LA CHIAMANO “ALTRA CITTA’”, ANCHE SE DI “ALTRO” HA SOLO L’IPOCRISIA DI DEFINIRSI “ALTERNATIVA”

L’estate sta finendo ed è tempo di rimettersi al timone del da farsi e da ragionarsi.

In attesa di goderci l’evento settembrino del Rometal MMXIV che si svolgerà al parco di Centocelle (non certo nella fighetta San Lorenzo o al cotonato Testaccio..), al quale  parteciperemo in seno all’esibizione dei confratelli Labyrinthus Noctis, ci esprimiamo in severe riflessioni che riguardano l’habitat artistico in cui dovrebbe nuotare ogni anima libera. Prendiamo in esame la città natale della nostra band, ma il rilievo d’una riflessione ha sempre un valore assoluto.

Il concetto di “alterità” presuppone delle alternative, altrimenti che “alterità” sarebbe?!

“L’alternativismo” è da tempo il dito alla luna che gli “alternativi” agitano per turlupinare le menti più sempliciotte e sfruttarne un massivo plauso ovino che avalli il più ipocrita progetto totalitarista dell’era moderna: quel conformismo pulcioso che, alla stregua di chi si mette il profumo sull’ascella sudata, pur d’imbellettarsi alla menopeggio si fa chiamare “alternativo”.

Ecco la locandina dell’estate romana patrocinata dal Comune e dalle intellighenzie più accreditate: a giudicare da questo eutropia“programma culturale alternativo” (blasonato dalla politica e quindi già molto poco “alternativo” in partenza), di alternative al programma stesso se ne scorgono ben poche: un’accozzaglia di damigelli da jet-set che, a gettone, si travestono da pezzenti; vetero-comunisti pentiti nelle interviste, che però continuano ad intingere il biscotto nella ciotola del radical-chicchismo più deprimente; spettacolini dal titolo un po’ hard con cui sperano forse d’attirare adolescenti/vegliardi allupati, nell’ipotesi un po’ sfigata che la figa attiri ancora qualcuno; rappers “de noantri” con ricche case discografiche alle spalle a pagare i passaggi radiofonici e televisivi, e infine un po’ di lattine di birra per invogliare qualche nostalgico rocker spelacchiato (birra naturalmente da accompagnare al kebab, come da vignetta, visto che i wurstel sono passati di moda anche all’Oktoberfest in ossequio ad osservanze religiose che si stanno facendo sempre più pressanti).

Ora, va bene tutto, è bello poter scegliere: ma scegliere fra cosa? Vedete forse in giro altrettanti programmi di concerti per musica da chiesa, o di esibizioni di gruppi folk, musica barocca o letture dantesche? Vedete forse annunci di revival della canzone italiana, dei cantautori anni ’70 o foss’anche solo qualche appuntamento da balera per fare quattro salti nazional-popolari con gnoccata di mezzanotte? Vedete forse in giro, patrocinati coi soldi pubblici, festival di musica rock, metal, o elettronica? Macché. Anzi, se qualche Dj di buon nome s’azzarda a fare troppo casino gli rovinano pure la festa (smentite o non smentite)

http://www.boxmusica.it/social-network/smentito-remix-faccetta-nera-gabry-ponte-gallipoli/#.VAywzsJ_t6I

Sveglia “metallari”, “goth” e sedicenti “alternativi”: ma ve lo ricordate quando bastava raggiungere la più lurida edicola del paesino più sperduto nel buco del culo della Penisola per comprare stampa metal, goth e “alternativa”? O quando stadi, negozi, spazi erano in primis adibiti ad ascolti classici, ma in secundis venivate voi? Ecco per chi v’hanno fottuto la sedia da sotto al culo: e per i più duri di comprendonio, v’hanno fatto pure il disegnino!

G/Ab & DEVIATE DAMAEN – Aristocrazia Dvracrvxiana – 

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