CARI DOCENTI, V’HANNO GLOBALIZZATO (E FREGATO) PURE A VOI!

Riflessioni libere e connessioni logiche sono ciò si prefigge quest’elaborato sulle recenti riforme scolastiche.

Quella che segue è la lettera aperta al premier Renzi di una insegnante che lamenta problematiche su programmi e assunzioni.
http://www.tecnicadell HYPERLINK “http://www.tecnicadellascuola.it/item/5999-lettera-al-presidente-renzi.html”ascuola.it/item/5999-lettera-al-presidente-renzi.html

Di seguito, abbiamo una “trionfante” comunicazione dal portale degli “stranieriinitalia” (portale dallo stravagante taglio “differenzialista”, per essere ad uso di gente che pretende inclusione e paritarietà di diritti..) secondo la quale, in forza di geniali leggi europee, l’accesso all’insegnamento va aperto anche a “lungosoggiornanti” e “rifugiati politici”, non si capisce bene in virtù di quali titoli accademici dei diretti interessati.
http://www.stranieriinitalia.it/attualita-si_ai_supplenti_stranieri_nelle_scuole_italiane._dal_30_aprile_le_domande_20099.html

Le ultime tre righe poi sono di un cinismo agghiacciante:
<<Sarà quindi necessario riscrivere le graduatorie dei supplenti, valide fino al 2017. Nuovo lavoro, quindi, per le scuole, e brutte sorprese in arrivo per qualche supplente italiano che si vedrà superare da un nuovo arrivato.>>

Ma sorvoliamo sul cattivo gusto di questi toni, incuranti dei tanti italiani suicidi per la disperazione d’aver perso il lavoro, e chiariamo invece che per gli aspiranti docenti è sufficiente solo una “adeguata conoscenza della lingua italiana” da autocertificare (peraltro).
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/28/scuola-miur-riapre-graduatorie-supplenze-illegittima-esclusione-di-docenti-extracomunitari/1632055/

Ora, sfatato il luogo comune tipicamente “progressista” secondo cui gli immigrati verrebbero a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare, non è difficile porre questi provvedimenti in concomitanza con quelli relativi alle nuove assunzioni previste dalla riforma Renzi, assunzioni adesso vagliabili sulla base di una maggiore “discrezionalità” dei dirigenti scolastici che potranno convocare i supplenti per “chiamata diretta”, secondo parametri valutativi per i chiamati (e quindi inevitabilmente discriminatori per i non chiamati) che rischiano di divenire piuttosto arbitrari e magari anche un po’ ideologici.

Insomma tutto porta verso un approccio apparentemente più libero, in realtà semplicemente più svincolato da quei puntelli giuridici e deontologici che da sempre fanno o non fanno la formazione di un docente, come l’essersi fatto il mazzo per aver preso una laurea e aver vinto un concorso in forza d’una preparazione umanistica, quand’anche scientifica, propria di chi ha respirato Socrate e Platone all’interno del proprio alveo formativo e contestuale di crescita, e non solo per aver dato una letta a qualche compendio magari tradotto da chissà quale lingua.

Del resto questo è la globalizzazione, cari docenti; l’avete assecondata, sottovalutata, tollerata? Beh, chi l’ha fatto ora se la tiene. Ma il peggio è che se la tiene anche chi non l’ha fatto: convinti di essere i detentori di un sapere ed un prestigio che parevano incorruttibili dal quel liberismo che ha affamato raccoglitori di pomodori e dame di compagnia, in troppi ci si pensava insostituibili nel proprio valore professionale. Ma a quanto pare la grande piovra globalizzatrice di tentacoli ne ha per tutti.
http://www.qelsi.it/2013/il-multiculturalismo-conviene-a-pochi/

Colpire l’insegnamento picconandone alla base la qualità formativa è parte integrante del progetto di demolizione

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della cultura classica, tema al quale abbiamo dedicato ampio spazio nei due articoli sottostanti.
http://www.qelsi.it/2014/sopprimere-le-fiabe-per-velocizzare-labbruttimento-partendo-da-scuola/

http://www.qelsi.it/2014/una-societa-inaridita-nello-spirito-e-nel-territorio-si-avvia-a-dismettere-la-formazione-umanistica-dei-suoi-figli/

La speranza è che i giovani capiscano la gravità della situazione prima che questo “nuovo assetto” ottunda le loro menti così come avvenne nel ’68, i cui demenziali risultati sono sotto gli occhi di tutti, data l’Italia che oggi viviamo e che, oramai è un dato oggettivo, anagraficamente è figlia di quella lorda ipocrisia.
http://www.mediatime.net/magazine/attualita/14/05/2015/gli-studenti-rispondono-al-video-di-renzi/

HELMUT LEFTBUSTER

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