MANCO LA “BREAK-DANCE” E’ ROBA LORO…

Già, perché per chi non lo sapesse, l’ha inventata Totò.

https://www.youtube.com/watch?v=9sic9Rk8SRA

Ci troviamo innanzi all’ennesimo esempio di come la mediaticità globalizzata sia spesso propagandistica di cattive informazioni su invenzioni, mode, tendenze e su chi siano stati i reali pionieri di certe forme d’Arte, musica, cinema o danza che siano. Un grande scrittore del ‘900, Carlo Emilio Gadda, la chiamava “la sporca rogna italiana dell’autodenigrazione”.

Innanzi ad un fenomeno globale, il diritto d’Autore mostra tanto più la sua fallacia e inutilità: se l’individuo X in un luogo Y crea l’invenzione Z, ma poi sono dieci individui H in tutt’altro luogo a pubblicizzare Z come propria, chi mai dubiterà, a livello globale, che quell’invenzione possa appartenere agli individui H anziché all’originario individuo X ?

Solo chi tiene accesa la testa, certo; ma in quanti lo facciamo?

Quindi, bisogna rifarsi a dati oggettivi e rintracciare (anche grazie agli stessi strumenti della globalizzazione e del modernismo, che, come ogni arma a doppio taglio, sono rischiosi anche per chi li ha creati), l’effettiva datazione d’origine di un determinato fenomeno e vedere coi propri occhi chi man mano se ne sia reso interprete, andando a ritroso nel tempo.

Ebbene, Totò si muoveva da “breaker”, sul palco, molto prima dei tanti “breakers” che si sono poi appropriati della particolare movenza a scatti o a marionetta che dir si voglia (compreso il cosiddetto “passo lunare” di Michael Jackson che tanta fortuna ha portato al cantante statunitense).

O forse vogliamo parlare delle miriadi di citazioni che registi statunitensi e asiatici hanno inserito nei loro film anni ’80 e ’90 ispirandosi a registi italiani degli anni ’60 come Mario Bava o Lucio Fulci, i quali, poi, sono passati alla “storia”, anche grazie alla solita dose di anti-italianità nostrana, come registi mediocri, semisconosciuti e di nicchia? Provate a guardarvi “Ercole al centro della terra” o “I tre volti della paura” o “Terrore nello spazio”, e subito dopo guardatevi “Godzilla” o una puntata di “Star Trek”: osservate i paesaggi, le soluzioni scenografiche, i colori e gli sfondi, e poi confrontate le date di produzione delle rispettive opere.

Sia chiaro, questa non è la solita cantilena nazionalistica per dire “semo li mejo”; però, cavolo, almeno un totopo’ di verità ogni tanto tiriamola fuori dallo scantinato della nostra storia; anche perché se qualcuno spacciasse oggi “La Ginestra” come proprio componimento poetico, nessuno gli crederebbe; ma, forse fra un millennio, e magari dopo un disastro nucleare, coloro che ritrovassero una copia di quell’opera autografata da quel millantatore, non si metterebbero certo su internet a cercare di sapere chi mai sia stato un tale Giacomo Leopardi.

Quindi, signori cari, ..memoria&archeologia!

 HELMUT LEFTBUSTER

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