A CHI MINACCIA DANTE, NOI DEL CUL FACCIAM TROMBETTA!

E non c’è da dubitarne, vista l’abbondanza di scorreggioni autarchici già generosamente elargiti attraverso brani come“L’Elite De Notra Merd”, “Luciditas Semper Luciditas” e “Il Valzer Del Retrogrado”.

Nel bailamme di notizie da un mondo sempre più babilonico e lercio, pare si voglia far pagare al Poeta lo scotto della lungimiranza di aver posto fra i seminatori di discordia, già nel ‘300, l’unico profeta di una religione aliena alla spiritualità occidentale che, tuttora, ateisti, laicisti e compagnume vario hanno le chiappe in faccia di acclamare come “mascotte” della loro opera di discoesione identitaria dei popoli europei e di inculturazione del loro habitat.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/tomba-dante-nel-mirino-dellisis-poeta-nemico-califfato-1151491.html
Così, mentre i musicisti italiani (pop, metal, classici), solitamente cacacazzi verso le intromissioni della religione nelle libertà civili, anziché reagire e schierarsi contro simili provocazioni, giocano a far le divette gli uni contro gli altri alla stregua di hamburger intenti a sfoggiare le più sgargianti salse e mostarde in attesa d’esser divorati dal medesimo lardelloso adolescente con la visiera rovesciata di turno, Noi, a chi minaccia Dante, del cul facciam trombetta (senz’offesa, citiamo semplicemente il Poeta al Canto XXI, v. 139).

Ma attenzione, non parliamo di una blanda boutade a base di vacua aria intestinale: parliamo di azioni artistiche militanti come l’aver inserito il Canto incriminato nel III mov. del brano “Basta Non Basta” (del quale brano, peraltro, è in preparazione una succulenta videoclip); parliamo dell’aver registrato da tempo il suono delle campane della tomba di Dante, a Ravenna, e di averne consacrata digitalmente la timbrica all’interno di tanti suoni già usati nei nostri album; parliamo dell’aver, già nel lontano ’93, ancora imberbi, inserito la Divina Commedia nel nostro repertorio tematico e discografico (“Immorality’s Ovra Colostrum”).
https://www.youtube.com/watch?v=iVujvp2-Gw4
Parliamo del celare, all’interno degli antri più reconditi dei nostri lidi, tracce digitalizzate d’un progetto di preservazione estetica e letteraria che lo metterà nel culo (anzi, ce lo ha già messo) a tutti coloro che cooperano alla distruzione della Memoria di ciò che siamo.A CHI MINACCIA DANTE...
Avanti, distruttori, ora provate a raccattare con la lingua tutte le copie di “Retro-Marsch Kiss”, con il Canto XXVIII, già in giro per l’Europa, nelle case della gente, giù per le cavità carsiche, nelle profondità marine, sotto le rocciosità montane: ma mentre giocate alla caccia al tesoro, attenti a che non vi rimangano i bollini Siae appiccicati sulla lingua!
DEVIATE DAMAEN

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: