liriche complete di “RETRO-MARSCH KISS” dei Deviate Damaen

BACIO DI RITORNO1

E’ così grande il cielo; chissà se può essere abbracciato con un bacio! Forse, porgendogli le mie labbra adagio, egli arrossirà. Ma poi, tornato in sé, scenderà lui a baciare me. (G/Ab)

DESCENDI, FRIGUS!

Emundat frigus, praeservat frigus, corroborat frigus, discriminat frigus, pacificat frigus, significat frigus, 2purgat frigus, eligit frigus.Descendi!

Ave, descendens Frigus! (G/Ab)

L’ANTIMISSIONAR

Detto in verità, “bontà non è buonismo”, poi nella realtà..nessuno ce l’ha! Scientificità è scegliere il migliore, la genialità.. sol quel che ti va (nessuna pietà!)

Non mi detestar, Io son l’Antimissionar, scelgo solo ciò che amo, il resto lo calpesto.

Ogni cuore ha la propria pulsazione, nessun quarzo può dettar (a Me!) che battito dar. Ognuno può portar un burqa sulla testa, ma nessuno può vietar (a Me!) a Me di vomitar… Antimissionar!

La mia missione è spulciare il culo agl’angeli, giacché in quello dei diavoli so cosa trovar…so già cosa trovar!3

Non mi detestar, io son l’Antimissionar, vedo solo ciò che voglio..e quello lo spoglio; scelgo solo ciò che vedo…e poi me lo sego…e poi me lo sego! (G/Ab)

I CENTONE DEVIATIKO : “AD GUERRAM”

Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge (Foscolo)
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core (Petrarca) 

in fra ‘l notturno vel si mostra, e fugge (Manzoni) 

a chi non pianse tutto il suo dolore (Pascoli).

 

LYTURGIKA’ss III

La mia voce tuona come Dio nell’aldilà, il mio braccio teso fende l’ombra ch’Egli fa; l’alabarda ch’è il mio specchio mi consacrerà!

Dieci, undici, dodici sorelle pregan Dio, la verginità che recan seco prezza il fio; raggi, croci e sacri scroscian nell’immensità, un armonium strazia l’aere di sacralità, di preghiera asperge ogni anfratto d’anima! 4L’ostensorio brilla di cruenta soavità, ogni tenebra strugge se stessa in ciò che è già; al cospetto della mia nerissima anima, due filar d’abeti oscuri sull’attenti, ja!..L’alabarda ch’io rifletto mi consacrera’..

Non esiste fiamma buia..non sonno senza sogni: c’è Dio! ..il mio.. son Io! Consacra me in Me! (G/Ab)

OMBRE SENZA TOMBE

testo tratto dal libro VI dell’”Eneide”, vv 12-17, 1035-1042, 1132-1148, 1149-1193 (Virgilio, traduzione di Hannibal Caro su libero adattamento di G/Ab)5

NARCISSUS RACE

Me, I just wanna be; to Me, my kisses destiny!

It’s Me my love identity, it seems a kind of twice of Me,

a sort of brotherhood of twins…

Race, my Narcissus race, my face..the only beautiness of space!

On Me, an ancient history; to Me.. genealogicly!

Let my body express itself, a legend of a beautiness, let each man adore himself…

White, I want Whitesnow my bride; tonight my pride will shine in bright, shouting loud what I’m proud, open up wings while screaming being..it’s Me! ..an eagle-angel free!OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Race, my Narcissus race…my face the only universe of space!

I’m in love with people’s son with undressed body of my own(G/Ab)

 

II CENTONE DEVIATIKO:  “AD SPECULUM”

Sublime specchio di veraci detti, mostrami in corpo e in anima qual sono (Alfieri), mostra a colui che pur ama i verdetti, che sol nel suo riflesso è maggior dono (G/Ab Svenym Volgar dei Xacrestani).

 

SEPOLCRETO E NOBILTA’, SOLFEGGIAR ‘IDENTITA’!

Sepolcreto e nobiltà, sepolcreto e nobiltà, non c’è morte per chi ama, ma c’è amor nell’aldilà.

Nostalgia nostalgia, nel sapore c’è la mia; nostalgia nostalgia, amor’è morfologia!8

Ogni Apollo ha il suo Giacinto, dio mio mi somiglierà; ogni atollo ha il suo recinto, ogni confine è identità.

Nostalgia nostalgia..nell’estetica è la mia! (G/Ab)

QUELL’ETERNA ECO DI GLORIA CHE NOI SAREMO

Memoria! Nella memoria s’infiamma di gloria, la nostra eco si staglia come ombra suprema c’abbaglia in battaglia. Nella boscaglia si scaglia come aquila, che fiera salva quell’alma che salma mai lascerem! (G/Ab)

COSI’ PARLO’ COSTANTINO XI

« So che avrei vantaggi se abbandonassi la città, ma via non posso andare..non vi lascerò mai. Ho deciso di morire con voi!»

Così parlò Costantino XI Paleologo quel 28 di maggio.

Sabato 26 maggio il Sultano riunì il consiglio di guerra e annunciò che l’attacco finale sarebbe stato sferrato il giorno 29 maggio, preceduto da un giorno di riposo e di preghiera.9

Quando il giorno di pausa giunse, tutto tacque e gli Ottomani iniziarono a pregare e a riposarsi in vista del giorno successivo, quando avrebbero scatenato la battaglia decisiva.

« Miei signori, miei fratelli, miei figli, l’ultimo onore dei Cristiani è nelle nostre mani. So che l’ora è giunta, che il nemico della nostra fede ci minaccia con ogni mezzo. Affido a voi, al vostro valore, questa splendida e celebre città, patria nostra, regina d’ogni altra.»

La sera del 28 di maggio Costantino XI e Giustiniani Longo si misero a presidio della porta di S. Romano. Nell’occasione il basileus tenne un discorso ai difensori di Costantinopoli che è giunto sino a noi: « Ci sono quattro grandi cause per cui valga la pena morire: la fede, la patria, la famiglia e il basileus. Ora voi dovete essere pronti a sacrificare la vostra propria vita per queste cose, come d’altronde anch’io sono pronto al sacrificio della mia stessa vita..»

In quell’ultimo lunedì della Costantinopoli bizantina, furono dimenticate tutte le liti e tutti i contrasti tra Bizantini e Latini. Per l’occasione si svolse una lunghissima processione spontanea che si snodò in ogni angolo della città. I fedeli attraversarono le vie della capitale con le icone sacre e le insegne imperiali. L’imperatore riunì per l’ultima volta, davanti a Santa Sofia, i suoi comandanti, e disse loro: <<da oggi, Latini e Romani sono lo stesso popolo, uniti in Dio, e con l’aiuto di Dio salveremo Costantinopoli>>

Così parlò san Costantino XI Paleologo quel maledetto 28 di maggio dell’anno del Signore 1453. Ma quelle parole vivono in noi, poiché la Memoria è Madre, il Passato è Padre e il domani è Appartenenza…

(libero adattamento di G/Ab dei Xacrestani del Discorso di Costantino Xi ai difensori di Costantinopoli)

BASTA NON BASTA (V movimenti: “Con le budella dei buoni ci si strozzano i cattivi”, 7“Basta non somiglianza”, “Discordia in marcia”, “Orgiasticum metallum nostrum”, “Olio alle grondaie”)

[intro: testo audiofonico intriso di caritatevolezza come uno straccio lavacessi, proposto telefonicamente “dal vivo” dalla nostra “tossitrice deviatika” a della brava gente che v’ha risposto liberamente..].

Basta con la mattanza di anziani lasciati soli, basta riluttanza ad incarnare i propri ruoli.

Basta non-somiglianza che porta all’indifferenza, non basta la cittadinanza, discendenza è la differenza!

Non ho fratelli che non siano quelli che babbo e mamma con me ebbero in canna; non altri poter aspirare alla mia mensa, pur essi avendo buono il fiuto alla dispensa…10

Qual concetto d’astrusa minoranza mina ogni vostra presa di coscienza, niente più film, foto o moda che infonda quel gusto ch’era d’alternativa bionda!

Lingua è baluardo d’identità, dobbiamo blindare quel ciò ch’essa è già; subdola via è quella strategia che inculturare vorrebbe la mia!

Ma l’indole innata di dire “ora basta” ogn’anima eletta l’ha nella sua tasca; si tratta soltanto di volgerci indietro a poeti, statisti e sculture di vetro. Di tornare a parlare di quanto fum belli e far d’ogni resa il culo a brandelli!

“Culo” è greco e lo dice ogni giorno anche chi l’etimo crede un contorno; Grecia e Romanitas da lì noi veniamo, ma fanno di tutto a che ce ne fottiamo…

[ all’interno: Inf. Canto XXVIII vv XXII – XXXIII, Dante Alighieri]

[chorus: “Basta non basta!”] [..orgasmo orgiastico..]

Olio alle grondaie per farti scivolare, bastardo che vuoi rubare in casa mia..non è fame e non è sete, né cerchi compagnia, l’i-pod e il cellulare tu punti ad arraffar..Su, arrampicati ora che viscida è la via, prego non indugiare, io ti starò a guardar..su, prego, puoi tentare, io aspetterò a pisciar! (G/Ab)

 

LA PREGHIERA DI DANTEPoster master x trio Liliana

Ma quando io considero l’aspetto della tua ira contra ‘miei peccati,mi si turbano gli occhi e l’intelletto.

Però che i falli miei sonsi invecchiati più che gli errori de’ nemici miei,e più che le peccata dei dannati.

Partitevi da me,spiriti rei,che allo mal far già me conducesti onde io vado sospirando, Omei!

Però che il Re dei Spiriti celesti ha esaudito lo pregare e ‘l pianto degli occhi nostri lagrimosi e mesti.

Ed oltre a questo lo suo amore è tanto che,ricevendo la mia orazione,hammi coperto col suo sacro manto.

Onde non temo più l’offensione degl’inimici miei che con vergogna convien che vadan e confusione: però ch’io son mondato d’ogni rogna.

Io a te, Signor,ricorro lacrimando per la tentazion de’ miei nemici,che sempre mi van perseguitando.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

O gloria dell’alme peccatrici,che convertonsi a te per penitenza,difendimi dai Spiriti infelici.

Non consentir,Signor,che la potenza degli avversari miei più mi consummi,e smorza in me ogni concupiscenza.

Dal mio Signore allora ditto fummi: sì, ch’io ti darò,uomo, intelletto per cui conoscerai li beni summi.

Poi ti dimostrerò ‘l cammin perfetto,per cui tu possi pervenire al regno,dove si vive senza alcun difetto.

Degli occhi miei ancor ti farò degno,ma non voler, come il cavallo e ‘l mullo,far te medesmo d’intelletto indegno.

O Signor mio, o singolar trastullo chi è colui che sta sotto le stelle,eccetto il stolto e ‘l piccolo fanciullo,che non seguendo te,ma lo suo velle,non meriti che lo tuo morso e ‘l freno per forza gli costringa le mascelle?

Ma io son certo, ed informato a pieno,che li flagelli dello peccatore saranno assai e non verran mai meno.

E che quelli che speran nel Signore,da lui saranno tutti circondati di grazia, di pietade e sommo onore.

Ed imperò, vui uomini beati,o giusti, e voi che ‘l’core avete mondo,ringraziate Quel che v’ha salvati,e state ormai con l’animo giocondo.

(salmi de “La Preghiera di Dante” tratti da un’edizione datata 1914 d.C. “Alfieri & Lacroix”, e scelti da G/Ab dei Xacrestani)

“GOTHIKO”, NON HAI CAPITO UN CAZZO SE…

“Gothiko”, non hai capito un cazzo se fai quello di sinistra e multiculturalista sei, multo nel cul lo prenderai, la tua cultura è esaurita ormai, tu sei agli sgoccioli e lo sai, inutile guardarsi indietro, stà zitto e beccalo nel retro!

“Gothiko”, senza altri come te sei solo, e puoi gettarti giù dal molo, le tue adorate mascherate dovrai scambiarle con serate tutte “black-music-etno-trance”, con bonghi “ghospel” e “salsa-dance”, sì, questo è il mondo in infraditOLYMPUS DIGITAL CAMERAo che si sostituirà al tuo mito!

“Rocker”, “deathmetallaro” e “gotikazzo” che con i demo ti facevi il mazzo a coltivare un “underground” fatto di croci, teschi e sound, ma ora in pista rischi il vuoto, giacché il mercato è ormai cambiato, or se ne fotte di “tipicità”, ma insegue solo “quantità”!

“Gothiko”, mentre sceglievi i tuoi foulard, loro sbarcavano per cieli e mar; mentre scleravi per le recensioni, loro sbancavano locali e azioni; or che l’anfibio t’allacciavi, lor già c’avevano le tue chiavi; e quando infine te ne sei accorto, il movimento era già morto!

“Gothiko”, finirai come l’Uomo Ragno, che per essersene andato al bagno s’è ritrovato pensionato dal caro erede colorato; se cambia la demografia, il gusto segue quella scia, e pure la discografia ne resterà litografia…”Gothiko”!

(G/Ab)

III CENTONE DEVIATIKO:  “AD CORONAM”

Il successor di Karlo, che la chiomaOLYMPUS DIGITAL CAMERA
co la corona del suo antiquo adorna,
prese à già l’arme per fiacchar le corna
a Babilonia, et chi da lei si noma. (Petrarca)

IL VALZER DEL RETROGRADO

C’era un tempo in cui s’amava mammà; mucche e latte, paesi scissi per mappe; prati e fiori,occhi di tanti colori; prima il mosto e poi il vin, e la legna ardeva nel camin!

Per godere fatica dovevi far, per pigiare l’uva il pie’ adoperar, per cantare l’ugola saper usare, e pure per trombar..proprio ben lo dovevi saper far!

Degli avi i busti prima ci somigliavan, i vecchi nei parchi sempre ci salutavan; poi qualcuno disse: “non è opportuno!”, così fu contestazion..e da allora fu la fiera del coglion!

S’apre col telecomando..il cancello! S’assapora dallo schermo..pur l’uccello!

[assolo dell’Oreste Dvracrvxiano: <<ma un momento: “compagno” è una cosa che l’han tirata fuori i comunisti; ti chiamavano “compagno!”; altrimenti, sennò, sarebbe stato “compagno di scuola”, “compagno di amicizia”, “un mio compagno”, questo e quell’altro. Tutti compagni: Il “compagno” fa finta d’esser compagno; a chi la racconti, ragazzo mio?! Sei caricato di milioni, tuo padre è un ladrone di prima riga…>>]

Progressismo..e i salari vanno giù; globalismo..vince chi suda di più! Abortismo..qui non si nasce yuuuuu!

W la modernità !!! ..(manco il cul saprà più scorreggiar !)

(G/Ab)

11

ELEKTR’N’CULO PASQUINATA

Non più si sorride fra troppo diversi, muti si resta a non capirsi lesti; eppur rimembriamo che grandi risate fra noi facevamo d’inverno e d’estate!

Involuzione è quanto rimestano quanti col soldo scalzano l’estimo; la banconota è puttana a chiunque mentre un gran cuor non fibrilla dovunque!

Quel radical-chic, che con la sua barbetta umilia l’anima a chi le dita s’affetta, è lo stesso che mangia dal cinesino pur d’affamare il suo proprio vicino!

Quel calcio nello scroto che parimenti duol che a darlo sia il prete o ‘l sagrestano, per i compagni noooo..dipende: ululano se il pie’ è nostrano, godono se c’ha ‘l caftano!

[all’interno: apotropaiche libagioni di Ognissanti al Cenacolo Dvracrvxiano; poi, brusiante insipienza laicista a Campo de’ Fiori registrata in occasione delle celebrazioni per il quatricentenario della morte di Giordano Bruno, dove il più beota sinistrume mondialista ha saputo dare il meglio di sé al nostro deviatiko minidisk]

Guardatevi attorno, che desolazione: di bello non resta logo ddneppur la canzone! Dio c’ha creato a sua somiglianza e noi preserviamo sol mala creanza!

(G/Ab)

Se tutto va a puttane, io sono al posto giusto: tra nobili e sottane soltanto trovo gusto. Permetti? Fo l’inchino:

io ero e son Pasquino!” (Luminis)

IV CENTONE DEVIATIKO: “AD PATRIAM ET EIUS FINIUM SACERTATEM”

O patria mia, vedo le mura e gli
archi e le colonne e i simulacri e l’erme (Leopardi);
e lesto vado a chiudere quei varchi
usati non dal prode, ma dal verme (Luminis).

LA FINE CHE NON C’E’15

Dio ha cominciato da qui: e forse Egli stesso è in cima alla cima, e le cascate non son che le sue lacrime versate per la mediocrità dei figli che non lo hanno eguagliato..che non lo hanno eguagliato!

Se ogni tramonto ci trovasse degni della sua bellezza, egli s’innamorerebbe di noi a sua volta alla fine d’ogni sua giovinezza!

Io sono la statua di me stesso e mi amo.. Dio, se mi amo! L’Amore è un bacio fra due statue..e l’Amore non può non amare ciò che amo e chi mi ama.

Si chiama “esistenza”: capelli scossi da fratello vento come fossero fatti d’erba, una margherita, occhi negli occhi, cercarsi le dita. E quando l’ombra precederà il suo fato, l’”E’” sarà stato.. e diverrà passato.

Solo se qualcuno riderà della mia morte potrò sinceramente dire d’avervi regalato qualcosa: e rideranno..ah, se rideranno! Ma poi, anche loro morranno..e se li scorderanno.

A Noi no: perché abbiam seminato! ..E oramai è tardi per sradicarci; siamo esistiti! Le nostre tracce giacciono in luoghi così impervi e reconditi che nemmeno rompendovi l’osso del collo riuscirete a stanarle. Esse resteran lì ad esistere, adagiate su fondali fangosi, incastonate in rocciosità scoscese, bunkerizzate!.. entro “Clessidre Stagnate” pronte ad esplodere di verità, quando noi tutti non saremo che polvere, a testimoniare ciò che saremo stati, e che, inevitabilmente, rimarremo per sempre!

Noi siamo neve senza arcobaleno; Noi siamo sogni senza sonno; Noi siamo la Fine che non c’è!

Com’è immobile, simmetrica e solenne la Fine; ma proprio per questo non esiste: perché c’è. (G/Ab)

SCHIUMA SU STO SCROTO, PROGRESSISTA!OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il “rap” è primitivo, il “rap” è lavativo, ma senza detersivo di merda odorerà; la musica di ghetti, reietti e poveretti che poi da gran furbetti firman la pubblicità: schiuma schiuma, rapperista, su sto scroto fai protesta; cappellino e kefia al collo, ma nell’oro stai a mollo!

Ti bevi la tisana “equa ed himalayana”, ma sotto la sottana c’hai i grappoli anche te; fai la differenziata, ma poi sei rabbuiata, la serva c’hai importata non sa manco che è: schiuma schiuma, post-femminista, di sto scroto sei ministra; quote rosa tu pretendi, ma del moro al vel t’arrendi!

Per pasqua non ci vedi, ma poi tu te ne freghi se in ben altri paesi i cani mandan giù; di agnelli la mattanza ostenti la lagnanza, ma ad ostriche e paranza non ci rinunci tu: schiuma schiuma, ecologista, col voto sempre a sinistra; dei suoi prati se ne infischia chi alle masse apre la pista!

Tu schifi la tua carne, addosso c’hai le tarme per solidarietà con chi t’inculerà; adotti chi è propizio ad aprirti l’orifizio e tua madre dall’ospizio tu mandi all’aldilà: schiuma schiuma, progressista, su sto scroto fà la mischia, “genitore 1 e 2”, addio mamma, babbo, asinello e bue!DDn coi Lab bn

Schiuma schiuma, parassita, che in metro entri dall’uscita, che i tornelli salti avanti tollerato dai tolleranti; ma un bel giorno caschi male, ti s’impiglia lo straccale, meccanismo che è fatale al tuo bel setto nasale! (G/Ab)

RINTOCCHI D’OCCASO

Quando è una turba da basso impero a fare le regole dell’abecedario, nulla risuona più rivoluzionario che vivere e amare da “Identitario”.

Siamo gli ultimi amanuensi della Civiltà e della sua bellezza: sta a noi salvaguardarne la sorte carnale, estetica, poetica e spirituale passando il fatidico testimone al Fiore che nutre il nostro cuore. (G/Ab)

<<Desidero due cose al mondo più che alcun’altra: l’una, la esaltazione perpetua di questa città e della libertà sua; l’altra, la gloria di Casa nostra, non solo vivendo io, ma in perpetuo. A Dio piaccia conservare ed accrescere l’una e l’altra.>> (Francesco Guicciardini)

Francesco Guicciardini, poeta italiano nato il 6 marzo 1483.14

Ora mi rivolgo a te, “signore dell’ipocrisia”: sei brutto! E io ti compatisco. Natura o corruzione!? No, non garantisco!!!

Un brutto può diventar bello e un bello può risultar brutto; ma se spacci per buono del sangue avariato, questo avrà l’esito d’un dente cariato. Corrompi pure la tua fattezza, se puoi: ma sulla mia bellezza..fatti i cazzi tuoi!

“Non è bello cio che è bello ma è bello ciò che piace”? Guarda, che se rendi brutto il bello, nessun’aura avrà mai pace! Orsù, non ti dannare: agli occhi di un esperto sarai solo un brutto..un brutto che vuol migliorare! Ma allora smetti di tifare chi parteggia per l’oblio: guarda come faccio Io! Credo, Amo, Combatto per la somiglianza: allora sì ci sarà fratellanza!

Ma se continuerete ad essere meri escrementi del sesso, ingrati d’esistenza e immeritevoli del cielo che c’è intorno, sputando verso l’alto, aspettatevi uno sputo di ritorno!

(G/Ab. & GIAMO G. LAERTE)

(nota: i brani sono firmati dagli autori segnati in calce, e, per quanto riguarda quelli storici, sono stati scelti da G/Ab dei Xacrestani, con grande abbondanza di licenze poetiche. Sono tutti depositati alla Società Italiana Autori Editori con modulo TSC RECORDS GIOVANNI FOTI 2015 d.C. V.A.P. 027)Foti DDn

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