Archive for marzo 2015

TUTTI A CERCARE L’ASSASSINO VERO, COME SE QUELLO GIA’ TROVATO FOSSE FINTO

marzo 29, 2015

La triste cronaca penale e processuale dell’omicidio di Perugia (che tanto danno mediatico ha causato al bel capoluogo umbro un tempo famoso per argomenti ben più lieti), si è rivelato l’ennesimo tributo al politicamente corretto.

Nonostante un assassino sia da subito stato accertato con tanto di pena patteggiata (Rudy Guede), lo si è sempre mediaticamente trattato alla stregua di un dilettante, di una sorta di “omicida allo sbaraglio”, quasi una vittima sacrificale degli assassini veri, biondi e cattivi, che l’avevano fatta franca. Ma che ora, nonostante la galera preventiva che si son fatti, sono stati definitivamente assolti.

Anzitutto va detto che l’efferato omicidio non è stato perpetrato in un sottopasso di periferia, ma in un ambiente piuttosto fighetto di fuori-sede impaccati di soldi che esclude, una volta tanto, comparsate pauperiste e terzomondiste.

Addirittura uno dei primi sospettati, Lumumba, era proprietario di un locale perugino, “Le Chic”, il cui solo nome sfata qualunque ipotesi di indigenza del soggetto.

http://leggo.it/NEWS/ITALIA/meredith_patrick_lumumba_amanda_assolta_perch_amp_egrave_americana_e_ricca/notizie/1265267.shtmlOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Eppure costui, attraverso subdole illazioni che, se realistiche, forse avrebbe dovuto tirar fuori quando il processo era ancora in corso, “condanna” senza pudore un’imputata definitivamente assolta, offendendo le istituzioni italiane dall’alto d’una ben nota retorica lamentosa e marcia che dividerebbe il mondo in ricchi e poveri.

La giustizia forse non sarà di questo mondo, ma la legge sì: e per la legge italiana l’assassino della povera Meredith ha un solo volto e un solo nome; a chi la cosa non dovesse piacere, si rassegni a sperare che ne esista una divina.

HELMUT LEFTBUSTER

PERCHE’ “RETRO-MARSCH KISS” AGISCE DA LASSATIVO INTELLETTUALE, AIUTANDO L’ONESTA’ DEI RECENSORI A VENIR FUORI

marzo 27, 2015

PERCHE’ “RETRO-MARSCH KISS” AGISCE DA LASSATIVO INTELLETTUALE, AIUTANDO L’ONESTA’ DEI RECENSORI A VENIR FUORI

– anzitutto perché, grazie all’imprevedibilità e alla poliedria dei suoi brani, “Retro-Marsch Kiss” rivela implacabilmente se essi davvero ascoltano ciò che recensiscono, o se, come si faceva con le versioni di latino e greco scopiazzate all’ultimo, improvvisano e tirano a indovinare basandosi sulle prime note ascoltate o su chiacchiere intercettate qua e là ed idee preconcette.

– perché, dati i suoi aulici contenuti musicali e letterari, l’Album dimostra all’impronta se i recensori sanno distinguere la lettura d’un passo dell’Eneide da quella d’una pagina di Dylan Dog; quando essi parlano di “brani parlati” e “spoken album”, perché non scrivono anche che cosa è stato letto e recitato (e come ciò è stato fatto)? Forse non lo sanno o non lo hanno compreso; ma può essere in grado di recensire un’Opera d’Arte chi non distingue Virgilio da Sclavi?!

– perché grazie ad una titolatura complicatissima e farraginosa, “R.M.K.” verifica se i recensori, compilando le schede degli album su cui pontificano, ne riportano correttamente la successione dei brani dopo averli realmente ascoltati dal primo all’ultimo: e questo non sempre avviene (come verificatosi nel secondo dei due link sottostanti, ove i titoli sono riportati sballati).

– perché, godendo l’album di oltre 30 pagine di libretto illustrativo e testuale, esso non lascia adito a vaghezze nella descrizione dei suoi contenuti e significati; dunque non comprenderlo è legittimo, ma allora sarebbe meglio non parlarne affatto e ammettere la propria stitichezza intellettuale.

– perché un Album senza peli sulla lingua come questo sgama subito quei recensori che hanno un approccio ideologico all’opera o alla band che l’ha composta: generalmente chi ha tale approccio non entra nel merito dei significati, restando sul significante per evitare di dover esporre il proprio punto di vista e rischiare così di scoprirsi ed esporsi, atteggiamento considerato delittuoso dai circoletti fighetti del cosiddetto “underground”, ove ogni approfondimento che vada oltre il copia/incolla di link musicali è considerato “fuori tema” (in gergo “O.T.”, ci è stato fatto notare)

– in ultimo, perché “Retro-Marsch Kiss” rende omaggio a Pirandello senza mai citarlo, dimostrando una volta di più quanto le verità possano essere multiple e simmetriche, come il tenore di queste due recensioni (scelte rispettivamente perché la prima e l’ultima in ordine di uscita):

http://www.rock-metal-essence.com/2015/03/deviate-damaen-retro-marsch-kiss.html

http://www.metalwave.it/recensione.php?id=6344

Ma forse neanche Pirandello, grande mentore di paradossi e “verità plurime” sarebbe riuscito a sostenere che gli “Skinheads” portano parrucche bionde.

E allora, cari recensori, mollate Agarol, Guttalax e prugne secche, e godetevi “Retro-Marsch Kiss” sulla filodiffusione dei vostri cessi!

DEVIATE DAMAENDD RMK party guest 3

MEDAGLIONI DI CAVOLFIORE AL SALMONE IN SALSA DI YOGURT E PAPRIKA

marzo 27, 2015

Ingredienti: cavolfiore, salmone affumicato, uova e pangrattato per la frittura, yogurt al miele, paprika.

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Si lessa il cavolfiore oltremisura per renderlo morbido e pastoso; lo si scola bene e lo si lascia raffreddare, si schiaccia e si amalgama con l’uovo, un pizzico di sale, e del pan grattato. Una volta divenuto “appolpettabile” (quindi deve essere bello sodo e asciutto), ci si fanno dei medaglioni all’interno dei quali si pone una fetta di salmone affumicato di una misura che non trasbordi ai lati. Poi si pana e si frigge come una cotoletta.

A parte, prepariamo dello yogurt bianco a cui uniamo un goccio di miele per addolcirlo e belle spruzzate di paprika.

I medaglioni non vanno serviti caldi, anche perché il salmone già di suo non ha un aroma godibile a temperature fumanti; si lasciano freddare qualche ora, e si servono freddi accompagnati dallo yougurt condito (e nel frattempo tenuto in frigo ad inpiccantirsi), e da una bella insalata o patate fritte.

TESS LA PESCH

PENSATE A LAVARVI, INVECE DI RACCONTARCI STRONZATE SULLA CARENZA DI RISORSE IDRICHE

marzo 26, 2015

Il mantra progressista suole volerci dimostrare che tutto ciò che è più recente segna un passo irreversibilmente positivo verso una direzione inequivocabilmente giusta.

Nutriamo seri dubbi circa tale massimalismo ebete, che però nella sua astrusità usa una certa qual metodica per ingannare la gente.
Tuttavia, poiché ogni menzogna è corrosa dentro dagli anticorpi scatenati dal suo stesso tessuto logico che percepisce l’anomalia dell’ intrinseca mancanza di verosimiglianza come un virus, essa non impiega poi molto a strabordare di cancrena ovunque come le budella di un insetto schiacciato.

E a proposito d’insetti: nonostante l’alimentazione e la gastronomia di noi occidentali siano andate sempre più evolvendosi nel gusto e nella capacità di procacciare gli alimenti, da qualche tempo affiorano qua e là subdoli segnali che vorrebbero farci regredire a cavernicoli, in nome di una fantomatica scarsità di risorse globali.

https://www.youtube.com/watch?v=xV8LH9hvRr4

Ebbene, anche fosse, che c’entriamo noialtri, che le risorse le abbiam da sempre valorizzate, col fatto che altrove non sappiano farsele bastare? Troppo comodo condividere il disagio delle cicale, ma mai l’incombenza delle formiche a doverglielo risolvere.

Ora dalle nostre certezze alimentari sono passati a minare quelle igieniche, anch’esse guadagnateci in millenni di fortunata evoluzione.

http://www.leggo.it/SOCIETA/SANITA/fare_doccia_frequenza_ideale/notizie/1118253.shtml

Ragioniamo: si sono fatti passi da gigante rispetto a quando non esisteva la possibilità di approvvigionamento idrico e di calore, riuscendo finalmente a far fare ai bimbi (e, ahinoi, ai meno bimbi) il bagnetto tutti i giorni, e ora ci vengono a dire che è sbagliato? Motivazione: la solita pantomima terzomondista della “carenza di risorse”, in questo caso idriche.
E poiché la spiegazione puzza lontano un miglio di strategia mondialista, l’hanno integrata con l’altra, di stampo più individualistico, per cui lavarsi farebbe anche male, tipica soluzione di chi deve ricorrere ad una pluralità di motivazioni non essendo alcuna di esse abbastanza convincente.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Che lavarsi faccia male è un assunto che non ha bisogno di esser commentato se non salendo su un mezzo pubblico qualsiasi.
Quanto alla scarsezza d’acqua, le nostre cascate scrosciano l’ira di Dio d’acqua ogni secondo: ma la scrosciano qui, da noi; forse che lavandoci di meno in Italia altrove berrebbero di più? E’ credibile una simile idiozia?!
Piuttosto dovremmo goderci un po’ meglio la genialità dei nostri millenari predecessori e stare un po’ meno in balia delle stronzate attuali…OLYMPUS DIGITAL CAMERA

HELMUT LEFTBUSTER

A NOI DELLA FAME NEL MONDO NON CE NE FREGA UN’EMERITA SEGA!

marzo 18, 2015

Lottiamo per procacciarci il cibo, come vuole l’istinto di ogni creatura; ci mettiamo a cercarlo se non mangiano i nostri congiunti, i nostri amici, i nostri sodali; ci incazziamo e ci mobilitiamo se si affamano i nostri connazionali esattamente come accadeva nell’Atene di 3000 anni fa; dividiamo con lui la pignatta, se vediamo un cane che rantola dalla fame.
Ma di forme astratte, lontane, inafferrabili e radical-chic di presunta affamatezza non ce ne frega una sega, come ai loro anonimi destinatari non interesserebbe se a noi dovesse venire un colpo.
Ci sarà sempre qualcuno più bisognoso di qualcun altro, e allora? A chi gioverebbe un effetto “domino” del giocare al ribasso?!
La bontà non esiste in natura: per sacrificarci a favore di qualcun altro occorrono almeno due condizioni: affetto e/o reciprocità; e come si può provare affetto verso chi nemmeno si conosce e di cui nemmeno si può verificare l’esistenza individuale? Come vi può essere reciprocità quando gli ipotetici ed impalpabili fruitori della nostra generosità nemmeno sanno che esistiamo e quindi nemmeno ci pensano, né esiterebbero ad accoltellarci per sottrarci ciò che la natura ha posto – sua sponte – sotto al nostro culo e non sotto a quello loro !? Forse che qualcuno di voi in questo momento è specificamente pensato con affetto e/o gratitudine da qualche affamato del cosiddetto “Terzo Mondo” con un nome e un cognome?!

E dal momento che le menzogne sparate sull’argomento dai fattucchieri della solidarietà si perdono come piscio in una piscina di incontinenti, certo non ci metteremo a mangiare insetti come questo video vorrebbe suggerirci col sordido alibi delle “risorse per tutti”…

https://www.youtube.com/watch?v=xV8LH9hvRr4

Un giorno ci racconteranno che smettere di ascoltare metal aiuterebbe generi musicali più “inclini al sociale”; o che smettere di produrre film di fantascienza restituirà risorse ai piagnucolosi film sulle sofferenze globali; e quel giorno sta arrivando, visto che nuove eroine della Marvel, forti d’una demografia in riassetto, non si fanno scrupoli ad accoppare drammaturgicamente i loro predecessori per prenderne il posto, povero Wolverine…

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/marvel-uccide-wolverine-sostituirlo-lislamica-fantomelle-1100083.html

Chi vuole cambiare noi e le nostre abitudini, in realtà, vuole stuprarci per poi sostituirci: e allo stupro come al tavolata deviatika“mobbing”, si reagisce minimo con un calcio fra i coglioni.

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

IL TERMINE “BABY GANG” E’ INSULTANTE DELLA NOSTRA DIGNITA’ DI ITALIANI, INFATTI NON E’ ITALIANO

marzo 12, 2015

Come italiani asseriamo con certezza di non aver mai insegnato ai nostri figli la violenza di gruppo, né l’uso del coltello per risolvere discussioni fra coetanei, rispetto per la legalità e per il loro prossimo. Quando i fenomeni prendono origine altrove, i loro nomi restano l’unico specchio filologico della reale provenienza di questi. Ora, leggere che a Roma (o Milano, Napoli, Firenze..) stazioni e metropolitane sono preda come mai in passato di bande di accoltellatori minorenni farebbe superficialmente  pensare che i pochi figli che gli italiani hanno fatto negli ultimi anni siano stati tutti instradati alla criminalità; ebbene, vi pare credibile anche solo da un punto meramente statistico, date le penose cifre demografiche recenti? E allora, facciamo valere il legittimo privilegio del dubbio individuale, e serviamoci dei nostri sensi per verificare direttamente chi siano questi “discolacci” che stanno rendendo le nostre città un inferno. http://ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_baby_gang_metro_arresti_rapine/notizie/1229099.shtml

I giornalisti politicamente corretti si trincerano dietro l’impubblicabilità delle foto e dei nomi inIL TERMINE baby gang...tegrali degli arrestati per via della loro minore età, lasciando aperta ogni ipotesi sull’identità culturale di questi “baby-criminali“; così, questi formalismi potranno allungare un po‘ il brodo della mistificazione, ma non potranno farci affogare dentro le nostre intelligenze.  HELMUT LEFTBUSTER

SICUREZZA IN ITALIA COME A “SILENT HILL”

marzo 10, 2015

Siamo reduci dalla (ri)visione del celebre horror “Silent Hill”, in cui una giovane mamma va in cerca dellapoliziotta figlioletta scomparsa all’interno d’un’inquietante città abbandonata, ove sarebbe stata rapita da una sorta di setta religiosa. Nella disperata impresa è accompagnata da un’avvenente poliziotta (gran figa!) che però, in assenza di colleghi e munizioni, è costretta a salvare la situazione sacrificando la sua stessa vita poiché sopraffatta in forze dalla brutalità della malvagia congrega che la pesterà e poi brucerà viva, senza che nessun’autorità possa impedirlo.

Ecco, a Silent Hill, città abbandonata e popolata di sole creature sataniche, un distintivo della polizia non poteva bastare a far valere la giurisdizione nazionale, poiché quest’ultima senza una concreta supremazia della propria forza fisica, resta carta straccia; la differenza è che lì siamo in un film (per di più tratto dSICUREZZA IN ITALIA COME A SILENT Ha un videogioco), mentre nel link qui sotto siamo in Italia, ove un militare della Guardia di Finanza nell’esercizio dei suoi doveri, trovatosi solo a fronteggiare satolli energumeni evasori del fisco, sarà costretto all’impotenza, così come la giurisdizione nazionale di cui è esecutore e rappresentante…

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/03/07/news/tirrenia-aggressione-finanziere-venditori-abusivi-1.10999495

Proprio come a Silent Hill.

HELMUT LEFTBUSTER

L’8 MARZO PER NOI E’ SOLO IL SECONDO GIORNO DAI GENETLIACI DEL LEADER DELLA BAND e DI FRANCESCO GUICCIARDINI…

marzo 8, 2015

…e lo festeggiamo dedicando poeticamente le nostre rime a tutte quelle (post)femministe che, fresche di parrucchiere, continuano a scassare il cazzo come orologi a cucù in magioni vuote e abbandonate da secoli.

Con le vostre smanie da fricchettone inghirlandate avete inaridito la natalità nostrana all’inverosimile, immemori ed ingrate di ciò che le vostre madri e nonne han fatto procreandovi e consentendovi di sperperare la vostra sterile esistenza; col vostro voto politico siete sempre state delle acefale domestiche del conformismo progressista, totalmente incapaci di qualsiasi personale obiezione, come quelle “di coscienza abortiva” su cui tanto avete sputato. I vostri starnazzamenti quotidiani, anziché contribuire a blindare la sicurezza, la dignità e la bellezza del mondo femminile, ne incentivano la vessazione culturale, fisica ed estetica, assiepate come siete su quei canoni “multikultu” ove non c’è mai spazio per opporsi a velature e lapidazioni sempre più prossime.

E dovremmo pure festeggiarvi?! Prego, servitevi da sole dalla VII alla XII riga… (da “Schiuma Su Sto Scroto, Progressista!”, Retro-Marsch Kiss)PER NOI L 8 MARZO...
DEVIATE DAMAEN

NOI, NELL’ARTE, SCEGLIAMO LO SPIRITO: LA MATERIA LA LASCIAMO AI MINCHIONI MARXISTI

marzo 8, 2015

Il nostro plauso all’amico Gabriele “Corazzata Valdemone”, in primis per essere riuscito a trascinarci sul palco a declamare, in chiusura di concerto, la sua epica “Romana”, provata dieci minuti prima ed eseguita piuttosto “alla bersagliera”, nonché preceduta da un assurdo quanto improvvisato mix di Dante, “Mondi senza Stelle” e “Madonne manganellanti” (percarità: non che i concerti dei Deviate Damaen siano mai state perle d’intonazione ed esecuzione metronomica…).

E poi per aver dato vita ad uno “spettacolo” nel senso più spirituale e goliardico del termine: quello che si fa per gli amici, e non per i nemici; quello che si dedica ai prescelti, e non si elargisce ai cani e ai porci; quello che si celebra in favore d’una sodalità coesa, e non si sperpera a neutre masse indifferenti e indifferenziate.

Insomma, non l’arena di avvelenati “competitors” in mercantilistico agone fra loro, che il fetido “libero mercato” ha ridotto umanamente a scheletrici lottatori affamati nella fossa di leoni compratori, ma una libera aspersione di gaudenti quanto elitarie vibrazioni sonore, visuali e filosofiche armonizzate da ciò che i loro autori condividono, e non da ciò che li divide.

Ecco, di questo c’è bisogno oggi per non soccombere supinamente a quella sordida eutanasia che la Civiltà occidentale sta autoinfliggendosi: non importa la quantità di pubblico, non è mai stata una variabile da cui far dipendere il valore dell’Artista, il quale è per definizione “elitario” così come Noi elitari intendiamo far essere la nostra Arte… “che disuguaglia 10 da 1000 quando miliardi sono le stelle…?!”

Un grazie quindi a quanti si sono sbattuti e si sbattono per avvenimenti come questo, e citiamo per tutti, Corazzata Valdemone live Romaoltre i protagonisti, gli ospiti, i convenuti, e gli organizzatori (grande, Wolf Age!), Alessandro Bizzarri, il bravo fonico di palco che ci ha seguiti: già, perché anche la componente tecnica dell’Arte è arte..eppure pochi se ne rendono conto: basti guardare come starlette e registi “companeros” trattano i fonici, i tecnici, gli attrezzisti, mai citati nei credits e sempre più cassintegrati grazie alla delocalizzazione dei set cinematografici in paesi “low-cost”.

Metal, Industrial, Goth, Punk, Sperimentale, Stornello, Poetica, Medievale, Classica: tante definizioni musicali per una sola, nobilissima spiritualità identitaria: Occidente.

Nell’archetipo discrimine fra “spiritus” e “materia”, Noi scegliamo il primo, Marx scelse la seconda: infatti sposò una ricca baronessa, quella gran testa di minchia!

Bravi tutti, ragazzi!

 

G/Ab Volgar dei Xacrestani, 1 mar 2015 d.C.

“EXPO 2015” VETRINA DI NOSTRANITA’? COME NO, INSETTI E CARNE DI COCCODRILLO!

marzo 2, 2015

Che l’organigramma culturale e mediatico mondialista, a cui le sinistre son prone come culi in preda allo stretching, voglia strapparci di dosso qualsiasi casacca nostrana per farci indossare grige uniformi internazionaliste, ormai, è chiarissimo. Ma perlomeno non ci prendessero in giro, perché non siamo fessi.

Questo repellente (ma ufficiale) video dell’Expo 2015, attraverso un oramai rodato meccanismo di expo 2015 vetrina...convincimento mediatico, vorrebbe convertirci ad una dieta insettivora in tempi brevissimi (quando si sa che occorronno milenni di adattamento per modificare consuetudini antropologiche naturali consolidatesi in base alle rispettive specificità latitudinali di ogni popolo).

E allora che cosa s’inventano i volponi? Nel paese della Fiorentina, delle salsicce e delle spuntature di maiale, vengono a suggestionarci col solito terzomondismo da strapazzo, aggiungendovi spunti registici e coreografici di invogliamento tipici delle pubblicità di merendine per bambini.

Della serie: “mangiate insetti, son buoni, croccanti, gustosi..e al contempo darete un contributo alla fame nel mondo!”.

https://www.youtube.com/watch?v=xV8LH9hvRr4

E’ più che logico che il loro disegno sia quello di “terzomondizzarci” per privarci di quelle peculiarità che rendono l’Occidente bello, ricco e prezioso quale è (o forse era); ma per farlo devono fingere di dare per scontato che sinora sia stato iniquo, da parte di noi occidentali, goderci le nostre risorse facendoci il mazzo per millenni a coltivare i nostri campi, ad allevare le nostre mucche, le nostre pecore e i nostri maiali, a sviluppare una gastronomia frutto di identitaria territorialità. Insomma, fine dei giochi: per andare incontro a quei poverini che hanno solo deserti e paludi, dobbiamo mettere tutto nel grande cesto del pik-nik mondiale, dove noi resteremo quattro gatti a portare le leccornie favolose che ci siamo sudati senza chiedere niente a nessuno, mentre il grosso dei commensali metteranno vagonate di vermi e cavallette, per poi spartire tutto in parti “uguali” attraverso la famosa media del “Pollo di Trilussa”.

Ebbene, sapete che vi diciamo? Basta! Finitela di farci credere che la fame nel mondo sia un nostro problema: noi abbiamo già i nostri affamati che, anziché parassitare altrove risorse, scelgono di togliersi la vita per la disperazione di una civiltà che, improvvisamente, sembra aver deciso di misconoscere qualsiasi differenza affettiva fra i figli propri e quelli degli altri

http://www.today.it/economia/occupano-fabbrica-abbandonata-torino.html

Quindi, cari entomofagi dal cuore d’oro, le cavallette e la carne di coccodrillo, mangiatevele voi.

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/02/28/news/expo-2015-si-ai-coccodrilli-no-al-maiale-sardo-1.10951904

HELMUT LEFTBUSTER