PER FREGARE I BANDITI DELLA QUALITA‘ NON DOBBIAMO FARCI PESARE IL CULO

La vera grande truffa è quella di farci credere che la crescita del mercato coincida con la genuinità del prodotto e con un maggior guadagno per la nazione intera. Operazioni come Expo e altre genialate mondialiste (compresa la Tav), con l’assurda pretesa di esportare in tutto il mondo i nostri prodotti, internazionalizzandone i marchi, non fanno altro che facilitare i prevedibili tentativi di “allungare” quel sugo che nelle sue naturali proporzioni merceologiche mai potrebbe coprire un mercato troppo più esteso del territorio che lo partorisce.

http://www.intoscana.it/site/it/enogastronomia/articolo/Brunello-di-Montalcino-contraffatto-Danno-per-il-Made-in-Tuscany/

E i danni di questo mercatone selvaggio non sono solo qualitativi ed economici, ma possono essere persino letali, come nel caso del peperoncino vietnamita.

http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/prodtipici/2014/05/28/allarme-veleni-peperoncino-vietnam-e-riso-india_38194348-df5a-4b2f-b69d-539b4a013bb4.html

O dei pomodori marocchini…

http://www.altroconsumo.it/alimentazione/sicurezza-alimentare/attenzione-a/batterio-pericoloso-in-pomodorini-provenienti-dal-marocco

Hanno da correre i N.A.S., quando vino, olio, mozzarella, peperoncino e le altre 1000 leccornie del panorama enogastronomico italiano debbono essere distribuite ad una mole tale di genti e di spazi per i quali mai basterebbe la materia prima d.o.c. spettante, per prelazione naturale, al popolo che ne abita la terra d’origine.
Per non parlare del traffico e dell’inquinamento che l’esponenziale incremento del trasporto su gomma delle varie “merci in libertà” da un paese all’altro comporta.

Né la cosiddetta “tracciabilità” potrà mai essere messa in pratica all’interno di un mercato mondializzato ove i lazzaroni stranieri saranno sempre protetti dalle leggi dei loro paesi.

E allora che fare? Semplice, come il più delle volte: volete bere del buon Brunello di Montalcino? Ebbene, raggiungetene il sito d‘origine, immergetevi fra cipressi, arte medievale e crostini toscani, e acquistatelo in loco, investendo in tempo e denaro che senz’altro ammortizzerete in termini di salute fisica, mentale e culturale, risparmiando anche sull’acquisto all’ingrosso che a quel punto varrà la pena effettuare.

Lo stesso dicasi per la ‘n’duja calabrese, la mozzarella campana, lo speck altoatesino, o l’olio pugliese. Vederlo OLYMPUS DIGITAL CAMERAdefluire da sotto la macina del frantoio, infrangerà qualsiasi ipotesi di contraffazione che sarebbe invece oltremodo probabile acquistandolo a migliaia di km di distanza da dove stilla.

L’Italia è lunga, è vero; ma non dobbiamo avere remore a godercela tutta: è la nostra terra e c’appartiene per intero con tutti i suoi tesori monumentali, naturali e gastronomici. Di una casa non sia abita solo la stanza che si vive di più, la si abita tutta: e il culo non deve pesarci nel farne le scale!

HELMUT LEFTBUSTER 

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