Archive for ottobre 2014

BRINDIAMO ALLA MEMORIA DEL NOSTRO ORESTE

ottobre 16, 2014

Cari amici dell’Oreste dvracrvxiano, eccoci a darvi la notizia più triste che potesse risuonare in suo nome fra le nostre pagine.

L’Oreste ci ha lasciato, perlomeno nella sua dimensione fisica transeunte. E con “perlomeno”  non ci riferiamo all’ipotesi di sopravvivenza dell’anima, ipotesi insita o non insita nel Credo o nel non credo di ognuno; ma ci riferiamo, in parte, al dolore di non averlo più qui con noi; e ancora, massimamente, alla sopravvivenza dei suoi insegnamenti tradizionali, della sua testimonianza di vita, e, non ultimi, dei suoi lasciti audio e video, micidiali ed immarcescibili spine nel fianco d’ogni avversario ideologico e filosofico dell’Identità, spine che, giurateci, conficcheremo sin nel buco del culo d’ogni dove delle latitudini che c’interessano.

L’Oreste era uno di quegli uomini ancora capaci di emozionarsi nel pronunciare la parola “patria” e di godere del loro orto come fosse il giardino dell’Eden. L’Oreste, sino alla veneranda età di 82 anni, ha lavorato la sua amata terra e ha tagliato la legna utile a scaldare sé, la sua famiglia e i suoi ospiti; ha raccolto e vendemmiato l’uva per fare il suo vino e ha allevato animali da cortile per poter deliziare di carni genuine la propria mensa, condivisa generosamente con ogni avventore che avesse meritato la sua fiducia e la sua amicizia.

L’Oreste ha conservato, per la sola bellezza del farlo, libri, libelli, riviste e ammennicoli d’ogni stregua dal passato, oltre a preziosi utensili agricoli oggi considerati “oggetti non identificati” da parte di questo sotto-prodotto antropologico che chiamano ”uomo moderno”.

L’Oreste sapeva sorridere della malagrazia vaccina di certe giornalistracce, e sapeva ancora inveire contro il televisore nel sentirle cinguettare snervanti leziosità a commento delle minchiate sparate da politici di merda, incurante del fatto che la tv non disponesse d’un apparato ricevente, tantomeno la sua, antidiluviana televisione.

L’Oreste correggeva puntualmente il suo caffè con la grappa, consuetudine sempre meno demograficamente in auge e praticamente sconosciuta ai giovani e giovanissimi, che non sanno quello che si perdono.

Ecco, sarebbe retorico asserire che tutto questo continuerà, poiché l’Oreste tutto questo lo era da vivo, ed ora vivo, ahinoi, non lo è più. Ma poiché gli effetti della vita di un uomo non perdurano solo finchè costui c’è, ma anche e soprattutto dopo che costui c’è stato, non è retorico celebrare il commiato di quest’Uomo facendoci noi garanti della sua memoria attraverso un’opera militante che ne vivifichi esempio ed eredità morali e materiali. Si chiama “ricordo”, “testimonianza” ovvero “passaggio del testimone”, “traditio”.

Disponiamo infatti di un notevole patrimonio di video e immagini in cui l’Oreste spiega e rilegge eventi storici dei quali Egli è stato coevo, sfatandone le variopinte versioni che insigni storici tutt’altro che coevi della gioventù dell’Oreste, han raccontato dalle loro altisonanti quanto putride cattedre.

Grazie all’Oreste disponiamo di un vasto repertorio di filmati nei quali il Nostro c’illustra il funzionamento della vita agreste d’una volta, le sue tecniche, i suoi attrezzi, i suoi segreti, affinché noi si possa continuare a mangiare qualcosa senza che sia uscita dallo scatolame a basso costo della globalizzazione.

E’ grazie all’Oreste se i Deviate Damaen possiedono un repertorio di vinili dei primi del’900 che conserveranno e a cui L'ORESTEridaranno vita sotto nuove forme; e lo stesso Oreste presenzierà (la band ne è orgogliosa e commossa) sull’album “Retro-Marsch Kiss” come ospite nel brano (e relativo video) “Il Valzer del Retrogrado”, alla cui imminente pubblicazione brinderemo tutti con una bella sorsata del suo corroborante vino.

L’Oreste ha chiesto d’esser sepolto nella nuda terra della sua amata Terra, e così è stato; ebbene, che essa ti sia lieve, Amico nostro amatissimo. Non dubitar mai che tutto resti di te, di Noi tutti, dal momento che ciò che è stato non potrà che continuare ad essere attraverso la sua eco pulsante; e a farla pulsare ci penseremo noi, giovani e forti..e soprattutto..gran figli di puttana dvracrvxiana!

 G.dX, PYTTRIX SANDRA, & l’intero Cenacolo di ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA

GLI ORCHESTRALI PRECARIZZATI e I “RAPPER” INQUATTRINATI

ottobre 6, 2014

Come può, nel paese di Verdi e Puccini, un’istituzione di consolidate valenza storica e produttività economica come l’Opera, I FILARMONICI...dover cassintegrare i suoi filarmonici, se non per un calo improvviso dell’utenza demografica che da sempre ne sostiene il mantenimento attraverso il proprio apprezzamento popolare?

http://www.ilgiornale.it/news/politica/opera-roma-marino-licenziare-sinistra-1056983.html

Insomma, al di là dei soliti ululati alla luna, è davvero credibile che il sindaco della Capitale invochi la “crisi”, “i buchi di cassa”, “le problematiche del settore dello spettacolo” per giustificare un ammanco che non dovrebbe trovare appigli nel paese di Pergolesi, Salieri e Vivaldi?

Non sarebbe più logico e onesto semplicemente ammettere che non siamo più il paese dei grandi classici, dato che i quattrini degli sponsor che contano finiscono ad apparati culturali che sostengono perversioni del gusto come l’insegnamento della musica rap nelle scuole, e foraggiano la costante presenza di musicisti di infima lega alle trasmissioni che contano i passaggi pubblicitari più danarosi?

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2013/12/08/potere-alle-parole-il-rap-a-scuola-contro-tutte-le-discriminazioni/

 http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-06-10/solidarieta-tra-i-popoli-insegnata-ai-ragazzi/#.VC-h1md_t6I

Per non parlare delle stesse colonne sonore delle pubblicità, da sempre polso del tenore musicale d’ogni epoca, che suonano quasi sempre musica tutt’altro che aulica e nostrana: quelli sono i soldi veri!

http://www.ilpost.it/2014/06/06/spot-beats-apple-mondiali-calcio/

Insomma, i numeri della cultura che conta stanno andando altrove perché l’”altrove” si sta mangiando ogni lembo del tessuto nazionale peggio d’un cancro, contaminando senza complimenti e in barba alle leggi le sonorità del nostro habitat.

http://www.ilgazzettino.it/%2FNORDEST%2FVENEZIA%2Fmusulmani_mestre_festa_del_sacrificio_islam%2Fnotizie%2F938019.shtml

 Ma a quanto pare questo non impressiona granché neppure quando intere categorie finiscono per strada: altrimenti, invece di invocare l’intervento dei soliti stantii e collusi sindacati, ci si incazzerebbe davvero tutti e si porterebbe i propri figli ad ascoltare qualche aria, anziché lasciarli a far la fila davanti ai megastore per acquistare l’ultimo modello di i-pad con cui godersi le imposizioni culturali di un’intellighenzia prostrata e scassata peggio d’un culo rotto.

G.dX (Deviate Damaen & Aristocrazia Dvracrvxiana)