LA MISSIONE IDENTITARIA DI UN ARTISTA PASSA PER LA PORCHETTA (Ferragosto pescolano con Mario “The Black” Di Donato e la sua “Ars et Metal Mentis”)

Le forme, i suoni e l’amore che ci lega alle une e agli altri non si inventano, esistono. L’Artista che nasce in grembo al suo Libro Mario T.B.territorio ne vive, elaborandone la spiritualità sotto forma di suggestioni estetiche, la natura morfologica in tutti i suoi aspetti sensoriali.
E così come egli stesso risulta irripetibile anello evolutivo di ciò che lo ha partorito, la sua arte non potrà che essere fonte testimoniale di ciò che il suo grembo materno è stato per lui.

Quindi, sessantottini, aridume materialista e compagnume vario, rassegnatevi: funziona così ovunque, tranne che per le mosche annidate nella vostra merda ideologica!

https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2015/10/02/i-deviate-damaen-a-pescosansonesco-

per-la-mostra-di-mario-the-black/

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L’estro dell’Artista non è mai libera invenzione ex-novo; esso è filone esperienziale all’interno del quale costui sceglie i

pezzi di creta da riamalgamare a proprio gusto, secondo la propria sensibilità, dando vita ad opere che sono frutto del meglio del suo habitat e dei trascorsi storici della sua comunità di nascita e d’appartenenza.

La pittura, da questo punto di vista, non è che la fedele ritrascrizione visuale, quindi morfologica, di ciò che il pittore vive e ripropone alterandone il tratto originale attraverso il suo personale immaginario.Elementi estetici identitari OK

Con i nostri occhi abbiamo visitato i teatri figurativi a cielo aperto usati da The Black per il suo ciclo pittorico dedicato al beato Nunzio Sulprizio (allestito permanentemente all’interno della pinacoteca sulpriziana): la buca del diavolo, le cripte, i paretoni scarrupati che costeggiano il corso della cascata di San Rocco; i mascheroni della Fonte Romana, ove il Beato viene cacciato dalle donne (come raccontato nella vivida e omonima pittura ad olio del 1980 riportata Fonte Romananel link a fondo pagina).

Abbiamo raggiunto la spettrale chiesa di San Nicola, per accedere alla quale ci si scortica i polpacci con quegli stessi rovi protagonisti di tanti scenari pittorici animati da The Black, e che dal vivo fanno sanguinare veramente.

E allora se tutto ciò ha ispirato o potrebbe ispirare anche voi, prima di rimpirvi la bocca con demoni e tombe pacchianamente sorbiti, dovrete farne vostra la sacralità morfologica, poiché nessun dettaglio in natura è casuale o sostituibile; e contaminata l’Opera d’Arte da amenità

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allogene, nessuno di noi potrebbe più bearsene esattamente così come l’ha goduta sinora. Ecco perché è fondamentale la missione di “preservazione” e difesa identitaria a cui il Sottoscritto e la sua band non si stancano mai di inneggiare, amando sovrumanamente ciò che siamo e disprezzando (e sputtanando) militantemente chiunque ne accenni l’auto-demolizione.

Da fieri rielaboratori di identità abbiamo a nostra volta concimato questo suolo gotico con qualcosa di nostro: qualcosa composta e realizzata ben prima di calpestare questi sassi, ma che, essendo frutto delle medesime suggestioni estetiche, culturali, e filosofiche RMK donato a Pescosansonescovitalizzate a queste latitudini, gli somiglia, gli appartiene; e, pertanto, nei suoi meandri più scoscesi, ivi sarà celata per l’eternità una copia del nostro “Retro-Marsch Kiss”

Aver brindato al ferragosto 2015 d.C. con Mario “The Black” Di Donato, dopo esserci artisticamente ed umanamente goduti l’artista che da adolescenti ascoltavamo di notte nella medesima lingua antica che la mattina studiavamo a scuola, è stata emozione di cui GAb T.B. e le Madonneesser grati alla vita. Così, donatogli nel bel mezzo della piazza di Pescosansonesco il nostro dipinto per la sua collezione di opere pittoriche realizzate dalla “creme de la creme” dell’italico Metal, e dopo aver fatto, su suo invito, il discorso di brindisi al tavolo del Sindaco inneggiando all’identità e al trionfo autarchico dei prodotti e delle bellezze della zona, ci siamo nutriti di quella sodalità che solo buon pane, vino, birra e porchetta avrebbero potuto accompagnare: poiché tutti noi mangiamo il maiale da sempre, e la nostra musica non può che essere impregnata del suo unto.

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https://www.youtube.com/watch?v=BINd-CZGzW0

Noi abborriamo il grigio e depressivo mondo dell’uguale: Arte è anzitutto diversificazione e identità.

Ora, che tutto ciò lo dicano gli sprezzanti Deviate Damaen può apparire tautologico: ma se per Noi “The Black” è una fonte d’ispirazione e un Amico, in ambito pubblico costui è un’autorevole icona per la quale sono state usate parole altisonanti da esperti d’arte e da amministratori pubblici che ne hanno valutato lo spessore culturale; parole accorate che pure non sono così lontane dalle nostre.. (come potrete leggere qui sotto).

http://www.qelsi.it/2015/mario-di-donato-il-pittore-metal-che-vivifica-le-leggende-della-sua-terra/LA PORCHETTA E' METAL 2

G/Ab SVENYM VOLGAR DEI XACRESTANI

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