GIA’ UGO FOSCOLO INTRAVEDEVA LA SINISTRA MANO DEL GLOBALISMO NEL TENTATIVO DI SOPPRESSIONE DELLA LINGUA LATINA

Come sempre dal Passato arrivano i migliori insegnamenti di libertà, di resistenza e di coraggioso irredentismo; ed è per questo motivo che l’Oscurantista di ogni epoca non perde occasione per tentare di occultarne le tracce.
E’ in corso un evidente tentativo di sradicamento, lo sappiamo; va tuttavia considerato che non si tratta d’un fenomeno storico così inedito, tenendo conto del fatto che gli attuali nemici dell’identità sono gli stessi di sempre, e, quindi, anche gli stessi dei tempi di Foscolo.
In particolare, il regime napoleonico, frutto perverso del peggior giacobinismo laicista post-rivoluzionario e pluto-massonico, si rivelò la più letale minaccia anti-imperiale, travisata da “grandeur bonapartiana”.

Napoleone proverà a decretare a tavolino la fine di quel Sacro Romano Impero che già un suo “illustre” predecessore, Carlo Il Calvo (“le premier roi de France”, come è spesso citato) aveva tradito.
Ma non ci riuscìrà, poiché, nonostante la deposizione della corona romano-imperiale da parte di Francesco II seguita alla disfatta di Austerlitz, la Restaurazione riconsacrerà di lì a poco quella naturale consecutio politica inaugurata da Carlo Magno e durata un intero millennio; millennio non certo cancellabile con qualche timbro e con la firma di un imperatore austriaco pavido e probabilmente complice degli stessi giacobini.

Ebbene, Ugo Foscolo rilancia, attraverso un’epopea letteraria venata di militanza e provocazione politica, quel sogno di “italianità” figlia di Roma cavalcato dall’Alighieri cinque secoli prima.

Ben meno nota della tematica sull’importanza testimoniale dei sepolcri e della feroce condanna dell’editto napoleonico di Saint Claud, col quale s’intendeva sottrarre il culto delle lapidi alla disponibilità dei cittadini attraverso bieche argomentazioni pseudo-sanitarie, questa apologia foscoliana della lingua latina che vi proponiamo è una strenua difesa di quella cultura classica minacciata dal nichilista assolutismo giacobino/napoleonico che vedeva nello studio del Latino un formidabile intralcio ai propri intenti globalisti e modernisti, gli stessi oggi portati avanti dagli attuali svenditori dell’identità occidentale.

https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2014/08/08/mondialisti-ostili-allinsegnamento-classico-come-i-batteri-lo-sono-allantibiotico/

Con tale composizione Foscolo rivendica il fondamentale ruolo identitario della memoria inscritta nel genoma linguistico di un popolo, sia in senso prettamente filologico, sia in uno più spirituale, connotando una volta di più la maggior parte delle proprie composizioni come “politiche”.

Lingua latina e tombe (con relativi nomi ed epigrafi) come testimonianza di glorie nazionali ed esempi di valore militante, dunque.
E allora non esitiamo a vitalizzare i componimenti foscoliani, affinché la loro eco possa giungere sino alle odierne coscienze addormentate carica del suo valore simbolico e identitario, attraverso letture, rescritti, immagini e persino musica: i goth-metallers Deviate Damaen inseriranno versi de “I Sepolcri” nell’intro del brano “Sacre Gesta Cavalcano Il Metallo” (terza traccia dell’album “In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur!”), affinché quei versi possano continuare a cavalcare il presente delle nuove generazioni al fine di preservare loro un futuro migliore.

La morte dei poeti è un fatto ineluttabile; ma tramandarne illibata la vis poetica dipende solo dai vivi.

HELMUT LEFTBUSTER

Foscolo

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