BRINDIAMO ALLA MEMORIA DEL NOSTRO ORESTE

Cari amici dell’Oreste dvracrvxiano, eccoci a darvi la notizia più triste che potesse risuonare in suo nome fra le nostre pagine.

L’Oreste ci ha lasciato, perlomeno nella sua dimensione fisica transeunte. E con “perlomeno”  non ci riferiamo all’ipotesi di sopravvivenza dell’anima, ipotesi insita o non insita nel Credo o nel non credo di ognuno; ma ci riferiamo, in parte, al dolore di non averlo più qui con noi; e ancora, massimamente, alla sopravvivenza dei suoi insegnamenti tradizionali, della sua testimonianza di vita, e, non ultimi, dei suoi lasciti audio e video, micidiali ed immarcescibili spine nel fianco d’ogni avversario ideologico e filosofico dell’Identità, spine che, giurateci, conficcheremo sin nel buco del culo d’ogni dove delle latitudini che c’interessano.

L’Oreste era uno di quegli uomini ancora capaci di emozionarsi nel pronunciare la parola “patria” e di godere del loro orto come fosse il giardino dell’Eden. L’Oreste, sino alla veneranda età di 82 anni, ha lavorato la sua amata terra e ha tagliato la legna utile a scaldare sé, la sua famiglia e i suoi ospiti; ha raccolto e vendemmiato l’uva per fare il suo vino e ha allevato animali da cortile per poter deliziare di carni genuine la propria mensa, condivisa generosamente con ogni avventore che avesse meritato la sua fiducia e la sua amicizia.

L’Oreste ha conservato, per la sola bellezza del farlo, libri, libelli, riviste e ammennicoli d’ogni stregua dal passato, oltre a preziosi utensili agricoli oggi considerati “oggetti non identificati” da parte di questo sotto-prodotto antropologico che chiamano ”uomo moderno”.

L’Oreste sapeva sorridere della malagrazia vaccina di certe giornalistracce, e sapeva ancora inveire contro il televisore nel sentirle cinguettare snervanti leziosità a commento delle minchiate sparate da politici di merda, incurante del fatto che la tv non disponesse d’un apparato ricevente, tantomeno la sua, antidiluviana televisione.

L’Oreste correggeva puntualmente il suo caffè con la grappa, consuetudine sempre meno demograficamente in auge e praticamente sconosciuta ai giovani e giovanissimi, che non sanno quello che si perdono.

Ecco, sarebbe retorico asserire che tutto questo continuerà, poiché l’Oreste tutto questo lo era da vivo, ed ora vivo, ahinoi, non lo è più. Ma poiché gli effetti della vita di un uomo non perdurano solo finchè costui c’è, ma anche e soprattutto dopo che costui c’è stato, non è retorico celebrare il commiato di quest’Uomo facendoci noi garanti della sua memoria attraverso un’opera militante che ne vivifichi esempio ed eredità morali e materiali. Si chiama “ricordo”, “testimonianza” ovvero “passaggio del testimone”, “traditio”.

Disponiamo infatti di un notevole patrimonio di video e immagini in cui l’Oreste spiega e rilegge eventi storici dei quali Egli è stato coevo, sfatandone le variopinte versioni che insigni storici tutt’altro che coevi della gioventù dell’Oreste, han raccontato dalle loro altisonanti quanto putride cattedre.

Grazie all’Oreste disponiamo di un vasto repertorio di filmati nei quali il Nostro c’illustra il funzionamento della vita agreste d’una volta, le sue tecniche, i suoi attrezzi, i suoi segreti, affinché noi si possa continuare a mangiare qualcosa senza che sia uscita dallo scatolame a basso costo della globalizzazione.

E’ grazie all’Oreste se i Deviate Damaen possiedono un repertorio di vinili dei primi del’900 che conserveranno e a cui L'ORESTEridaranno vita sotto nuove forme; e lo stesso Oreste presenzierà (la band ne è orgogliosa e commossa) sull’album “Retro-Marsch Kiss” come ospite nel brano (e relativo video) “Il Valzer del Retrogrado”, alla cui imminente pubblicazione brinderemo tutti con una bella sorsata del suo corroborante vino.

L’Oreste ha chiesto d’esser sepolto nella nuda terra della sua amata Terra, e così è stato; ebbene, che essa ti sia lieve, Amico nostro amatissimo. Non dubitar mai che tutto resti di te, di Noi tutti, dal momento che ciò che è stato non potrà che continuare ad essere attraverso la sua eco pulsante; e a farla pulsare ci penseremo noi, giovani e forti..e soprattutto..gran figli di puttana dvracrvxiana!

 G.dX, PYTTRIX SANDRA, & l’intero Cenacolo di ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA

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