VOTO POSTALE: PERFETTO ESEMPIO DI DISTACCO DALLA REALTA’ DEL PROGRESSISTA CHE VIVE SEMPRE “ALTROVE”

Può l’esito d’un’elezione presidenziale di un territorio X essere deciso da emigrati che vivono e vegetano in un territorio Y ?
E’ quanto è successo recentemente in Austria, ove il “cattivissimo” candidato di destra è stato battuto per una manciata di voti “postali” dal suo avversario.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/elezioni-austria-media-ha-vinto-il-verde-van-der-bellen-battuto-il-nazionalista-hofer/2755527/

Naturalmente tale esito è stato salutato dal sinistrume nostrano con un sospiro di sollievo; e qui scatta il primo dei tanti corti-circuiti tipici del conformismo “gauche”: la sinistra, che se ne è sempre fottuta della natività come valore di cittadinanza, si bea dei voti dei nativi austriaci residenti all’estero solo nel momento del bisogno “elettorale”. Ma come? Non siamo tutti cittadini del mondo? Però come li ciucciano i voti dei “connazionali” che pur son lontani!

Del resto, per i companeros, i migranti hanno sempre avuto un fascino assoluto anche nella loro accezione “emigrante”: lasciare schifati la propria terra d’origine, infatti, è per il sinistro d.o.c. un vezzo irrinunciabile quanto il ventaglio per una madamina col neo disegnato sulla guancia.

Ma affrontiamo il tema cruciale della nostra riflessione: come mai chi non respira le problematiche del proprio paese, non vivendoci, tende a votare progressista? Forse che tale accezione politologica risulti in assoluto essere la più prossima alla sfaccendatezza, al disimpegno, al mettersi la coscienza a posto semplicemente snocciolando rosari buonisti senza dover mai incorrere nelle controindicazioni che la quotidianità comporta?
E’ facile fottersene dei treni pieni, degli ospedali inavvicinabili, della criminalità forsennata che ci assedia, quando magari si vive in una villa nella Confederazione Elvetica o nel Principato di Andorra.

Ma per osservare tale fenomeno non è indispensabile ricorrere a forbici spaziali così ampie: basta guardare come votano i radical-chic che vivono negli attici dei quartieri bene, rispetto al proletario a cui viene messo il centro d’accoglienza vicino casa, facendone diventare il quartiere una “banlieu”.
Bella la vita, eh companeros?!
HELMUT LEFTBUSTER

 

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