RAZZISMO DA PARRUCCHIERE

Il caso della parrucchiera che fa prezzi diversi in base al colore della pelle dei clienti, passato ampiamente sotto silenzio, è emblematico almeno quanto il corsivo dell’articolista là dove parla di “razzismo al contrario”.

Il razzismo come concetto astratto non esiste né al contrario né al dritto; è solo un’invenzione feticistica dei fautori del politicamente corretto e delle sinistre internazionaliste che lo usano più o meno come gli inquisitori medievali facevano con l’accusa di stregoneria quando non avevano prove specifiche da addossare a persone dallo stile di vita un po’ troppo licenzioso, o nel caso di crimini comuni sul cui movente doversi spremere un po’ troppo le meningi investigative.

http://www.qelsi.it/2015/razzista-lepiteto-passe-partout-di-chi-non-ha-argomenti/

Parimenti il razzismo si manifesta solo e soltanto attraverso comportamenti discriminatori precipui e concreti che qualsiasi essere umano sulla faccia della terra può tristemente mettere in atto, e qui ne abbiamo un esempio cristallino.
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/veneto/padova-la-parrucchiera-accusata-di-razzismo-fa-pagare-di-piu-gli-italiani-_2112358-201502a.shtml

Nel video, la parrucchiera in questione prova ovviamente a canzonare l’intervistatrice con l’argomento (peraltro caro a quelle dottrine differenzialiste così in odio ai cosiddetti “antirazzisti”) che i capelli dei bianchi e dei neri, essendo diversi, richiedono trattamenti dal peso e dalle tempistiche differenti.
Ebbene, chi scrive ha portato i capelli lunghi in gioventù, eppure il tariffario non è mai variato a seconda che si trattasse del ragazzotto capellone di allora o dell’uomo col pizzetto e la testa rasata di adesso. Se così dovesse essere, anche i parrucchieri dovrebbero usare una sorta di “tassametro da taglio” a seconda delle capigliature, magari con pesa finale della quantità di capelli tagliati..ma sappiamo tutti benissimo che non è così.
E non regge nemmeno l’argomento secondo cui il crespo dei capelli dei neri richiederebbe meno lavoro delle fluenti chiome nostrane: in tal caso, come differenzierebbe il prezzario, la signora, fra un “bianco” a cui dover semplicemente lucidare la boccia ed un “nero” rasta con le treccine chilometriche alla Bob Marley ?

Piuttosto, con la globalizzazione, i peggiori difetti del neoliberismo occidentale sono stati esportati ovunque, dando Razzismo da parrucchierevita a fenomeni commerciali ove sì, davvero, il razzismo è insopportabile: questo sito (sponsorizzato) propone incontri con “ragazze africane”; ma che significa “ragazze africane”? Nere? No, perché si può essere africani, ma non necessariamente “di colore”, come i Boeri, ad esempio; così come si può essere europei, ma di pelle scura, se si proviene dalle colonie belghe o francesi.
Da quando in qua è divenuto plausibile definire un Essere umano in base al colore della sua pelle o, peggio ancora, del suo continente di provenienza come se si stesse parlando di elefanti o giraffe?
Che brutto mondo che stiamo diventando, ragazzi!
HELMUT LEFTBUSTER

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: