Archive for giugno 2015

MILETO, ROCCAFORTE ARCHEOLOGICA DI CONSECUTIO GRECO-ROMANO-NORMANNA

giugno 30, 2015

Mileto non è in Grecia, ma in Magna Grecia, in Calabria, e precisamente nell’entroterra di quella Costa Viola non a caso così definita da Platone navigando lungo il tratto compreso fra Scilla e il golfo di Sant’Eufemia. (rif. 1)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

(“Ogni cosa si tinge con le diverse tonalità del viola, dando vita ogni sera, con i suoi particolari riflessi, ad una visione sempre nuova”)

Ebbene, quei colori sono rimasti i medesimi nei millenni, andare per credere. Appare infatti grottesco che, con un mare come quello che bagna le nostre scogliere, dei tesori come quelli che al di là di esse si celano, delle donne belle come quelle che ivi abitano e del buon cibo come quello che costoro ancora cucinano (e a costi impensabilmente bassi), la cancerosa elìte “culturale” di questa martoriata Italia sponsorizzi anonime mète esotiche piuttosto che le meraviglie della propria terra.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Già, il cibo: passare da Platone al panino&scontrino suona eccessivamente prosaico? E chissenefrega, se ciò può servire ad evidenziare che dove due panini impastati e preparati con amore e serviti col sorriso possono ancora costare meno di 2 euro, lì la ricetta identitaria del ben vivere è vincente anche sotto i suoi aspetti più, appunto, prosaici.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ma torniamo ai Greci e ai loro eredi: Mileto (ad iniziare dal nome ereditato dai coloni ellenici e mantenuto da tutti i loro successori) è il cuore di questa consecutio storica, estetica e spirituale che va dalle prime popolazioni italiche dell’entroterra calabro-lucano, gli Enotri, sino ai Normanni; sì, quelli di Giovanni Senza Terra, estensore della Magna Charta, e di Federico II, entrambi col medesimo sangue nelle vene, lo stesso di Roberto il Guiscardo e di Ruggero II. (rif. 2 bis)
Una staffetta di dominazioni “europee” (nel senso nobile e carolingio del termine “europeo”) che, al di là delle differenti singole denominazioni, resta fra i più fulgidi esempi di naturale armonia civilizzatrice sfociata in quell’unico grande 2 bis“demos” che oggi rivive nei calabresi.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Lo stesso cristianesimo occidentale, passato dai Romani ai Normanni, non ha fatto che seguire le sorti di una dominazione latino-germanica che in Oriente non avrebbe potuto resistere ad un habitat culturale naturalmente ostile inquanto troppo diverso.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il culto greco-ortodosso, non a caso preservato dall’ultima propaggine di Occidente in Medioriente, la Grecia, qui ha continuato a proliferare anche dopo la caduta di Costantinopoli.
La stessa dicitura di “Diocesi di Taureana” ci fa capire quanto l’elemento romano-cristiano si sia naturalmente integrato con quello taureano (la popolazione italica pre-greca stanziata in questa porzione di territorio costiero), all’interno del cui omonimo parco archeologico sono armonizzati resti italici, romani, e normanni costituiti attorno a quella torre detta “saracena” proprio inquanto simbolo di difesa di tutto l’Occidente rispetto ad un nemico comune e a tutt’oggi affatto inoffensivo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

L’arte del “saper far rivivere” e del tramandare matericamente ogni retaggio passato è stata data in dote dagli Dei a questa porzione di Olimpo calabro. Infatti, a sostegno materico della “prosecutio dinastica” greco-romano-normanna, vi è la caratteristica dei suoi eredi d’aver preservato colonne, capitelli, marmorei e interi pezzi architettonici di differenti epoche incastonandoli e murandoli negli edifici costruiti di secolo in secolo sino ai nostri giorni.

Parliamo di edifici abitativi ottocenteschi, nei muri maestri dei quali troviamo incastonati elementi architettonici di rilevanza archeologica ricavati da strutture preesistenti, come, ad esempio, le 15 colonne provenienti da Roma (o forse da Hipponium, la Vibo Valentia dei Romani) messe a dividere le navate della cattedrale della ss Trinità (che ospitava il sarcofago di Ruggero d’Altavilla e che purtroppo è stata devastata dal terremoto del 1783) i cui reperti troneggiano tuttora murati nella moderna cattedrale di san Nicola o conservati fra il museo miletino e quello di Napoli. 6

Un po’ come nelle famiglie si passano di generazione in generazione quadri, mobilio, oggetti di valore pregni di quel binomio affettivo-identitario che poi, tutto insieme, va a costituire le vestigia di un’intera civiltà.

Da un punto di vista filosofico, tale fenomeno si spiega con l’esigenza affettiva di un gruppo sociale, costituitosi attorno ad un medesimo “genos”, di consacrare come bagaglio d’appartenenza le vestigia passate consegnandole all’immortalità attraverso il loro riutilizzo pratico; esattamente il contrario di quanto avviene quando ad entrare in possesso di un monile o di un monumento sono civiltà aliene o addirittura ostili alla cultura che lo ha partorito, le quali restano interessate solo ad assicurarlo alla distruzione e all’oblio. 3
I Romani di Hipponium hanno riutilizzato le icone dei Greci, i Normanni hanno riutilizzato quelle romane e il Monachesimo occidentale ha infine re-incastonato il tutto in un alveo di occidentalità, proteggendolo dall’erosione del tempo e dal clangore delle scorribande devastatrici. Oggi, questo glorioso percorso storico è giunto ad un varco che siamo rimasti in pochi a presidiare; ma vedremo di farci bastare a noi stessi.

C’è poi da dire che a screditare l’impianto unitario sin qui descritto sono talvolta invocate le scaramucce dinastiche fra Bizantini e Normanni o fra Normanni e Imperiali germanici (dinastie peraltro legate fra loro, ricordiamo che Federico II di Hohenstaufen era figlio di una Altavilla): quisquilie araldiche che mai hanno impedito quell10a coesione politica occidentale votata alla strenua difesa dei confini e dell’identità europea rispetto alle minacce esterne.
Ne consegue che tutti coloro che hanno combattuto uniti per la salvezza di tale edificio storico, sino al punto da fortificarlo ed abbellirlo attraverso pezzi del suo passato, sono rimasti a pieno titolo gli eroici preservatori di ciò che siamo, di ciò che sono i nostri paesaggi e i nostri tesori architettonici.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Lo stesso Dante ha posto in paradiso tali figure quasi a simboleggiarne una sorta di “sacra famiglia”, da Federico II ad Arrigo VII, a Roberto il Guiscardo: figure immancabilmente legate all’Aquila romana, come Egli stesso ci fa notare nelle sue terzine.

Lo stesso museo nazionale di Mileto, anche grazie alla sua ubicazione insediata all’interno di un edificio ottocentesco facente parte della sede vescovile, è una fondamentale roccaforte di tali memorie e conserva vari pezzi dislocabili nelle tre diverse epoche di cui una in particolare (la pisside nel riferimento fotografico n. 11) rispecchia la perfetta sintesi fra le tre iconografie di riferimento: cristiana (la croce ai piedi dell’aquila), imperiale romano-germanica (l’aquila) e l’uva, la componente identitaria greco-romana11 per eccellenza nella quale coesistono sacralità pagane (dioniso) riconvertite in quelle cristiane (il sangue di Cristo).

E per avvicinarci ai nostri giorni e dimostrare quanto la genialità creativa e costruttrice d’Occidente non abbia mai abbandonato gli eredi dei Romani, il ponte di Caravilla, a Bagnara, è l’unico ponte al mondo ad essere attraversato per tre volte dalla medesima strada che esso sovrasta.

Ebbene, andiamo in Calabria, godiamo delle meraviglie descritte e beamoci di ciò che siamo attraverso il godimento 12diretto e materico di ciò che siamo stati.

HELMUT LEFTBUSTER

(fotografie marine e sottomarine a cura di G.dX)

Link di recensioni (e interviste) su “RETRO-MARSCH KISS” dei Deviate Damaen

giugno 24, 2015
OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Rock Hard (set-ott 2015)

recensione ROCK HARD

Ed è il turno di “Rock Hard”, storica rivista dell’italico metal!

Ora, non è una questione di voti, di gusti, o di voler fare i belli con le recensioni dei “big”: a Noi per farci una sega è sempre bastato ammirarci il cazzo turgido.
E’ invece una questione di onestà intellettuale e di coraggio: e che il primo magazine metal nazionale osanni gentaglia come i Sottoscritti che celebrano le gesta degli avi, che invitano i progressisti a schiumarci sullo scroto, che danno addosso al pusillanime disimpegno politico di metallari e goth, e che pigliano per il culo i “poveri” migranti (e gli stronzi che li accolgono..), significa che esistono ancora Uomini liberi, editorie sganciate dal politicamente corretto e recensori che, nel fare il loro lavoro, si ascoltano certosinamente ogni singolo brano dell’album, riportandone i titoli corretti e pertinenti alle osservazioni fatte, e traendone personali conclusioni scevre da pregiudizi ideologici.
E questo, in culo ai tanti pulciari che, alla richiesta di indirizzo redazionale per la spedizione dell’album, chiedono di cosa si tratti come se dovessimo spedire del tritolo, e, al nome di “Deviate Damaen”, passano e chiudono, sperando che ciò basti a silenziare l’esuberanza di chi non ha guinzagli.

O alla faccia dei depressi incalliti che nelle loro spilorce recensioni hanno cianciato solo di Salvini, di “nullità compositiva” e di “guazzabugli sonori”, senza mai citare titoli o dettagli che lasciassero intuire un reale ascolto dell’opera.
E allora andate a cagare, merdaioli, e continuate a leccare il culo ai 99 Posse o a qualche fighetto goth vestito da vampiro, cari critici con la puzza sotto al naso, e imparate che il coraggio lo si dimostra con le band indigeste come la nostra, non con chi suona alle sagre del Pd!
DEVIATE DAMAEN

Noi Dame Deviate siamo dei fighi, c’è poco da fare…

http://ilsudconsalvini.info/rapper-bello-figo-lultima-idea-la-nuova-meravigliosa-societa-multiculturale/

MetalHead…(boh!)

http://www.metalhead.it/?p=99697

I Deviate Damaen e l’occultismo..(che cojoni!!!)

https://www.rockit.it/articolo/rock-occulto-diavolo

Intervista alla BAND su “Insane Voices Labirynth

http://insane-voices-labirynth.jimdo.com/interviste-big/deviate-damaen/

Rock-metal Essence

http://www.rock-metal-essence.com/2015/03/deviate-damaen-retro-marsch-kiss.html

Aristocrazia webzine

http://www.aristocraziawebzine.com/recensioni/6841-deviate-damaen-retro-marsch-kiss

Scaglie di Rumore

https://scagliedirumore.wordpress.com/recensioni/deviate-damaen-retro-marsch-kiss-retroaestetika-defibrill-aktion-bunker/

The Pit Of The Damned

http://thepitofthedamned.blogspot.it/2015/04/deviate-damaen-retro-marsch-kiss.html

Ver Sacrum

http://www.versacrum.com/vs/2015/04/deviate-damaen-retro-marsch-kiss.html

DarkRoom

http://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Recensione.php?r=3313

MetalItalia

http://metalitalia.com/album/deviate-damaen-retro-marsch-kiss/

Back In Black

http://thebackinblack.gqitalia.it/2015/05/10/deviate-damaen-retro-marsch-kiss/

Italia Di Metallo

http://www.italiadimetallo.it/recensioni/16584/deviate-damaen/retro-marsch-kiss

RockGarage

http://www.rockgarage.it/?p=43167

intervista su “Darkroom Magazine”

http://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Intervista.php?r=3365

Artists&Bands

http://www.artistsandbands.org/ver2/recensioni/recensioni-album/7293-deviate-damaen-retro-marsch-kiss

Heavy Metal Maniac zine

http://heavymetalmaniaczine.blogspot.nl/2015/11/deviate-damaen-retro-marsch-kiss.html

Disfactory.it

Deviate Damaen – Retro-Marsch Kiss

Insane Voice Labirynth magazine

http://insane-voices-labirynth.jimdo.com/recensioni-n-2/deviate-damaen/

Tutto Rock

http://www.tuttorock.net/recensioni/deviate-damaen-retro-marsch-kiss

recensione “Ruomore”, 8/10, lug 2015

RECE RUMORE

CAMPIONI DI “Senza Voto” ….

SENZA VOTO ...

PASQUINATA AL SINDACO “COSINO”…

giugno 24, 2015

Caro sindaco delle nostre rogne che l’uomo libero rivuoi nelle fogne:

Pasquinata al sindaco cosinonon far fatica, non disturbarti, già ci viviamo col tuo amministrarci!

Fin quando alle piazze i bei voti questuavi, pacati sorrisi eran ciò che quotavi; ma or che t’acclama sol quel gregge gramo, di fecale sostanza ti riempi la mano!

E non mugugnar sul remoto Alemanno, ormai ci sei tu e da ben più d’un anno;
tollerante e plurale col fratello gitano, esigente e venale col verace Romano!

Con le tasse di tutti fai cassa comune, ma non tutti rispetti con pari costume. Nell’uovo c’è il tuorlo e pure l’albume, ma tu ti sollazzi sol col sinistrume!

http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=62742&sectionId=87&t=marino-alla-festa-dellunit%C3%A0-la-destra-torni-nelle-fogne

Pasquino Pasquino, pensaci bene: è sol grazie a te se pisciamo col pene; e se a ‘sti quattro arroganti gliele cantiamo con rutti, scorregge e veloci di mano

https://www.youtube.com/watch?v=qZGP8vDt-jQ

DEVIATE DAMAEN

PRETI, C’AVETE ROTTO L’ORGANO…

giugno 24, 2015

Noi Dame Deviate abbiamo da sempre composto e registrato all’interno di eremi, chiese e confessionali; abbiamo deviate-damaen-posano-alleremo-di-santegidiotitolato interi album con diciture pregne di spiritualità come “Religious As Our Methods”, avuto tra le nostre file mistici come don Alexio Bavmord a stordirci con intro organistici e a registrare pure il fremere dei vermi da pesca. Abbiamo riempito di cori gregoriani i nostri brani, dedicato sonate alle acquesantiere e alle anime dei morti, abbiamo posato davanti a pareti affrescate e dedicato testi a personaggi canonizzati come Costantino XI.

Abbiamo pregato con Dante.
La nostra santità ce la siam guadagnata, insomma: ma risparmiateci i vostri pietismi cattocomunisti che niente hanno a che fare con la spiritualità d’Occidente, ma tutto con quel mercato delle vacche a cui voi, accompagnati dal sinistrume in giacca e paillettes, vorreste ridurre il nostro Giardino.

Ci assillate con quegli spot nauseabondi per dare l’8×1000 a favore di genti fantasmagoricamente bisognose che vivono all’altro capo del mondo e che poco c’entrano con quel “proximus” evangelico che lo stesso significato etimologico del termine individua nel nostrano pensionato che ci raspa nell’immondizia sotto casa.

Preti, c’avete rotto l’Organo col vostro terzomondismo falso e ipocrita. Noi Occidentali siamo un’esigua minoranza nel mondo, e lo stiamo diventando anche in Europa: chi dovremmo risarcire e per che cosa? I Cinesi, che ci si stanno comprando con tutte le scarpe? Gli Arabi, che occupano territori sconfinati rispetto ai nostri e sono zeppi di petrolio? Se la Terra non è di nessuno, come voi dite, nemmeno le sue risorse dovrebbero appartenere a chi ci poggia il culo sopra!
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cei-immigrati-li-abbiamo-sfruttati-adesso-vanno-risarciti-1141366.html

C’avete rotto l’Organo con le vostre sordide intrusioni nell’agone politico di una libera democrazia come la nostra, figlia di Atene e Roma.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/chiesa-contro-lega-1139511.html

C’avete rotto l’Organo coi vostri “suggerimenti” d’accoglienza privata a cui nessuna legge statuale ci obbliga, e coi quali ogni uomo libero si può tranquillamente deterger le terga, se lo vuole.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vescovo-padova-accogliete-i-profughi-1140525.html

C’avete rotto l’Organo con speculazioni sulle quali vengono continuamente aperte indagini giudiziarie che la dicono lunga sulla purezza degli intenti di chi “accoglie”.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/speculazioni-sullaccoglienza-ora-ad-ospitare-immigrati-arriv-1140074.html

C’avete rotto l’Organo con il vostro predicare bene e razzolare male.
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/VATICANO/cardinal_bertone_attico_festa_80_anni_papa_francesco/notizie/1048526.shtml

E voi, mangiapreti, laicisti di merda, compagni d’accatto, giacobini dei peli dei nostri coglioni, ordunque, dove siete a strepitare contro le intrusioni mediatiche quotidiane di tutto questo pretume? O forse vi piace ascoltarli, i preti, quando cianciano di “accoglienza” e di “inclusione”?!
Il Vangelo non è solo quello che tirate fuori dalla tasca quando vi smocciola il naso; il Vangelo è anche quello di chi “rende a Cesare quel che è di Cesare” e quello in cui i mercanti, dal Tempio, vengono cacciati a pedate nel culo.
Eccolo il Vangelo che piace a Noi.
http://www.qelsi.it/2014/e-possibile-sfatare-vangelo-alla-mano-il-dogma-ecumenista-dellaccoglienza-indiscriminata/

DEVIATE DAMAEN

ALLE GIORNATE DEDICATE AD AMORI ASTRATTI, NOI PREFERIAMO UNA VITA DEDICATA ALL’AMORE VERO!

giugno 24, 2015

…Altro che buffonate radical-chic…
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/photogallery/2015/06/20/giornata_rifugiato_foto_lampedusa_opere_artisti_caltanissetta.html

Da più parti, in più recensioni, ci è stata contestata la carenza di tema amoroso all’interno delle nostre liriche, secondo alcuni ben più battuto in passato ed ora pressocché mollato per seguire lidi estetici belligeranti.
Sarebbe facile rispondere che brani come “Let Those Swallows Rape My Hearth Away” non si possono comporre nella medesima epoca storica ispiratrice di brani come “Basta Non Basta”, per la stessa ragione per cui Galileo non avrebbe avuto motivo di contestare l’Inquisizione se questa non avesse acceso i propri falò quando egli parlava d’amore, l’amore per la verità scientifica.
La tendenziosità ideologica di chi nella legittima invettiva che proponiamo riesce a vedere nient’altro che dileggio di ciò che non siamo e mai amore verso ciò che siamo, è spiegabile soltanto col servilismo a cui sono piegate le anime dei mediocri.

Quale amore è infatti più sublime di quello per se stessi?! Quale condivisione è più sudata di quella della carne?! giamo okQuale bacio è più tenace e durevole che non quello fra due statue?! Quale dedica è più gocciata di lacrime che non quella per colui che designamo a sopravviverci?
<<Siamo gli ultimi amanuensi della Civiltà e della sua bellezza: sta a Noi salvaguardarne la sorte carnale, estetica, poetica e spirituale passando il fatidico testimone al Fiore che nutre il nostro cuore>> (dal brano “Rintocchi D’Occaso”)
Eccolo, il nostro Amore.
G/Ab & DEVIATE DAMAEN

COME MAI, SE LA TERRA E’ DI TUTTI, IL PETROLIO DEV’ESSERE SOLO DI CHI CI STA SOPRA ?!

giugno 14, 2015

Vorremmo chiedere a quei senza-patria barbuti che rinnegano l’appartenenza dei vari segmenti di terra ai rispettivi popoli che li han sempre abitati tanto da essersene fatti performare negli usi, nelle tradizioni, nella gastronomia e nell’arte, come mai il loro ecumenismo non valga mai anche per il petrolio.

Eppure, tale “oro nero” dovrebbe mobilitare le contestazioni dei cosiddetti “antagonisti” almeno quanto altre forme di predominio di chi “possiede”, come le armi o gli yacht..e invece non accade mai.

Forse perché il petrolio (come anche i diamanti) è una formidabile arma di ricatto da sempre nelle mani delle genti che lo possiedono, per le quali, a differenza dei nostri confini, il diritto di proprietà sembrerebbe valere eccome, dato che nessuno ha mai tentato di rinegoziare con Madre Natura il suo posizionamento geologico.
Eppure il petrolio non è che il residuato di millenni di decomposizione dei prodotti organici di superficie; cioè non è stato creato demiurgicamente da qualche artista o da qualche civiltà che c’abbia dovuto sudare sopra. Quindi, a rigor di logica, tale composto (che prende il nome dal termine tardo latino “petroleum”, cioè “olio di roccia”) non può rientrare nell’affezione identitaria che ogni popolo naturalmente rivendica nei riguardi delle proprie vestigia passate.
Pertanto, se è vero che la Terra è di tutti, anche il petrolio dovrebbe esserlo; e invece no: rimpingua la tassazione dei COME MAI SE LA TERRA E' DI TUTTI...governi più esosi e arricchisce quei tronfi monopolisti mondiali (soprattutto arabi) che hanno avuto il solo merito di esserselo trovato sotto le terga della propria zolla di crosta terrestre, anziché altrove.
Motivo in più per cui salire su una bicicletta è sempre una gran goduria.

HELMUT LEFTBUSTER

RAZZISMO DA PARRUCCHIERE

giugno 7, 2015

Il caso della parrucchiera che fa prezzi diversi in base al colore della pelle dei clienti, passato ampiamente sotto silenzio, è emblematico almeno quanto il corsivo dell’articolista là dove parla di “razzismo al contrario”.

Il razzismo come concetto astratto non esiste né al contrario né al dritto; è solo un’invenzione feticistica dei fautori del politicamente corretto e delle sinistre internazionaliste che lo usano più o meno come gli inquisitori medievali facevano con l’accusa di stregoneria quando non avevano prove specifiche da addossare a persone dallo stile di vita un po’ troppo licenzioso, o nel caso di crimini comuni sul cui movente doversi spremere un po’ troppo le meningi investigative.

http://www.qelsi.it/2015/razzista-lepiteto-passe-partout-di-chi-non-ha-argomenti/

Parimenti il razzismo si manifesta solo e soltanto attraverso comportamenti discriminatori precipui e concreti che qualsiasi essere umano sulla faccia della terra può tristemente mettere in atto, e qui ne abbiamo un esempio cristallino.
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/veneto/padova-la-parrucchiera-accusata-di-razzismo-fa-pagare-di-piu-gli-italiani-_2112358-201502a.shtml

Nel video, la parrucchiera in questione prova ovviamente a canzonare l’intervistatrice con l’argomento (peraltro caro a quelle dottrine differenzialiste così in odio ai cosiddetti “antirazzisti”) che i capelli dei bianchi e dei neri, essendo diversi, richiedono trattamenti dal peso e dalle tempistiche differenti.
Ebbene, chi scrive ha portato i capelli lunghi in gioventù, eppure il tariffario non è mai variato a seconda che si trattasse del ragazzotto capellone di allora o dell’uomo col pizzetto e la testa rasata di adesso. Se così dovesse essere, anche i parrucchieri dovrebbero usare una sorta di “tassametro da taglio” a seconda delle capigliature, magari con pesa finale della quantità di capelli tagliati..ma sappiamo tutti benissimo che non è così.
E non regge nemmeno l’argomento secondo cui il crespo dei capelli dei neri richiederebbe meno lavoro delle fluenti chiome nostrane: in tal caso, come differenzierebbe il prezzario, la signora, fra un “bianco” a cui dover semplicemente lucidare la boccia ed un “nero” rasta con le treccine chilometriche alla Bob Marley ?

Piuttosto, con la globalizzazione, i peggiori difetti del neoliberismo occidentale sono stati esportati ovunque, dando Razzismo da parrucchierevita a fenomeni commerciali ove sì, davvero, il razzismo è insopportabile: questo sito (sponsorizzato) propone incontri con “ragazze africane”; ma che significa “ragazze africane”? Nere? No, perché si può essere africani, ma non necessariamente “di colore”, come i Boeri, ad esempio; così come si può essere europei, ma di pelle scura, se si proviene dalle colonie belghe o francesi.
Da quando in qua è divenuto plausibile definire un Essere umano in base al colore della sua pelle o, peggio ancora, del suo continente di provenienza come se si stesse parlando di elefanti o giraffe?
Che brutto mondo che stiamo diventando, ragazzi!
HELMUT LEFTBUSTER

NOI IL 31 MAGGIO ANDIAMO A VOTARE !

giugno 7, 2015

Foss’anche solo per far torto al Potere che ha messo questa tornata elettorale a cavallo del ponte del 2 giugno pur di limitare i danni che il suffragio democratico potrebbe arrecare all’integrità del Pensiero unico, Noi Dame Deviate, sparse per la Penisola e oltre, in mobilitazione logistica in questi giorni per le registrazioni del video di “Basta Non Basta” e del nuovo brano “Raddrizza la Visiera, Dai!”, a costo di complicarci la vita con guidate notturne, non rinunceremo ad essere parte del corpo elettorale.

Abbiamo sempre criticato band e artisti schierati politicamente, ma passare da coglioni proprio no.
Quindi continueremo a considerare triviale e leccaculistico da parte dell’Artista fare propaganda per il partito X o per il politico Y; ma non vediamo grande differenza fra l’esplicitare il proprio tifo elettorale a parole, e il suonare alle sagre dei “compagni” o alle Feste dell’Unità come ogni “big” che si rispetti è costretto a fare dal dopoguerra in avanti se vuole elemosinare un po’ di visibilità, magari poi incazzandosi come qualunque altro picchio nel momento in cui gli fregano la strumentazione…

E qui la coerenza si fa differenza: noi Dame Deviate, sui nostri brani, da sempre ci diciamo palesemente favorevoli a destini infausti e all’occorrenza capitali per chi viola l’incolumità altrui (da “N.Anathem”, a “Purgazione Canonica”, alla più recente “Olio Alle Grondaie”, ove auspichiamo fatali scivolate a chi s’arrampica alla volta di domicili non suoi); questi, invece, fanno gli allegroni, i benefattori del mondo e i dubitatori di proprietà privata, ma poi, se toccati dalla sfiga, se la prendono a male invocando “ordine e sicurezza” come tutti.
http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/musica/max-gazz-amp-egrave-niccol-amp-ograve-fabi-daniele-silvestri-furto-furgone-concerto-ong/1018785.shtml
Chi hanno votato sino ad adesso, questi signorini, a giudicare dal colore dei palchi che hanno calcato?!
E che dire di queste “astensioniste dell’ultim’ora”, perfettamente sinergiche a chi ha interesse a che un potenziale pasoliniano popolo di cani sciolti non emerga sul dominio incontrastato del conformismo “progressista”?!
http://www.leggo.it/NEWS/POLITICA/giusy_cristiano_nuda_astensionismo_foto/notizie/1377959.shtml

La realtà ambientale e politica, con cui l’Artista deve fare i conti sin dai tempi di Plauto e Terenzio, s’è fatta così palesemente tragica da mobilitare il dissenso di insospettabili “nomi”, forse allarmati dal sentore d’umidità nell’aria come qualsiasi proprietario di grattacielo sarebbe nel momento in cui non fosse più un tubo a gocciare, ma uno tzunami planetario a minacciare il suo mondo.
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11794783/Celentano-molla-Grillo-e-si-schiera.html
Buon voto, dunque, e che sempre ci schiumino sullo scroto i progressisti; ..se poi vogliono allungare la punta della NOI IL 31 ANDIAMO A VOTAREloro lingua sino al bucio del nostro culo, non ne ritrarremo certo lo sfintere per l’elettorale occasione.

– Roma, 30 5 2015 d.C. –

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

RIPOPOLARE I BORGHI CON I MIGRANTI, L’ULTIMA “CARTOONESCA” TROVATA PROGRESSISTA

giugno 6, 2015

Leggendo titoli come questo, ci si domanda se chi li ispira non creda davvero di vivere in un cartone spaziale.

https://it.notizie.yahoo.com/idea-della-cnn-usare-i-migranti-per-ricostruire-le-citt%C3%A0-fantasma-150146567.html

Quando guardavamo Jeeg Robot o Goldrake, noi assistevamo a dinamiche esistenziali molto semplificate basate su una quotidianità dei personaggi (soprattutto i “cattivi”) totalmente avulsa da contingenze umane: raramente li si vedeva mangiare o filiare, i loro robot spuntavano dal nulla come se si fossero costruiti da soli e senza fatica, e le difficoltà della vita, come il lavoro, non esistevano per nessuno, buoni e cattivi.
Re Vega o la regina Himica davano ordini a soldati che obbedivano, ma che nella realtà, per farlo decorosamente, avrebbero dovuto percepire uno stipendio come ogni soldato o dipendente pubblico che si rispetti.
Le risorse energetiche utili al funzionamento delle basi spaziali venivano stilizzate in senso “epico”, ma in realtà per far funzionare strutture belliche come quelle vegane o dell’impero Yamatay sarebbero serviti fior di fondi pubblici.
Dopodiché, ammesso e non concesso che il progetto d’invasione della Terra fosse riuscito, siamo sicuri che agli spaziali sarebbe piaciuto viverci? Sarebbe loro piaciuta l’aria, il cibo, si sarebbero integrati pacificamente coi terrestri superstiti, avrebbero accettato di buon grado, nel cuore e nella sensibilità di ogni suddito di Vega o di Himica, di vivere lontano dalla loro terra per colonizzare un luogo totalmente alieno e pregno della storia di tutt’altro popolo?

Gli sceneggiatori ovviamente non si ponevano queste domande, poiché il cartone era destinato ad un pubblico che non se le sarebbe mai poste: i bambini.

Ma per chi non è un bambino, pensare di “invitare” milioni di migranti usando con ipocrita intermittenza l’argomento etico dell’accoglienza o quello mercantilizio dello sfruttamento del loro (ipotetico) lavoro, non è solo demenziale e cartoonesco, ma è criminale, poiché si fomenta un’illusione ideologica senza alcun fondamento attendibile.
Ripopolare artificiosamente dei borghi che si sono desertificati per ragioni endogene al popolo che li ha costruiti e abitati per secoli non verrebbe in mente neanche ad un commerciante di acquarii per pesci.
Anzitutto, chi vi terrebbe l’ordine? Una caserma con un paio di Carabinieri riuscirebbe forse a far rispettare leggi che hanno 3000 anni di civiltà occidentale a migliaia di persone che hanno sulle spalle un percorso storico-sociale completamente differente? Un’agricoltura basata su frutta, ortaggi e cereali delle nostre latitudini potrebbe forse essere affidata a chi non ne ha alcuna contezza tecnico-culturale? Preziose aree boschive potrebbero mai essere improvvisamente gestite da chi proviene da immense distese di sabbia?
In un quadro del genere, poi, dove sarebbero i vantaggi economici e fiscali sponsorizzati dall’operazione nel momento in cui, affidando questi tesori paesaggistici a dei nullatenenti, sarebbero comunque i cittadini italiani, pur non usufruendone, a doverne pagare tasse, Imu e mantenimento delle utenze più basilari?
E le chiese? Si sa che ogni borgo italiano, dal Trentino Alto-Adige alla Sicilia, si raccoglie attorno ad una chiesa; la maggior parte dell’immigrazione extracomunitaria è di area religiosa islamica. A giudicare da come stanno trattando i loro tesori, iniziando da quello di Palmira, come ridurrebbero i nostri affreschi, i nostri portali, le nostre bifore e trifore duecentesche? Perché mai dovrebbero amarli, proteggerli e rispettarli sulla parola? E in ogni caso: vale la pena correre il rischio? Quest’ossessione che hanno a sinistra di sentirsi soli in un paese già ampiamente sovrapopolato, non andrebbe confutata verificando come se la passino bene gli Islandesi o gli Ungheresi a camminare sui marciapiedi senza necessariamente doversi urtare i gomiti con qualcuno?
Allora, cari intellettuali multiculturalisti, questi esperimenti di ingegneria sociale lasciamoli fare agli sceneggiatori di

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

cartoni spaziali; e se proprio ne avete voglia, guardatevi cartoon network.
Ma, per favore, non giocate col destino dei popoli veri.

HELMUT LEFTBUSTER