Archive for novembre 2015

LA NUOVA MODA BARBUTA CHE OMOGENEIZZA COLORI E FATTEZZE

novembre 29, 2015

Ma guardateli questi ragazzotti-capretta che pascolano per i centri commerciali fra uno sbadiglio e un “apericena”, con quelle arie ebeti e asettiche, addobbati come flosci alberelli di natale gremiti di ammennicoli tecnologici che grondano da volti privi di volitività individuale e incrostati da barbe, occhialoni e tatuaggi.
Sembra una moda fatta apposta per cancellare quelle tracce genetiche delle quali ognuno di noi è millenario portatore.
In origine le mode nascevano per esprimere il meglio, dopo aver tentato di codificarlo, di ciò che una determinata comunità riteneva essere utile per distinguersi dalle altre. Simboli, icone e stemmi araldici nascono così.
Certo, parlando di “moda” in senso stretto, il rischio di “conformare” era in agguato anche quando le finalità dei creativi che forgiavano le linee comuni erano votate alla valorizzazione di un retaggio iconografico d’appartenenza; ma, perlomeno, le risultanze culturali di quelle mode concorrevano ad un miglioramento dell’estetica ambientale tarato sui canoni di bellezza che storicamente appartenevano a quel “demos” di riferimento, pur continuamente re-stilizzati: insomma, ci si spogliava per mostrare il fisico negli anni ’70 esattamente come si faceva nel ’70 a.C; negli anni ‘80 si ostentavano i lineamenti con l’uso del trucco come gli antichi Egizi già usavano fare ben prima delle “toilettes” di Cleopatra, e si giocava sui colori di capelli, occhi e carnato esattamente come i mosaicisti operavano nel comporre i loro capolavori ormai millenari.
E già presso Etruschi e Romani i monili servivano sì come ornamento del viso, ma senza stravolgerne brutalmente le fisiognomiche come avviene oggi fra i giovanissimi che si dilatano i lineamenti sino a perderne i connotati naturali, forse per somigliare ad aborigeni di chissà quale buco del culo del mondo.
http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/leterno-presente-del-mentalmente-aperto/

Persino i tatuaggi, un tempo sorta di distintivo creativo del singolo che se ne fregiava per istoriarsi addosso il nome dell’amata o l’emblema del proprio mestiere o della propria arte, basavano la loro funzionalità sullo stagliarsi a contrasto del chiarore cutaneo che li ospitava; ora, invece, non sono altro che confuse ragnatele sfocate fatte più per coprire la tonalità della cute, che non per delinearvisi sopra.
http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/provano-toglierci-natale-e-ci-rifilano-sanremo-multietnico-1199446.html

Quanto a queste barbacce dal chiaro sapore mediorientale, esse non contribuiscono affatto, come ai tempi di Ulisse e Diomede, ad esaltare i nostri virili contorni maxillo-facciali: esse sono state ideate per nasconderli.
La solita smania mondialista di nascondere ciò che siamo anzichè esserne fieri…e sulla quale Noi staglieremo la nostra solita bella chiazza di catarro.

G/Ab (Aristocrazia Dvracrvxiana – DEVIATE DAMAEN)

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PER NON SBAGLIARE MIRA HANNO COLPITO IL CALCIO E IL METAL

novembre 18, 2015

Com’era prevedibile, nemmeno centinaia di morti ammazzati bastano a far piangere e disperare quei tristoni che, per congenito cancro ideologico, non conoscono misericordia quando si tratta di provarla per la propria gente.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/11/13/tre-sparatorie-a-parigi-vittime_1a91057f-5905-49e3-8d4a-592668bf11cc.html

Solite parole vuote, solite frasi di circostanza: “niente allarmismo”, “non bisogna generalizzare”, “i terroristi sono 4 pazzi finanziati dall’Occidente”, “la religione non c’entra nulla”, “non si possono militarizzare le città”, “non bisogna rispondere con l’odio”.
La capitale d’Europa di “libertà, fraternità, uguaglianza e..laicità” gronda sangue al grido di “Allah è grande”; eppure chi faceva lo stronzo radical-chic fino a ieri sera continua a fare lo stronzo radical-chic anche stamattina.
Ma queste osservazioni sono fin troppo banali, sebbene mai banali quanto la banalità della stronzaggine.
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/varese_studentesse_musulmane_escono_classe_minuto_silenzio_parigi/notizie/1687203.shtml

Quel che vorremmo invece sottolineare (perché in pochi l’hanno fatto) è la natura degli obiettivi: il gozzovigliare, il calcio e il metal, esattamente quel retaggio estetico e di benessere grecoromano che è in odio tanto al depressismo del compagnume domestico, quanto a quelle genti che ci invidiano il saper vivere.
Tradotto: vittime giovani e sicuramente di etnia occidentale, poiché sarebbe illogico supporre che dalle banlieu siano accorse in massa frotte di “nuovi francesi” ad ascoltare la musica di una band che si chiama “Eagles of Death Metal” o a fare il tifo per la nazionale di calcio che giocava contro quella tedesca. Quindi, gli attentatori islamici non hanno colpito nel mucchio come in genere fa chi si limita a spargere terrore; hanno colpito direttamente quelli che odiano.

Insomma, l’obiettivo era sterminare fisicamente degli occidentali; il fare casino è stato soltanto un corollario del progetto, e l’aver beccato inevitabilmente anche qualche arabo, è stato per queste bestie solo un male minore.
Se avessero voluto semplicemente “terrorizzare”, Parigi sarebbe stata piena di obiettivi più popolosi e noti di quelli colpiti: nella multiculturale città, il rap è senz’altro un genere più seguito del metal; e la Torre Eiffel è senz’altro un topos ben più simbolico e frequentato rispetto allo stadio di Parigi. Eppure, per fare fuoco su gente inerme, e con la sprezzante prerogativa dell’attentatore suicida (il che esclude automaticamente l’ipotesi di un movente diverso dal fanatismo religioso, perché un mercenario non si godrebbe mai il suo emolumento quando poi nell’attentato ci lasciasse le penne), hanno scelto luoghi minori ma prevalentemente frequentati da europei: un ridente ristorante, un concerto metal e la partita Francia-Germania.

A tal proposito, solo due righe circa il vituperato titolo <<bastardi islamici>> fatto da “Libero”, sul quale sono in corso le solite censure e norimberghe politicamente corrette tipiche di chi si scandalizza più dell’inchiostro pensato che non del sangue versato: soltanto l’ignoranza linguistica o la malafede possono rendere fraintendibile il senso dell’aggettivo sostantivato “bastardi”; è infatti chiarissimo che esso stia per “attentatori bastardi”, seguito dall’apposizione “islamici”, ineludibile appartenenza religiosa dati il grido di battaglia, le rivendicazioni e le felicitazioni che hanno condito ed accompagnato la carneficina in questione.
Se Belpietro avesse voluto sottintendere, come sostenuto dalle anime belle, un’offesa generalizzata a tutti gli islamici inquanto tali, in italiano avrebbe dovuto titolare “islamici bastardi”, aggettivando con l’epiteto “bastardi” il sostantivo “islamici” indicante i portatori di quella specifica fede, e non il contrario. Quindi, la finissero di rompere i coglioni alle persone sbagliate.
http://www.affaritaliani.it/mediatech/petizione-per-radiare-belpietro-dall-ordine-dei-giornalisti-393181.html

E allora, cari metallari e sportivi che fate gli struzzi progressisti, continuate a farvi pippette col vostro pacifismo flaccido e pidocchioso, e vedrete come la vostra libertà farà la fine di un boccino ad una bocciofila gestita da chi odia il gioco delle bocce.

G.dX.PER NON SBAGLIARE...