Archive for ottobre 2016

Ciao, Pete.

ottobre 25, 2016

La gratitudine è l’unico sentimento doveroso di un Uomo; persino l’amore può essere facotativo rispetto ad essa.
E quindi ti dico: grazie, Pete.
Grazie per essere stato un prezioso compagno di vita; grazie per avermi insegnato a cantare; grazie per avermi ispirato a posare; grazie per avermi accompagnato ad osare.
E sarà proprio in virtù di quest’ultimo ringraziamento che non mi esimerò dal biasimare post-mortem la tua debolezza del voler ad ogni costo perfezionare una già inarrivabile beltà fisica di nascita, anzichè con l’atletismo, con la chirurgia estetica.
Tanto abbiamo il dovere di plasmare il nostro corpo col virile lavoro sportivo, per adorarlo allo specchio e deliziarvi i Giacinti il più a lungo possibile, quanto non abbiamo il diritto di manipolarne l’aspetto attraverso scorciatoie femminuccesche. Tu l’hai fatto, hai sbagliato e hai pagato un prezzo sconsiderato a 57 anni.
Ti dovevo queste parole poiché l’ipocrisia non è mai appartenuta a nessuno dei due.

Ma ora è l’ora d’un’eterna carezza, Amico mio adorato, a cui affido il mio bagnato silenzio e le condivise parole di un tuo grande compagno ti viaggio (e, nonostante siano in pochi a saperlo, ex membro dei primissimi Dead Or Alive), che pure non ti ha lesinato l’affettuoso riconoscimento pubblico che si deve agli Immensi.

G/Ab SVENYM VOLGAR dei XACRESTANI (Deviate Damaen)
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<<I’m sat in a dressing room in Bratislava and just received the devastating news that my Ol’ mucker Pete Burns (of Dead or Alive) has sadly passed away. I can’t believe it. Pete was and will remain quite possibly the most naturally talented person I have ever worked with. Always larger than life, which sometimes tended to obscure that fact, with the quickest and most wicked tongue, he was always huge fun to be around. I loved Pete and learnt so much from him. Today is indeed a very sad day for me. Pete will always live large, and very fondly, in my memory. RIP, dear friend.>>ciao-pete-4
WAYNE HUSSEY

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CHI LASCIA VINCE!

ottobre 18, 2016

 

Il “passatempo” inaugurato dall’ antropologa Ida Magli, e da Noi gustosamente coltivato, di immortalare per i boschi, sotto le acque e dentro le rocce, forzieri digitali strapieni di Glorie d’Occidente con il precipuo intento di salvaguardarne verità e bellezza dai sabotaggi della frustrazione ideologica, a quanto pare, ha predecessori illustri…
http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/mussolini-messaggio-posteri-49642/

Del resto, logica vuole che l’ostentazione di ciò che si è non possa restare altro che prerogativa degli intellettualmente onesti e degli esistenzialmente fieri.
http://www.qelsi.it/2014/dopo-loccidente-ida-magli-spiega-come-salvare-leuropa-da-politicamente-corretto-e-multiculturalismo/

Invece voi, spilorci cultori della massificazione, mediocri consumatori dello snack sottocosto, segaioli del presente senza passato e senza identità, siete condannati a non avere futuro.
Godetevi, dunque, il fugace gaudio delle tristi cucchiaiate di pappone che state riuscendo a scodellare in giro; ma qui, sul Sentiero degli Dei, a lasciare tracce indelebili di ciò che fummo, siamo Noi!
Arrampicatevi, se avete gambe e non soffrite di vertigini; ma soprattutto se avete qualcosa da lasciare!

G/Ab & GIAMO G. LAERTE & DEVIATE DAMAEN

CHI LASCIA VINCE 1.JPGCHI LASCIA VINCE 2.JPGOLYMPUS DIGITAL CAMERACHI LASCIA VINCE 3.JPG

MENTRE A LONDRA SI TACE DELLE VIOLENZE SUI MINORI, QUI SI TRASFORMA IL VOTO DA DEMOCRATICO IN “DEMOGRAFICO”

ottobre 17, 2016

Il nesso logico fra queste due notizie è molto semplice: a Londra, prima città europea a mentre-a-londra-siritrovarsi un sindaco islamico (eletto quindi grazie alla sommatoria fra voti laburisti e quelli degli immigrati), scoppia l’ignobile scandalo mediatico per un silenzio quasi decennale relativo a violenze su minori perpetrate, dati della polizia alla mano, da cittadini di origine straniera, come riporta “Il Fatto Quotidiano” (e non “Libero” o “Il Giornale”)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/28/londra-1-400-bimbi-stuprati-a-rotheram-bufera-sulle-autorita-sapevano-dal-2010/1101435/

Già, perché finché la pedofilia è roba da alti prelati, qualche sessantottino forforoso e con la maglietta del Che bella alonata sotto le ascelle ancora ci va a nozze; ma se il fenomeno arriva a coinvolgere una comunità straniera, la protesta dei paladini dei “diritti umani” si fa improvvisamente stitica.

Qui da noi, intanto, in alcune realtà locali, amministratori di sinistra fanno votare in massa i rifugiati assicurandosi così un suffragio tanto sleale quanto etnicamente polarizzato a discapito dei naturali equilibri democratici della comunità che paga loro lo stipendio.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/strane-elezioni-vittorio-veneto-vogliono-far-votare-pure-i-1309583.html

Ebbene, di questo passo, non impiegheremo molto a divenire come Londra, dove il concerto fra il politicamente corretto che tacita i crimini degli immigrati e il massivo coinvolgimento di questi nelle elezioni amministrative ha sugellato un fatale ed irreversibile circolo vizioso che non promette nulla di buono.
Lo scrittore francese progressista Houellebecq aveva previsto tutto nel suo libro “Sottomissione”; ma sarebbe meglio evitare di dover ringraziare le Cassandre per il cortese preavviso, mentre i nostri figli vengono stuprati senza che nessuno si disturbi a denunciarlo.

http://www.ilpopulista.it/news/16-Maggio-2016/1009/-Sottomissione—il-best.html

HELMUT LEFTBUSTER

 

 

 

CATONE IL CENSORE E I FICHI CARTAGINESI

ottobre 6, 2016

“Carthago delenda est!”: Cartagine deve essere distrutta!
Con questo monito, Marco Porcio Catone, passato alla storia come Catone il Censore, soleva chiudere i propri discorsi al Senato romano negli anni compresi fra il 149 e il 146 a.C. E cioè fino a quando la città nemica giurata di Roma non venne distrutta ad opera di Scipione l’Africano, nel corso della terza Guerra Punica.

Catone, con gran lungimiranza, riteneva che Cartagine, in quel momento, costituisse il maggiore pericolo per la Città eterna. Tuttavia, molti senatori non volevano dargli ragione, ritenendo, il più delle volte in malafede, che Cartagine fosse talmente lontana dalle rive del Tevere da non rappresentare alcuna minaccia per i Romani.

Per convincere i colleghi, un giorno Catone si presentò in Senato con un bel cesto di fichi, catone-il-censore-e-i-fichiinvitando tutti ad assaggiarli; invito accettato di buon grado, dato il succulento aspetto dei frutti che, difatti, si rivelarono buoni e freschi come fossero appena colti!

A quel punto, Catone, che fino ad allora aveva osservato la scena in silenzio, limitandosi ad assumere un’espressione divertita, disse: “Ebbene, senatori, sappiate che i fichi che avete or ora gustato provengono da Cartagine!…”. Imbarazzati, i Padri Coscritti incassarono il colpo, compresero l’antifona e si convinsero a votare per la distruzione della potenza africana che, infatti, di lì a poco, verrà annientata.

Ebbene, dar ragione domani a chi già c’aveva visto giusto ieri, oltre che sciocco, può rivelarsi molto pericoloso.

HELMUT LEFTBUSTER