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IL LECCACULISMO DEGLI INTELLETTUALI DI SINISTRA CHE SI FINGONO LIBERI COL VUOTO ALIBI DEL RIFORMISMO

giugno 8, 2016

Ha ragione Sua Benignità: sono 30 anni che le cose non cambiano. Già, poiché sono 30 anni il leccaculismo...che gli intellettuali di sinistra, fingendosi rivoluzionari e progressisti, fanno gli imbonitori della catastrofe del loro popolo e di un’intera civiltà sponsorizzando le peggiori nefandezze deliberatamente commesse dalla penosa classe politica che li foraggia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/02/referendum-riforme-benigni-cambia-verso-ho-dato-una-risposta-frettolosa-con-la-mente-scelgo-il-si/2789238/

Ma lo squallore raggiunge l’apice quando questi giullari strapagati hanno la sfiga di dover sostenere non l’opposizione, come accadeva con la Sinistra dell’ era Berlusconi, ma chi governa senza nemmeno essere stato eletto: e allora, non potendo più recitare la parte dei “ribelli”, devono giustificare il loro leccaculismo mascherandolo da “libera opinione personale”. La stessa libera opinione che la loro ideologia totalitarista ha calpestato per decenni e continua a calpestare, come avvenuto di recente con l’epurazione dei giornalisti Rai critici verso Renzi.

Grazie, Vostrà Benignità: il leccaculismo di gente come Lei ci aiuta a smascherare ogni giorno di più la malafede degli occhialuti sessantottini che ammorbano l’aria della libertà e della bellezza.
E guardi un po’ chi è d’accordo con noi?!
http://www.ilgiornale.it/news/politica/fo-sconvolto-benigni-verr-ripagato-renzi-1266895.html

HELMUT LEFTBUSTER

VOTO POSTALE: PERFETTO ESEMPIO DI DISTACCO DALLA REALTA’ DEL PROGRESSISTA CHE VIVE SEMPRE “ALTROVE”

giugno 4, 2016

Può l’esito d’un’elezione presidenziale di un territorio X essere deciso da emigrati che vivono e vegetano in un territorio Y ?
E’ quanto è successo recentemente in Austria, ove il “cattivissimo” candidato di destra è stato battuto per una manciata di voti “postali” dal suo avversario.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/elezioni-austria-media-ha-vinto-il-verde-van-der-bellen-battuto-il-nazionalista-hofer/2755527/

Naturalmente tale esito è stato salutato dal sinistrume nostrano con un sospiro di sollievo; e qui scatta il primo dei tanti corti-circuiti tipici del conformismo “gauche”: la sinistra, che se ne è sempre fottuta della natività come valore di cittadinanza, si bea dei voti dei nativi austriaci residenti all’estero solo nel momento del bisogno “elettorale”. Ma come? Non siamo tutti cittadini del mondo? Però come li ciucciano i voti dei “connazionali” che pur son lontani!

Del resto, per i companeros, i migranti hanno sempre avuto un fascino assoluto anche nella loro accezione “emigrante”: lasciare schifati la propria terra d’origine, infatti, è per il sinistro d.o.c. un vezzo irrinunciabile quanto il ventaglio per una madamina col neo disegnato sulla guancia.

Ma affrontiamo il tema cruciale della nostra riflessione: come mai chi non respira le problematiche del proprio paese, non vivendoci, tende a votare progressista? Forse che tale accezione politologica risulti in assoluto essere la più prossima alla sfaccendatezza, al disimpegno, al mettersi la coscienza a posto semplicemente snocciolando rosari buonisti senza dover mai incorrere nelle controindicazioni che la quotidianità comporta?
E’ facile fottersene dei treni pieni, degli ospedali inavvicinabili, della criminalità forsennata che ci assedia, quando magari si vive in una villa nella Confederazione Elvetica o nel Principato di Andorra.

Ma per osservare tale fenomeno non è indispensabile ricorrere a forbici spaziali così ampie: basta guardare come votano i radical-chic che vivono negli attici dei quartieri bene, rispetto al proletario a cui viene messo il centro d’accoglienza vicino casa, facendone diventare il quartiere una “banlieu”.
Bella la vita, eh companeros?!
HELMUT LEFTBUSTER