IL FASCIO LITTORIO DOVREBBE RICORDARCI CHE SENZA COESIONE NON V’E’ CONSISTENZA

Era il simbolo dell’”imperium” dei magistrati romani, ovvero dell’esercizio del loro potere giurisdizionale, che nel FASCIO LITTORIODiritto romano abbracciava competenze militari, giudiziali e amministrative.

La sua estetica è talmente bella e significante che, a dispetto delle strumentalizzazioni ideologiche che “il Fascio” ha subito dopo il Ventennio, esso è tuttora adottato in molti stemmi di paesi democratici occidentali, compresi quelli delle polizie norvegese e spagnola, solo per citare alcuni esempi (oltre che impresso sui vecchi tombini romani, come quello della fotografia di corredo all’articolo).

Esistono miriadi di fonti enciclopediche che descrivono egregiamente il percorso eziologico, semantico e stilistico di tale emblema; qui vorremmo limitarci a rilevare l’archetipo messaggio di coesione che esso trasmette: un messaggio fisico, empirico, ma dalla forte valenza filosofico-spirituale e quindi politica. Se i portatori di una concezione identitaria e tradizionale di Comunità proseguiranno a bisticciare come donnicciuole che litigano per un posto privilegiato a lavar panni al fiume, continueremo tutti a bere acqua sporca, come ci mostra l’evoluzione delle alleanze al parlamento europeo.

http://www.qelsi.it/2014/salta-leurogruppo-di-marine-le-pen-e-lega-che-ora-si-ritrovano-tra-i-non-iscritti/

Tutti sappiamo cosa non ci piace dell’andazzo progressista, modernista e globalista imperante; andazzo che ha il solo merito di non lesinarci genuinità nelle proprie intenzioni distruttive. Quindi non sarebbe difficile partire da tale consapevolezza per trovare coesione fra anime, fortunatamente diverse poiché non siamo cloni giacobini, ma legate assieme su base comunitaria di “somiglianza”, alla pari di quelle verghe che singolarmente si spezzano, ma tenute insieme da lacci ben stretti, resistono.

Pensiamoci, prima di arroccarci sui nostri catafalchi ideologici per poi fare la fine dei capponi di Renzo: non sarebbe una fine da eroi (come qualcuno crede), ma da pennuti indegni di quelle aquile romane dalle quali noi tutti – volenti e nolenti – discendiamo.

– Aristocrazia Dvracrvxiana –

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