“L’ARRIVO DI WANG”: FINALMENTE UN FILM DOVE I PRESUNTI BUONI SI RIVELANO I CATTIVI

Fantascienza italiana politicamente scorretta fino al midollo..e fino all’ultimo fotogramma.

Una visione primordiale dei concetti di “diffidenza”, “paura”, e “prelazione della propria sicurezza rispetto ad un’incauta generosità” che mira a sorprendere lo spettatore ben sapendo quanto costui sia invece mediamente traviato da una concettualità rovesciata di tutto ciò.

La trama è solo apparentemente banale: un’interprete di lingua cinese (di quelle frecchettone senza speranza a partire dal nome, “Gaia”) viene ingaggiata con modalità sospette da figuri presumibilmente governativi per effettuare la traduzione simultanea dell’interrogatorio di un certo misterioso signor Wang. Portata sul luogo dell’interrogatorio bendata, trattandosi di una questione di Stato, alla giovane donna si presenta subito una situazione piuttosto drammatica, ma soprattutto fuori da ogni prevedibilità razionale.

Dal momento che il film merita davvero d’esser visto (lo trovate su Rai 4 replay, o in dvd), preferiamo non andare L'Arrivo di Wangoltre nella trama e ci limitiamo alla garanzia che si tratti di una martellata sui coglioni a tutti i luoghi comuni buonistici a favore dell’accoglienza e a sfavore della naturale predisposizione umana a diffidare dell’ “altro”, non privando lo spettatore di un solo istante di tensione, per un finale che mette a dura prova le pulsioni del “pregiudizio verso il pregiudizio nei riguardi della diversità”.

Il tema del nome cinese del protagonista, sapientemente usato per depistare chi guarda, porta comunque a riflettere sugli aspetti nefasti della globalizzazione (altra martellata), ed ogni citazione iconografica usata dimostra quanto ben chiaro ai registi (i Manetti bros) sia il fumettistico impianto ideologico di certo sinistrume nostrano. Onore dunque a chi, pur senza essere necessariamente dall’altra parte (sono registi notoriamente liberi e apolitici), ha il coraggio di spiazzare le omologate tifoserie cinefile intellettualoidi e sessantottine con un film di cui, non a caso, non si è parlato molto e le cui recensioni sono per lo più freddine o “sciocchine”.

http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/larrivodiwang.asp

Assolutamente imperdibile per chi desideri disporre nella propria cineteca di un’ulteriore testimonianza creativa atta a certificare che “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio”.

HELMUT LEFTBUSTER

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: