GLI ORCHESTRALI PRECARIZZATI e I “RAPPER” INQUATTRINATI

Come può, nel paese di Verdi e Puccini, un’istituzione di consolidate valenza storica e produttività economica come l’Opera, I FILARMONICI...dover cassintegrare i suoi filarmonici, se non per un calo improvviso dell’utenza demografica che da sempre ne sostiene il mantenimento attraverso il proprio apprezzamento popolare?

http://www.ilgiornale.it/news/politica/opera-roma-marino-licenziare-sinistra-1056983.html

Insomma, al di là dei soliti ululati alla luna, è davvero credibile che il sindaco della Capitale invochi la “crisi”, “i buchi di cassa”, “le problematiche del settore dello spettacolo” per giustificare un ammanco che non dovrebbe trovare appigli nel paese di Pergolesi, Salieri e Vivaldi?

Non sarebbe più logico e onesto semplicemente ammettere che non siamo più il paese dei grandi classici, dato che i quattrini degli sponsor che contano finiscono ad apparati culturali che sostengono perversioni del gusto come l’insegnamento della musica rap nelle scuole, e foraggiano la costante presenza di musicisti di infima lega alle trasmissioni che contano i passaggi pubblicitari più danarosi?

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2013/12/08/potere-alle-parole-il-rap-a-scuola-contro-tutte-le-discriminazioni/

 http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-06-10/solidarieta-tra-i-popoli-insegnata-ai-ragazzi/#.VC-h1md_t6I

Per non parlare delle stesse colonne sonore delle pubblicità, da sempre polso del tenore musicale d’ogni epoca, che suonano quasi sempre musica tutt’altro che aulica e nostrana: quelli sono i soldi veri!

http://www.ilpost.it/2014/06/06/spot-beats-apple-mondiali-calcio/

Insomma, i numeri della cultura che conta stanno andando altrove perché l’”altrove” si sta mangiando ogni lembo del tessuto nazionale peggio d’un cancro, contaminando senza complimenti e in barba alle leggi le sonorità del nostro habitat.

http://www.ilgazzettino.it/%2FNORDEST%2FVENEZIA%2Fmusulmani_mestre_festa_del_sacrificio_islam%2Fnotizie%2F938019.shtml

 Ma a quanto pare questo non impressiona granché neppure quando intere categorie finiscono per strada: altrimenti, invece di invocare l’intervento dei soliti stantii e collusi sindacati, ci si incazzerebbe davvero tutti e si porterebbe i propri figli ad ascoltare qualche aria, anziché lasciarli a far la fila davanti ai megastore per acquistare l’ultimo modello di i-pad con cui godersi le imposizioni culturali di un’intellighenzia prostrata e scassata peggio d’un culo rotto.

G.dX (Deviate Damaen & Aristocrazia Dvracrvxiana)

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