Archive for aprile 2016

FA SATIRA SUI MORTI CHI NON HA I COGLIONI PER FARLA SUI VIVI

aprile 25, 2016

Noi, Dame Deviate, di pigliare per il culo chi è “in cattedra” abbiamo la cattedra da vent’anni, presa a scatarrare su produttori, etichette, distributori, recensori e pubblico indesiderato. Perché non ce ne è mai fregato un cazzo di lisciare il pelo ad altri che non fossero il nostro pube.
E la figata è proprio quella: sapere che il distributore con la Stella Rossa ti blocca l’album facendo incazzare la tua etichetta che a sua volta ti implora di fare interviste meno esplicite per poter vendere qualche copia in più, in una selva di band dal make-up satanico che poi suonano in favore dei profughi o come quindicesimo nome alle feste dell’Unità.

Oppure come quei pippaioli che vilipendono cadaveri ultra-settantenni pur di sugare la minchia a chi gli concede lo stand, qualche bottiglietta d’acqua minerale e un miserabile panino al kebab.
http://www.romatoday.it/cronaca/fascisti-romics-fumetto-mussolini.html

Quella contro i morti non è satira, è scolo ideologico irrancidito dall’impotenza.
La satira si fa contro chi governa, non contro chi ha governato, somari!

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Vorrà dire che oggi, 25 aprile, ci faremo 25 seghe alla salute della sfiga vostra e di quei quattro zombie che brucano l’erba al Brennero coi giubbotti salvagente addosso, mentre uno Stato sovrano difende legittimamente i suoi confini… (da “Sepolcreto e Nobiltà”:
<<Ogni Apollo ha il suo Giacinto, Dio mio mi somiglierà; ogni atollo ha il suo recinto, ogni confine è identità!>>)

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

 

 

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PIATTI ROMANESCHI: IDENTITA’ COMBATTENTE!

aprile 23, 2016

Perché starebbero sorgendo ovunque orrende friggitorie globalizzate, gestite da anonimi ragazzotti “low-cost” col cappellino al contrario, ove le orrende pietanze unte e bisunte, per poter essere omologate in ogni filiale del globo, sono costituite da materie prime di astrusa provenienza e qualità, se non con il preciso intento di alterare la consapevolezza culturale delle nuove generazioni iniziando dall’unica attività umana che si reitera ininterrottamente per tutta la vita, tutti i giorni, almeno tre volte al giorno, e cioè il “mangiare?!
http://www.milanotoday.it/cronaca/coda-arese-centro-commercale.html

Demolire le consuetudini gastronomiche e nutrizionali di un popolo è il modo più rapido ed efficace di smantellarne, in un sol colpo, la produttività, la salute e l’identità.

E lo stanno facendo, in parte sostituendo la demografia autoctona, che da sempre governa il rapporto quantità/tipologie di consumo, con genti che per eccessiva diversità culturale modificheranno tale rapporto inesorabilmente; in parte alterando con proposte gastronomiche deteriori la naturale dieta dei giovanissimi, sedotti così da modaiole porcherie a basso costo volte ad alimentare un’industria del “fast food” totalmente aliena e concorrenziale a quella nostrana. Insomma ci avvelenano boicottando la nostra economia, o, se preferite, boicottano la nostra economia avvelenandoci.

Eppure, questa analisi è fin troppo lapalissiana; meno lapalissiano è invece il come reagire a questo scempio programmato.
Ebbene, se la guerra è guerra, che lo sia anche in tavola: almeno nei giorni di festa, facciamo venire ai nostri figli l’acquolina in bocca con piatti densi di identità e pregni di materie prime la cui genuinità sia direttamente ricollegabile al loro territorio di nascita. Insomma, quello che dovrebbe essere il naturale equilibrio millenario di ogni popolo e che invece, un laido gruppo di balordi globalisti, vorrebbe minare per far saltare quel che siamo.

la coratella.JPG

fagioli co' le cotiche.JPG

i rigatoni co' la pajata

la trippa

carciofi e patate

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Sia ben chiaro: da Romani trattiamo di ricette romane; ma da Ragusa a Bolzano ce ne è per tutti i gusti.

A questo link del nostro blog troverete esercenti “certificati” nella loro ortodossia produttiva e professionale da cui rifornirvi e servirvi serenamente…

https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2011/05/08/guida-dvracrvxiana-a-locande-ristori-e-commestibili-identitarii/

maritozzi co' la panna

HELMUT LEFTBUSTER, CUGA e TESS LA PESCH – Aristocrazia Dvracrvxiana –

IL NOMADISMO E’ CONTRO NATURA

aprile 12, 2016

Sciocco attribuire latenti responsabilità al “progetto Erasmus” per il tragico incidente, fatale come ogni incidente, occorso alle studentesse italiane in Spagna.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/21/news/spagna_tragedia_bus_sette_le_vittime_italine_indagato_l_autista-135961306/

Tuttavia altrettanto ipocrite suonano alcune “excusationes non petitae” avanzate da certa stampa circa l’accaduto, e volte a blindare da qualsiasi critica quel “nomadismo del sapere” tipico di progetti come l’Erasmus che sono i classici totem del Pensiero unico globalista.
http://www.corriere.it/cronache/16_marzo_21/incidente-spagna-terribile-ma-non-lasciamoci-spaventare-erasmus-cosa-migliore-nostri-ragazzi-2a18c346-ef4b-11e5-9957-88f22239b898.shtml

Ebbene, senza Marco Polo qualcosa sarebbe mancato all’Occidente; ma un Occidente fatto di soli Marco Polo sarebbe stato un Occidente deserto. Insomma, un po’ di buon senso non guasterebbe: e quale miglior buon senso è possibile scovare in natura che non quello propostoci dalle immanenti leggi della fisica? E vi risulta forse che in tale ambito esistano esempi di inclinazione e gaudio da parte di elettroni e protoni nell’eseguire orbite più ampie di quelle strettamente necessarie alla naturale preservazione energetica dei vari elementi costitutivi della materia?
Insomma, il movimento costa energia, fatica, dispersione e distrazione; quindi per giustificarlo occorrono argomenti eccezionali. Certo, nelle giuste proporzioni il movimento può produrre vantaggi conoscitivi, arricchimento culturale, divertimento. Ma tutto questo non può assurgere ad imperativo categorico quale invece i globalisti hanno reso l’emigrare, l’esportare, l’andare a studiare altrove, come se tutto ciò fosse scevro da quei costi dovuti all’artificiosità ideologica d’una deroga al principio fisico di base per cui è la stasi lo stato ergonomico ideale in natura, non il moto.

Quanto al mantra secondo il quale le popolazioni nomadi sarebbero le uniche portatrici di cultura, oltre che idiota, è un palese controsenso logico: la cultura si produce in un luogo ben preciso all’interno di un’unità di tempo ben determinata; essa non è mai stata il frutto di quattro zingarate estemporanee.
Piuttosto è vero il contrario: un ossessivo e continuo miscuglio impedisce qualsiasi sedimentazione culturale creando apolidia psicologica, confusione e superficialità spirituali. L’uomo ha sempre avuto bisogno della caverna per identificarsi in qualcosa di proprio, e ha sempre segnato solchi concentrici per cercare di delimitare un settore circondariale che raccogliesse caverne simili al suo interno, senza mai fare più strada necessaria di quella che l’orografia e i limiti geografici gli hanno suggerito e consentito.
Invertire questi fattori può soltanto servire a creare una società globale regressiva, approssimativa e pertanto dominabile da asettici fattori consumistici (come il denaro) a totale svantaggio di quelli ideali e spirituali per favorire i quali resta invece imprescindibile una tradizionale coesione identitaria.

Un uomo troppo incline a spostarsi non saprà mai soffermarsi su chi e su che cosa egli sia, ovvero sulla più embrionale riflessione filosofica che l’uomo stesso possa fare per progredire.

HELMUT LEFTBUSTER

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