PERCHE’ “RETRO-MARSCH KISS” AGISCE DA LASSATIVO INTELLETTUALE, AIUTANDO L’ONESTA’ DEI RECENSORI A VENIR FUORI

PERCHE’ “RETRO-MARSCH KISS” AGISCE DA LASSATIVO INTELLETTUALE, AIUTANDO L’ONESTA’ DEI RECENSORI A VENIR FUORI

– anzitutto perché, grazie all’imprevedibilità e alla poliedria dei suoi brani, “Retro-Marsch Kiss” rivela implacabilmente se essi davvero ascoltano ciò che recensiscono, o se, come si faceva con le versioni di latino e greco scopiazzate all’ultimo, improvvisano e tirano a indovinare basandosi sulle prime note ascoltate o su chiacchiere intercettate qua e là ed idee preconcette.

– perché, dati i suoi aulici contenuti musicali e letterari, l’Album dimostra all’impronta se i recensori sanno distinguere la lettura d’un passo dell’Eneide da quella d’una pagina di Dylan Dog; quando essi parlano di “brani parlati” e “spoken album”, perché non scrivono anche che cosa è stato letto e recitato (e come ciò è stato fatto)? Forse non lo sanno o non lo hanno compreso; ma può essere in grado di recensire un’Opera d’Arte chi non distingue Virgilio da Sclavi?!

– perché grazie ad una titolatura complicatissima e farraginosa, “R.M.K.” verifica se i recensori, compilando le schede degli album su cui pontificano, ne riportano correttamente la successione dei brani dopo averli realmente ascoltati dal primo all’ultimo: e questo non sempre avviene (come verificatosi nel secondo dei due link sottostanti, ove i titoli sono riportati sballati).

– perché, godendo l’album di oltre 30 pagine di libretto illustrativo e testuale, esso non lascia adito a vaghezze nella descrizione dei suoi contenuti e significati; dunque non comprenderlo è legittimo, ma allora sarebbe meglio non parlarne affatto e ammettere la propria stitichezza intellettuale.

– perché un Album senza peli sulla lingua come questo sgama subito quei recensori che hanno un approccio ideologico all’opera o alla band che l’ha composta: generalmente chi ha tale approccio non entra nel merito dei significati, restando sul significante per evitare di dover esporre il proprio punto di vista e rischiare così di scoprirsi ed esporsi, atteggiamento considerato delittuoso dai circoletti fighetti del cosiddetto “underground”, ove ogni approfondimento che vada oltre il copia/incolla di link musicali è considerato “fuori tema” (in gergo “O.T.”, ci è stato fatto notare)

– in ultimo, perché “Retro-Marsch Kiss” rende omaggio a Pirandello senza mai citarlo, dimostrando una volta di più quanto le verità possano essere multiple e simmetriche, come il tenore di queste due recensioni (scelte rispettivamente perché la prima e l’ultima in ordine di uscita):

http://www.rock-metal-essence.com/2015/03/deviate-damaen-retro-marsch-kiss.html

http://www.metalwave.it/recensione.php?id=6344

Ma forse neanche Pirandello, grande mentore di paradossi e “verità plurime” sarebbe riuscito a sostenere che gli “Skinheads” portano parrucche bionde.

E allora, cari recensori, mollate Agarol, Guttalax e prugne secche, e godetevi “Retro-Marsch Kiss” sulla filodiffusione dei vostri cessi!

DEVIATE DAMAENDD RMK party guest 3

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