IL NOSTRO ESTREMO SALUTO AL PARLAMENTARE RADICALE

Caro Marco, non ci sei più esattamente come è accaduto e sempre accadrà ad ogni uomo sulla faccia della terra. Quindi, tale circostanza nulla toglie e nulla aggiunge all’opinione che ogni cittadino ha il diritto di avere su chi, come te, lo ha rappresentato in parlamento; anzi, l’aver abbandonato ogni contingenza terrena, ti rende ancora più impermeabile agli incombenti disastri che da politico hai contribuito ad alimentare sulla pelle di chi, dal nostro punto di vista, li ha soltanto subiti suo malgrado.

Dimostrare che le tue battaglie cosiddette “civili” abbiano contribuito a migliorare il paese è ben arduo: con il tuo “divorzio” hai inceppato un meccanismo sociale ed ereditario che bene o male funzionava da tempo, senza che – è fuor di dubbio – la vita affettiva degli italiani ne abbia ricevuto un qualche giovamento.

Con la tua cannabis ed la tua scarsa devozione al salutismo, la categoria “giovani” degli ultimi decenni si è “inzombita”, inflaccidita e, non ce ne voglia nessuno, anche un po’ rincoglionita.

Con la tua ossessione abortista, si è verificato un tale buco generazionale dagli anni ’70 in poi, che gli italiani si sono ridotti ad un popolo di vecchi “badati” da manovalanza straniera a basso costo, con un baratro previdenziale incalcolabile incombente sul loro futuro.

Con la tua prosopopea giacobina, che ha sempre millantato una equidistanza ideologica fra destra e sinistra (prosopopea puntualmente tradita da quel vezzo di chiamare “compagni” i tuoi sodali radicali), la classe politica nazionale è solo peggiorata, e, in poche parole, oggi stiamo tutti peggio.
Di che cosa, dunque, dovremmo ringraziarti?!

Anche la coerenza politica non è mai stata il tuo forte: hai appoggiato Berlusconi non IL NOSTRO ESTREMO SALUTO...meno dei suoi avversari; e il tuo partito si è sempre aggregato a politiche globaliste e mondialiste senza mai occuparsi dei destini dei propri connazionali, né di condurre autentiche battaglie a difesa della produzione autoctona e dell’autodeterminazione dei popoli.
Voi radicali siete ancora gli unici a non aver accettato il fallimento dell’Esperanto, l’assurda lingua globale (con cui avreste volentieri sostituito le lingue nazionali) che, per fortuna, è rimasta un vacuo progetto pulcinellesco.

E per concludere, anche il tuo commiato, contraddistinto dalla languida lettera al pontefice votata unicamente ad ossequiarne la cieca fede immigrazionista, e non certo quella cattolica dalla quale ti sei sempre tenuto alla larga, è intriso dell’ormai diabetica mistificazione su chi siano i veri “ultimi” e “bisognosi” del film: vigorosi ragazzotti che sbarcano a Lesbo come a Lampedusa coi navigatori satellitari hanno ben poco di meritevole rispetto ai bambini che giacciono nei centri oncologici sprovvisti di fondi, ai malati terminali che stazionano nelle corsie per mancanza di posti, agli anziani abbandonati da figli ingrati che quelli come te hanno contribuito a diseducare rispetto ai valori tradizionali, ai licenziati che si suicidano per la disperazione: categorie delle quali non rammentiamo tu ti sia mai ricordato, tantomeno in questo tuo ultimo saluto al mondo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/20/marco-pannella-lultima-lettera-a-papa-francesco-ti-voglio-bene-davvero/2749026/

Pertanto, da Esseri umani non ti neghiamo foscolianamente l’umana pietas che si riserva ad ogni defunto; ma da cittadini, la nostra stima puoi scordartela.

HELMUT LEFTBUSTER

 

 

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