IL NOMADISMO E’ CONTRO NATURA

Sciocco attribuire latenti responsabilità al “progetto Erasmus” per il tragico incidente, fatale come ogni incidente, occorso alle studentesse italiane in Spagna.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/21/news/spagna_tragedia_bus_sette_le_vittime_italine_indagato_l_autista-135961306/

Tuttavia altrettanto ipocrite suonano alcune “excusationes non petitae” avanzate da certa stampa circa l’accaduto, e volte a blindare da qualsiasi critica quel “nomadismo del sapere” tipico di progetti come l’Erasmus che sono i classici totem del Pensiero unico globalista.
http://www.corriere.it/cronache/16_marzo_21/incidente-spagna-terribile-ma-non-lasciamoci-spaventare-erasmus-cosa-migliore-nostri-ragazzi-2a18c346-ef4b-11e5-9957-88f22239b898.shtml

Ebbene, senza Marco Polo qualcosa sarebbe mancato all’Occidente; ma un Occidente fatto di soli Marco Polo sarebbe stato un Occidente deserto. Insomma, un po’ di buon senso non guasterebbe: e quale miglior buon senso è possibile scovare in natura che non quello propostoci dalle immanenti leggi della fisica? E vi risulta forse che in tale ambito esistano esempi di inclinazione e gaudio da parte di elettroni e protoni nell’eseguire orbite più ampie di quelle strettamente necessarie alla naturale preservazione energetica dei vari elementi costitutivi della materia?
Insomma, il movimento costa energia, fatica, dispersione e distrazione; quindi per giustificarlo occorrono argomenti eccezionali. Certo, nelle giuste proporzioni il movimento può produrre vantaggi conoscitivi, arricchimento culturale, divertimento. Ma tutto questo non può assurgere ad imperativo categorico quale invece i globalisti hanno reso l’emigrare, l’esportare, l’andare a studiare altrove, come se tutto ciò fosse scevro da quei costi dovuti all’artificiosità ideologica d’una deroga al principio fisico di base per cui è la stasi lo stato ergonomico ideale in natura, non il moto.

Quanto al mantra secondo il quale le popolazioni nomadi sarebbero le uniche portatrici di cultura, oltre che idiota, è un palese controsenso logico: la cultura si produce in un luogo ben preciso all’interno di un’unità di tempo ben determinata; essa non è mai stata il frutto di quattro zingarate estemporanee.
Piuttosto è vero il contrario: un ossessivo e continuo miscuglio impedisce qualsiasi sedimentazione culturale creando apolidia psicologica, confusione e superficialità spirituali. L’uomo ha sempre avuto bisogno della caverna per identificarsi in qualcosa di proprio, e ha sempre segnato solchi concentrici per cercare di delimitare un settore circondariale che raccogliesse caverne simili al suo interno, senza mai fare più strada necessaria di quella che l’orografia e i limiti geografici gli hanno suggerito e consentito.
Invertire questi fattori può soltanto servire a creare una società globale regressiva, approssimativa e pertanto dominabile da asettici fattori consumistici (come il denaro) a totale svantaggio di quelli ideali e spirituali per favorire i quali resta invece imprescindibile una tradizionale coesione identitaria.

Un uomo troppo incline a spostarsi non saprà mai soffermarsi su chi e su che cosa egli sia, ovvero sulla più embrionale riflessione filosofica che l’uomo stesso possa fare per progredire.

HELMUT LEFTBUSTER

nomadismo.jpg

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: