altre “fasce di popolazione”…

http://articles.chicagotribune.com/1991-07-14/features/9103190595_1_public-enemy-warrior-soul-sonic-youth

O forse pensate davvero che basti una grafica “Maiden’s style” per differenziare la propria dignità di metallari da quella degli altri generi sulle locandine?! E non parlate di beneficenza, per amor del demonio, perché a volerla fare davvero non c’è bisogno di raggiungere il continente africano, basterebbe che usciste dalle vostre tane a fare un po’ di jogging cittadino.locand nomi gruppi

Insomma, contenti voi, cari metallari disimpegnati, buona sparizione: la vostra, s’intende, perché sulla nostra non ci conteremmo troppo…!

http://www.metal.it/note.aspx/28717/deviate-damaen-presentano-il-nuovo-album-retro-aestetika-defibrill-aktion-bunker/

G/Ab SVENYM VOLGAR dei XACRESTANI & DEVIATE DAMAEN

SINTOMO DI SCARSO SENSO DEMOCRATICO USARE IL RICATTO PER PIEGARE IL DISSENSO

maggio 22, 2014

Agitare il rischio disordini, violenze e “banlieue” per giustificare la pretesa dello Ius Soli come unica panacea al benessere per il nostro martoriato paese sarebbe come pretendere buoni pasto gratuiti per rabbonire chi ruba nei supermercati.

La situazione immigratoria in Italia è in larga percentuale esito della commissione di una serie di reati, ad iniziare da quello di immigrazione clandestina; e a poco giova il fatto che le potenti lobby immigrazioniste siano riuscite recentemente a farlo depenalizzare: centinaia di migliaia di immigrati presenti nel nostro paese sono qui in forza della commissione di un crimine, al netto di quello commesso da chi ce li ha portati via mare, naturalmente.

Quindi, aggravare tutta quest’immane ipocrisia col ricatto morale della possibilità di peggiorarne gli esiti, come se già non fossero sotto gli occhi di tutti, non solo è demenziale, ma è antidemocratico e terroristico.

http://www.perugiatoday.it/politica/elezioni/comunali-perugia-2014/sel-perugia-ius-soli-diritti-stranieri.html

L’istanza dei sellini è posta in maniera così maldestra da confermarci una vulgata dei migranti come persone violente tipicoe pronte a pretendere diritti con la forza del numero e della prepotenza fisica, anziché con le ragioni del diritto; del resto è così tipico delle sinistre imporre il proprio punto di vista in modo “sinistremente minatorio“, forse perché in cuor loro sono consapevoli dell’assurdità logica delle proprie proposte e della loro innata malafede.

HELMUT LEFTBUSTER

COSCIO D’AGNELLO VELATO D’ARANCIA AL PEPE ROSA

maggio 20, 2014

Apriamo questa ricetta con 4 righe tratte da un brano musicale satirico dedicato a quegli animalisti dal “doppio binario” che si strappano i capelli se i figli di una tradizione alimentare millenaria perpetrano le gesta gastronomiche dei propri avi, e poi fanno i “relativisti” con chi macella i bovini senza stordimento (macellazione islamica Halal) o con quelle genti che inseriscono il migliore Amico dell’Uomo nella propria dieta:

“Per pasqua non ci vedi, ma poi tu te ne freghi se negli altri paesi i cani mandan giù; di agnelli la mattanza ostenti la lagnanza, ma ad ostriche e paranza non ci rinunci tu: schiuma schiuma, ecologista, col voto sempre a sinistra; dei suoi prati se ne infischia chi alle masse apre la pista!”

(da “Schiuma Su Sto Scroto, Progessista!” dei Deviate Damaen)

Un po’ volgare e provocatoria, forse, ma rende l’idea di quanta ipocrita retorica vi sia dietro il tormentone animalista che ogni santa Pasqua, puntualmente, si abbatte su chi vuole mangiarsi in santa pace il suo bravo agnello, né più né meno di come altri il giorno prima si sono pappati il loro bel sushi o il giorno dopo si papperanno il loro bravo kebab (a proposito, guardatevi questo video    https://www.youtube.com/watch?v=HxVOkH4WDig  ).

Insomma, chissà perché quando si tratta di dare addosso alle tradizioni nostrane si sfodera l’etica animalista, mentre quando c’è da difenderle si cagano tutti in mano!

Quindi, bando alle ciance retoriche e parliamo di qualità: l’agnello per questa ricetta ce lo siamo andati a prendere in ciociaria (ad un pugno di chilometri dalla capitale), dove, scorgendo pascolare greggi a vista tutto l’anno, sarà più che logico contare sulla genuinità e tracciabilità del prodotto: a chi gli agnelli li alleva nello stesso luogo in cui vive e, soprattutto li dà da mangiare ai propri figli, non converrebbe comunque rifilarcene uno rumeno o men che mai cinese, considerando quanto gli costerebbe farselo venire da fuori e conservarlo; ecco perchè non dovremmo mai smettere di essere il popolo di antica e gloriosa tradizione georgica che siamo.

C’è poco da fare: l’autosufficienza alimentare è insopprimibile fonte di libertà e benessere.

Portatolo a casa il sabato santo, lo abbiamo cucinato la mattina stessa di Pasqua seguendo questa semplice ricetta sandonatese, e il complimento più bello è arrivato da un nostro ospite ultraottantenne che al primo boccone ha esclamato: “questo sapore mi riporta indietro di almeno trent’anni: mi ero completamente scordato di quanto potesse esser buono l’abbacchio al forno con le patate!”

E queste sono soddisfazioni: regalare emozioni e suggestioni identitarie.

Prendiamo l’agnello e lo cuociamo a pezzo unico in una teglia ben oliata e cosparsa con un trito di aglio, rosmarino, Agnello al pepe rosa dvracrvxianotimo e pepe rosa.

Una volta posizionatolo in teglia con le patate, con un po’ dello stesso trito lo cospargiamo anche sopra, infornandolo a 180° per un’ora abbondante. Dopo mezzora lo inumidiamo con una bagna fatta di succo d’arancia, vino e un goccio di miele.

Girato 2-3 volte durante la cottura, dopo un’oretta è senz’altro giusto, senza essersi asciugato troppo, ma ancora qualche minuto in forno, prima di servirlo ben caldo, non guasterà.

W la pastorizia (e abbasso l’ipocrisia!)

TESS LA PESCH & HELMUT LEFTBUSTER      Aristocrazia Dvracrvxiana –

FESTEGGIAMO LA MAMMA ALLA FACCIA VOSTRA, “PROGRESSISTI” DI MERDA!

maggio 10, 2014

Anzitutto perché le nostre mamme ci han fatto trooooppo belli! E poi per dimostrarvi quanto le vostre manfrine DDn schiuma x testopoliticamente corrette su “Genitore1 e Genitore2” valgano meno dell’acqua del bidet con cui ci laviamo lo scroto, cari “progressisti”.

Infatti, il 1°maggio scorso, mentre tatuati pagliacci miliardari imbonivano quattro sfigati nelle piazze più cannarole d’Italia, a Milano, a pochi passi dal tristo piazzale Loreto, i Deviate Damaen (completati nella formazione “live” dalla soave bassista Sin e dall’eclettico batterista Aeb dei Labyrinthus Noctis) immortalavano dal vivo l’ultimo brano del nuovo album “Retro-Marsch Kiss” (previsto in uscita autunnale), intitolato  “SCHIUMA SU STO SCROTO, PROGRESSISTA!”, il cui testo integrale sarà declamato in anteprima assoluta nel relativo video di prossima pubblicazione, ma del quale accenneremo qui il passaggio che sfancula quei “portatori di progresso” i quali, pur di privarci del “ciò che siamo”, vorrebbero cancellare la parola più cara al nostro cuore, “mater” o “mamma” che sia…  OLYMPUS DIGITAL CAMERA

<< …tu schifi la tua carne, addosso c’hai le tarme per solidarietà con chi t’inculerà; adotti chi è propizio ad aprirti l’orifizio e tua madre dall’ospizio tu mandi all’aldilà: schiumaschiuma, progressista, su sto scroto fà la mischia, “genitore 1 e 2”, addio mamma, babbo, asinello e bue! Schiuma Schiuma, parassita, che in metro entri dall’uscita…>>

Carino, no?! Ah, naturalmente per bagnare al meglio la strimpellata ci siamo abbeverati a dovere da un bottiglione live SCHIUMA 13DDn ald gab arkcomunitario di buon rosso regalatoci dall’Oreste Dvracrvxiano: tante volte qualcuno pensasse di mettere fuori legge anche il vino per rispetto di chi non l’apprezza, sappia che questi rutti sono per lui!

G/Ab Svenym Volgar Honorium Roman Ustorh dei Xacrestani & DEVIATE DAMAEN

– Aristocrazia Dvracrvxiana –

DDn SCHIUMA SU STO...

 

1° MAGGIO, FESTA DELLA DISTANZA DALLA REALTA’

maggio 7, 2014

1°Maggio 2014: mentre la friulana Elettrolux rischia di essere delocalizzata nel resto d’Europa (dove quindi altri lavoratori concorrenti ai nostri sono complici non certo inconsapevoli di tale scippo pilotato da interessi mondialisti), a Pordenone la Cgil celebra le festa del lavoro protestando contro le delocalizzazioni al grido di “più lavoro, più solidarietà, più Europa”.

E con questo spaccato di coerenza ideologica potremmo anche aver esaurito l’articolo; ma vogliamo essere più generosi.

Governa la sinistra, e i sindacati suoi amici arringano le folle con argomenti e retoriche fatti delle solite liste di disfunzioni sociali recitate con quel crescendo vocale tipico degli imbonitori delle fiere: “perché bisogna creare crescita..perché non devono pagare sempre i più deboli..perchè i giovani hanno il diritto di trovare un lavoro..”; per poi terminare con una perla di originalità e impegno creativo veramente degna dello stipendio dei dirigenti sindacali nazionali che l’hanno elargita: “buon 1maggio, viva il lavoro!”

Che originalità! Quale reale amore per il popolo e per l’aspetto ideale della missione politica di chi sarebbe deputato (e stipendiato) a risolvergli quella che è ormai mera sopravvivenza.

Eppure, nonostante la palese drammaticità nella quale i lavoratori – e il movimento operaio in particolare – sono finiti a causa dell’inettitudine del sindacato, c’è ancora qualche sdrucito sbandieratore che saluta gli imbonitori sul palco con la stanchezza degli omini meccanici posti sulle autostrade a segnalare un incidente.

E a proposito di palchi, che dire della partecipazione al concertone romano di piazza San Giovanni di “star” che, pur 1 maggioessendo protagoniste di trasmissioni fighette e doblonate senza ritegno, credono di potersi dare un tocco di credibilità stradaiola con qualche tatuaggio stampato su pelli ormai avvizzite, e poi, toltisi il cerone anti-riflesso e messisi qualche straccio addosso un po’ più consono al tenore dei disoccupati, hanno la faccia tosta di andare a schiamazzare pubblicamente di diritti dei lavoratori, proprio loro che non hanno mai lavorato nella vita.

E mentre noi si discute di legalità del lavoro, il cantante Manu Chao, principino del nomadismo e dell’approssimazione esistenziale meltingpottista, fa botteghino con un singolo intitolato “Clandestino”, ovvero il personaggio fulcro attorno al quale le regole del lavoro performate in seguito a secoli di emancipazione giuslavorista stanno crollando.

Insomma..lavoratori? Prrrrrrrr!

HELMUT LEFTBUSTER

Nota: le due foto riportate in articolo dimostrano quanto distante dalla realtà sia, partendo dall’iconografia e dalle Demografia Romana anni 40sue astruse stilizzazioni, la concezione che i sindacati hanno dei lavoratori: nella foto “antica” ci sono italiani in carne ed ossa di qualche decennio fa’; in quella “attualizzata” sembra di stare al “Gay pride”…