Archive for the ‘ARTICOLI DVRACRVXIANI’ Category

CESSIONE DI SOVRANITA’ O SUICIDIO DI CIVILTA‘ ?!

maggio 6, 2018

Bere acqua disseta. Guardare un prato distende. Fare una carezza alla propria nonna è regalare dell’amore che sarà per sempre.

Sono tutte verità logiche inoppugnabili, destinate a deridere qualsiasi tentativo ideologico di confutarne l’effettualità.

Altresì, cedere sovranità a qualsiasi organismo (umano o politico) alternativo al proprio, non potrà che apportare vantaggi al cessionario e svantaggi al concedente. Impossibile derogare da un tale esito logico, salvo mentire e mentirsi deliberatamente, magari al prezzo di qualche vile regalia ideologica o finanziaria.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2012/13-ottobre-2012/assegni-sociali-non-spettantidenunciati-88-immigrati-2112238736028.shtml

Certo, resta difficile capire quali possano essere i vantaggi di un’intera classe politica nello svendere ad organismi alieni la medesima terra che abita e che sfama i suoi figli: poiché i politici sono anche cittadini, e salvo abbiano in mente un qualche esodo lunare successivo all’aver affossato il proprio pianeta nativo, il proprio continente, il proprio popolo, sarà difficile che tali politici riescano a godersi in casa propria gli sfavillanti prodotti del loro apocalittico tradimento.

Quindi non resta che pensare a tali individui come a degli invasati, a dei pazzi, a gente indottrinata a covare odio ancestrale verso il proprio conterraneo; gente che blatera senza sosta di “solidarietà verso i poveri del mondo”, di “arricchimento culturale della globalizzazione” e di “competitività per la crescita”, senza dimostrare mai alcun ragionevole collegamento reale fra tali concetti e le nefaste conseguenze che gli stessi stanno generando sui nostri conterranei.

E a chi invoca lo Jus Soli e le cittadinanze elargite come confetti del discount, ricordiamo che tali istanze si implementano per gran parte su un reato, quello di immigrazione clandestina. Non è chiaro sin dove questi “distruttori di civiltà” vogliano spingersi, ma è bene ricordare da quali fenomenologie criminali nascano le loro belle intenzioni, dato che, a tutt’oggi, entrare in Italia illegalmente è ancora un crimine; e tentare di sanarlo stravolgendo una tradizione giuridica millenaria come lo Ius Sanguinis equivale a sconfessare la volontà democratica che lo ha reso e continua a renderlo tale, nonostante alcuni subdoli giochetti politici volti a derubricarlo da reato a semplice “marachella”.

Concludendo, chi non sceglie il Proprio, preferendogli l’alterità, infligge a se stesso e a tutti coloro che gli sono attigui una sorta di suicidio assistito; poiché ogni anfratto d’universo, iniziando dalle dita di una mano, è contraddistinto da un “limes” che ne delimita la natura, la morfologia l’identità ontologica e l’appartenenza: acqua, prati, nonni e amore non potranno mai esser confusi fra loro né con niente e nessuno.

Tuttavia, nonostante le lucide consapevolezze logiche sin qui esposte, c’è ancora chi rema contro convinto di fare la cosa giusta; ebbene va combattuto, certo, ma non prima d’averne compreso le formule argomentative che ne sostengono la strategia mediatica. Poiché solo col giusto raziocinio si potrà sconfessare l’irragionevolezza tipica d’una beghina schiavitù ideologica. (foto a seguire).

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caso-lodi-lospedale-nessun-protocollo-pro-islam-solo-1522493.html

HELMUT LEFTBUSTER

1

 

2

 

 

5

4.JPG

6

7

8

9

10

11

Annunci

PUR DI DIFENDERE I MIGRANTI, ANCHE I “COMPAGNI” CHIAMANO LA POLIZIA E INVOCANO LA SOVRANITA’ NAZIONALE

aprile 1, 2018

Ormai i “corti circuiti” dell’incoerenza ideologica del compagnume si sprecano. Ed è una comica dietro l’altra.

http://www.lastampa.it/2018/03/30/cronaca/bardonecchia-i-doganieri-francesi-fanno-irruzione-nella-sede-dei-medici-che-difendono-i-migranti-V3CrBDNZMNfxgJHchjYdvJ/pagina.html

 

Sia chiaro: non entriamo nella disputa Italia-Francia, lasciando ampia riserva circa l’arbitrio procedurale commesso dai doganieri francesi, per giudicare il quale occorrono competenze tecniche di cui non disponiamo.

Quel che ci interessa goderci è la solita ipocrisia dei companeros: di solito non fanno che inveire contro “ordine e sicurezza”, esaltano chi pesta poliziotti e carabinieri alle manifestazioni, ci ossessionano coi loro sordidi mantra del “cedere sovranità” e del “nostra patria è il mondo intero”. Ma non appena si tratta di “migranti”, chiamano in soccorso la mamma, la fidanzata.. e pure la polizia italiana, rivendicando quella sovranità nazionale e quella sacertà dei confini su cui gli altri 364 giorni l’anno scatarrano beatamente.

E intanto questi damerini di merda continuano a giocare all’autoscontro con le nostre vite…

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/terrore-santuario-pompei-algerino-si-lancia-lauto-1510530.html

…o a fare direttamente i macellai.

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2018/03/29/news/armato-di-tre-coltelli-tunisino-preso-e-rilasciato-1.16647704

…e voi che vi incazzate tanto coi doganieri francesi…non dite niente?!

HELMUT LEFTBUSTER

PUR DI DIFENDERE I MIGRANTI ph

CHI NON HA AVUTO SOCRATE POTRA’ MAI ESSERE COME CHI SOCRATE AVUTO LO HA?!

dicembre 23, 2017

<<Hai fatto il classico, vero?>> <<sì, perché?>> <<beh, si sente da come parli>>.
Se già colloquiando tra persone comunque erudite, è possibile avvertire la differenza fra una preparazione di stampo scientifico ed una di stampo umanistico, è mai possibile ritenere che chi proviene da culture e civiltà totalmente profane di tutto questo possa improvvisamente far proprie prerogative spirituali, intellettuali e filosofiche che non gli sono mai appartenute?!

Qui non parliamo di valore personale né tantomeno di dignità umana; e non parliamo neppure del maggior pregio di una preparazione scolastica rispetto ad un’altra, poiché qualsiasi corso di studi ha la sua ragion d’essere se intrapreso in armonia alle attitudini di chi lo sceglie.

No, qui parliamo di sedimentazione culturale e di valori fondanti condivisi che non potranno mai essere uguali in tutte e per tutte le culture; parliamo di “modalità sociologiche”, di “canoni valoriali”, e di “metabolizzazione etica del significato e del rilievo della vita umana” che non saranno mai equivalenti presso tutte le civiltà.
Chi non ha avuto Socrate, Platone, Terenzio, Petrarca e Machiavelli nel proprio vissuto collettivo, potrà mai aver visto evolvere la propria coscienza sociale e la propria spiritualità alla stregua di chi costoro li ha con sé da sempre?!

E appare tanto più paradossale che il relativismo culturale sia predicato proprio da quegli intellettuali che in patria soloneggiano di cultura umanistica per mantenere quelle distanze dal “popolino” che li fanno sentire così superiori ad esso, mentre poi, sui loro strapagati editoriali mondialisti, cianciano di multiculturalismo e di inculturazione, alimentando quello stolto bombardamento mediatico secondo il quale “siam tutti cittadini del mondo” e quindi non esisterebbero differenze fra i riverberi comportamentali e socioculturali di chi Socrate lo ha avuto e quelli di chi Socrate avuto non lo ha.

A poco serve che tali intellettuali invochino presunti “socrati” esistiti anche nelle altre culture: poiché non usciranno nomi specifici dalle loro meningi, ma solo vacue disquisizioni secondo cui l’Occidente, col suo colonialismo, avrebbe tarpato le ali al proliferare di socrati altrui, in realtà mai esistiti per il semplice fatto che le altre civiltà non li hanno mai prodotti. Dato, codesto, che non le rende necessariamente migliori o peggiori della nostra, ma differenti sì.

Il peggio vero è che quei soloni preferiscono credere (e far credere) che la barbarie attualmente dilagante nelle terre di Socrate dipenda dalla decadenza delle nostre genti, le quali, pur avendolo avuto, ne avrebbero poi tradito la saggezza, anziché considerare il dilagare di tale barbarie frutto d’una globalizzazione approdata di prepotenza ai lidi d’Occidente senza tener conto neppure di chi Socrate sia stato, figurarsi averne respirato gli insegnamenti.

L’Europa non può essere il rene culturale del mondo: è troppo piccola, troppo anziana e troppo stanca. A ognuno la propria terra, la propria storia e i propri filosofi.

HELMUT LEFTBUSTER

chi non ha avuto Socrate 1

chi non ha avuto Socrate

RIFLESSIONI LOGICHE SULLA CONGENITA NATURA STATICA (e quindi pacifica) DELL’IDENTITARIO

ottobre 27, 2017

Sui concetti di pace e di pacifismo si scarrucola spesso, troppo spesso. Questo accade perché nell’analisi dei vocaboli ci si limita a considerare categorie preconfezionate e iconografizzate a tutto vantaggio della mistificatoria propaganda globalista, dove il Prussiano col puntale sull’elmetto fa da contraltare all’Americano liberatore e scanzonato; eppure il primo, dritto come un fuso e carico di medaglie, difendeva la sua terra che, salvo qualche sporadico (e sfigato) episodio colonialista in Camerun e in Messico, è sempre rimasta un fazzoletto d’Europa; mentre il secondo, fra una ciancicata di chewingum e un batter di mani di gospel, ha prima commesso genocidi a danno delle civiltà precolombiane, e poi, non pago di ciò, ha colonizzato l’intero Occidente e non solo con le armi.

Il Sacro Romano Impero (perché questo è stata la Germania per 1000 anni, rispetto all’esigua parentesi politica sviluppatasi fra le due guerre) non ha mai avuto colonie; non ha avuto Commonwealth, non ha sterminato gli Incas, non ha costretto i Pellerossa a vivere nelle riserve. Ha partecipato a qualche Crociata, è vero, ma non dimentichiamoci che la “Terra Santa”, agli occhi d’un Europeo dell’XI secolo, era una prefettura romana invasa dagli infedeli. Del resto, dall’editto di Caracalla in poi, che cosa poteva mai rendere un Romano cristiano diverso da un Ottomano infedele, se non l’appartenenza etnica e religiosa?!

Lo stesso Impero Romano ha visto sfiorire la propria Romanitas d’esportazione ben prima presso le conquiste meno etnicamente compatibili con lo “Spiritus Romanus” (come Cartagine o l’Egitto), sebbene più antiche, rispetto a quelle come la Pannonia e la Britannia, molto più tardive, ma etnicamente più armoniche ad esso e che a tutt’oggi rimangono zone d’Europa più culturalmente latinizzate della stessa Italia. Non ci domandiamo il perché?!

Dunque, se Pirandello c’insegna che stilare alla lavagna la classifica dei buoni e dei cattivi è ben ardua impresa nell’esigua contingenza delle cose umane, figuriamoci quanto possa esserlo in ambito storiografico.
Tuttavia possiamo provare ad usare la logica applicata alla ricerca storica, e vedere quali popoli nel passato si sono per lo più limitati a difendere la propria terra, e quali altri hanno invece girovagato a corrompere i confini altrui, sino ai nostri giorni.
Ebbene scopriremo che chi ha difeso la propria terra, rafforzando al suo interno la propria cultura e la propria identità, ha prodotto bellezza, arte e benessere per i propri cittadini; al contrario, quei popoli che hanno speso energie e risorse in una natura attaccabrighe e conquistatrice, alla fine hanno perduto anche il meglio di quel che erano in origine, imbastardendosi attraverso l’osmosi con le vittime delle proprie stesse conquiste.

Ora, seguendo l’impianto naturale della semina d’una terra, avremo un quadro ben più chiaro e meno ideologico del concetto di “contaminazione indesiderata” da parte di agenti esterni. Sono il clima, le latitudini, l’altitudine quei fattori che determinano le potenzialità e gli effetti performanti della vitalità di un territorio: semi, piante, animali prendono piede e forma unicamente in base ai parametri dettati dalla natura, che è attrice sovranamente autoreferenziale. Essa è il massimo grado di giudizio esistente, volendo escludere ipotesi creazioniste.

La natura sperimenta, certo, e ogni tanto prova a far volare qualche seme un po’ più in là per vedere se esso attecchisce anche dove è un po’ più caldo o un po’ più freddo rispetto alla terra d’origine del seme stesso, dove è un po’ più sabbioso o un po’ più fangoso: del resto senza tali tentativi non esisterebbe l’evoluzione, quella stessa evoluzione che ha reso ogni cosa il meglio di ciò che potesse essere.
Tuttavia, nel momento in cui a tale sperimentazione non segue un risultato proficuo, la natura decide che “non si può fare”, e cassa ipotesi successive di semina non proficua.

Ebbene a quali vantaggi avrebbe portato, sinora, il globalismo imperante dal dopoguerra in Europa? Maggiore benessere? Maggiore bellezza? Maggiore giustizia?
Ad ognuno sapersi dare la propria risposta; ma non prima d’aver alzato le tapparelle di casa e aver sollevato lo sguardo dal proprio tablet.

HELMUT LEFTBUSTER

RIFLESSIONI LOGICHE SULLA CONGENITA...

 

CHE COSA DISTINGUE 30 ENERGUMENI CHE ARRAFFANO IN UN SUPERMERCATO, DAGLI ZOMBIE DI ROMERO?

maggio 24, 2017

Nel celebre film horror la scena madre è proprio la razzia nel supermercato abbandonato ove gli zombie vagano impuniti in cerca di cibo di gratuita distribuzione.
L’unica differenza è che agli zombie non viene perdonato nulla, nemmeno l’esser vittime di un misterioso contagio indesiderato che rende le loro azioni incolpevoli; mentre a questi signorini, belli pasciuti e assolutamente consapevoli della disdicevolezza delle loro scorribande, si giustifica tutto e si concede qualsivoglia compatimento, nonostante l’aspetto tutt’altro che emaciato.
Incredibile, eh?!

http://sardegna.admaioramedia.it/cagliari-trenta-algerini-entrano-nel-supermercato-e-mangiano-nei-banconi-degli-alimentari-senza-pagare/

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/blitz-30-migranti-market-si-mangiano-tutto-senza-pagare-1342828.html

E a proposito di notizie poco plausibili, chiariamo anche noi, una volta per tutte, un CHE COSA DISTINGUE...punto sovente assediato dalla frustrazione di quelle anime belle che, non potendo sconfessare coi fatti una cronaca quotidiana sempre più scollata dal loro globale mondo delle meraviglie, innanzi a simili notizie prendono a gridare come inquisitori medievali: “è una bufala!”.
Ebbene, cari ragazzi, se un giornalista iscritto all’albo firma una notizia come quelle riportate dai link poco sopra, quella notizia è vera finché voi non lo trascinate in tribunale e non lo fate condannare per falso ideologico. Finché questo non avviene, le bufale siete voi.

HELMUT LEFTBUSTER

IL PAPA MONDIALISTA FUORI DAL TEMPO E DALLA LOGICA

maggio 18, 2017

Neanche, Doctor Who, il viaggiatore del tempo della fantascientifica serie omonima, si sarebbe mai sognato di tornare nel passato per giudicare (e male) la storia delle proprie traversie future.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_svezia_perdono_scomunica_martin_lutero_riforma-2055218.html

Così come neanche un bimbetto di terza elementare si sognerebbe mai, una volta giunto al liceo, di giudicare il suo rendimento secondo parametri valutativi non congrui rispetto al tenore d’un equilibrato apprendimento scolastico elementare.

Chi partecipa alla distorsione della verità storica contribuisce alla demolizione della memoria.
Chiedere scusa nel XXI secolo per i roghi accesi dall’Inquisizione nel medioevo equivale ad un sindaco di Roma che dovesse chiedere scusa per le guerre puniche al suo omologo tunisino.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/troppi-alunni-islamici-niente-messa-i-caduti-polemica-malo-1325694.html

Simili “fricchettonate” andrebbero lasciate agli spettacolini di certi teatri “off”, oppure a quegli articoletti da blog “gauche” letti da quattro radical-chic ai ritrovi vegani organizzati con prodotti “equi&solidali”.
Il nuovo corso mondialista dell’attuale pontificato è stato talmente “forzato” da necessitare di un evento estremo come l’abdicazione di un papa, che non si verificava dai tempi di Dante.
Un’autentica sostituzione di papa, dunque. Del resto “sostituire” è il loro sport preferito…

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12388235/immigrazione-limes-complotto-per-cacciarci-dall-europa-antonio-socci.html

HELMUT LEFTBUSTER

IL PAPA MONDIALISTA...

IL SINISTRO D.O.C. STORCE LA BOCCA DAVANTI ALLA CUCINA POPOLARE

febbraio 14, 2017

Il sinistrismo, oltre che essere un fenomeno antropologicamente misterioso per via dell’autoafflizione che puntualmente accompagna la natura dei suoi soggiogati, è altrettanto sconveniente per l’economia nazionale a causa dell’ossessione esterofila che ne contraddistingue il credo ideologico.

Di conseguenza, a causa della sua ostilità alla cucina popolare, esso non potrà che essere venefico anche per la salute di artigiani e produttori agroalimentari, nonostante i suoi politici di riferimento tentino in ogni modo di imbonirsi tali categorie con la favoletta delle esportazioni, al finale della quale il Paese sarà già bello che fallito e colonizzato.
Abbiamo visto più volte come la parola “populus” non piaccia al sinistrume; e dire che i nostri Padri Romani la equiparavano in sacralità persino a quella di Senatus (S.P.Q.R. , “Il Senato E Il Popolo Romano”); ecco, andate a dire oggi a un senatore “progressista” di stare in fila alle poste alla stregua di un qualunque altro suo concittadino..e sentirete che latinismi gli usciranno di bocca!
http://www.qelsi.it/2014/il-proletariato-e-un-concetto-troppo-identitario-per-essere-amato-dalle-sinistre/

Ebbene, se ci rechiamo in pescheria con uno di questi terzomondisti incalliti, state pur certi che acquisteranno prodotti di gran pregio come cernie, orate e aragoste; poco importa se tali pesci e crostacei saranno stati prelevati da un allevamento balcanico, nordafricano o vietnamita; l’importante è pronunciare la parola d’un pesce noto, costoso e “chic”, possibilmente dando del Tu al pescivendolo (ma facendosi dare da lui rigorosamente del Lei), ed escludendo qualsiasi riferimento alla cucina povera e popolare tipica della civiltà contadina o marinaresca nostrana.

Già, il Sinistro d.o.c. storcerà sempre la bocca innanzi ad una bella paranza di pesce il-sinistro-doc-storce-la-boccaeccessivamente plebeo, o all’idea di una bella zuppa con l’arzilla (quanti di voi sanno cos’è “l’arzilla”?!); di certo si schiferà davanti ad un semplice spaghettino con le telline, nonostante il sapore di tale mollusco superi in pienezza quello delle ben più gettonate vongole.
Del resto, non è un caso che i grandi ristoratori e chef parassitanti nei talent-show che affollano ogni genere di palinsesto abbiano tutti il culo targato a sinistra e cucinino solo delle gran ciofeche con cui sporcare piatti che verranno spacciati per opere d’arte.

E allora domandiamo agli ancora tanti poveri che votano quella parte politica: ma vi piace così tanto essere presi per il culo?
HELMUT LEFTBUSTER

CHI ACCUSA GRILLO DI INCOERENZA NON HA COMPRESO IL RUOLO FONDAMENTALE DEI 5 Stelle NEL PROGETTO GLOBALISTA

gennaio 9, 2017

Avete mai riflettuto sul fatto che, da quando ci sono i 5 Stelle, governa indefessamente il Pd e ci ritroviamo la Boldrini a Terza carica dello Stato?!

Ebbene, chi accusa Grillo di incoerenza e opportunismo politico non ha capito niente della reale “mission” dei 5 Stelle, di fatto i più biechi esecutori del progetto globalista. Peggio del Pd. Perché? Semplicissimo.

Il Pd e i partiti globalisti, facendo leva su ideologie terzomondiste e sensi di colpa colonialisti fuori dal tempo e dalla realtà, tentano da decenni di convincere gli elettori delle vecchie e stanche demografie europee, che favorire l’immigrazione sia opportuno e doveroso in nome di uno stravolto senso egalitarista e per cinici interessi economici sull’abbassamento del costo del lavoro.

Il ruolo di Grillo, invece, non è quello di convincere qualcuno di qualcosa, ma semplicemente quello di neutralizzare, drenandoli a sé, i potenziali consensi delle destre identitarie in crescita ovunque, in attesa degli stravolgimenti demografici in corso.
I 5 Stelle non hanno ideologia propria, sentono gli umori della “base” attraverso “la rete”.
http://www.qelsi.it/2013/grillo-e-la-gabbia-di-faraday/

Considerando che chi vota a destra ha già i suoi partiti di riferimento, quel significativo 20% di Grillo è costituito soprattutto da scontenti di sinistra a cui va aggiunta una pletora di demografia giovanile frutto di quella stessa trasformazione demografico-culturale nel frattempo azionata proprio da quelle sinistre di governo che Grillo finge di contrastare.
Quindi, se la demografia cambia come sta cambiando, anche la base dei 5 Stelle non potrà che cambiare orientamento, imponendo a Grillo scelte sempre più in linea con le tendenze europeiste e immigrazioniste.
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/m5s-divorzio-dallukip-farage-voto-online-decidere-1349119.html

Insomma, Grillo non si inventa nulla: va dove demograficamente stanno portando le chi-accusa-grillopolitiche del Pd; del resto, se così non facesse, rimarrebbe del tutto sprovvisto di consensi, poiché certo non lo voterebbero i progressisti, i centristi, o tantomeno i leghisti.
Grillo è solo il vivandiere della “Grande Sostituzione”: certifica le entrate e le uscite elettorali facendo il possibile, mentre annota tutto, per paralizzare la democrazia e per favorire quell’immigrazionismo che l’establishment mondialista non sa più come imporre alle genti europee attraverso i partiti tradizionalmente progressisti.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/francia-stai-attenta-stanno-sostituendo-popolo-altro-1081696.html

Ultimi exploit in ordine di tempo in tal senso, una miss Helsinky nigeriana nemmeno nata in Finlandia, ma solo dotata di quella “cittadinanza” che non a caso i grillini hanno puntuamente votato in parlamento come ogni legge a favore dell’immigrazione; e i provvedimenti censori in corso in Inghilterra riguardanti l’insegnamento della filosofia occidentale da sostituire con programmi di filosofia “afroasiatica”; farneticanti e autorazzistiche mosse a cui solo Farage si sta opponendo. Già, proprio quel Farage che il buon Grillo ha appena deciso di mollare.
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/non-vogliamo-studiare-pi-i-filosofi-bianchi-1349125.html

HELMUT LEFTBUSTER

IL REAZIONARIO SARA’ SEMPRE PIU’ PROGREDITO DEL PROGRESSISTA

luglio 16, 2016

La logica non diventerebbe materia opinabile nemmeno se Pirandello ci si mettesse di buzzo buono; e se è vero che ciò che viene dopo è ipso facto più avanti e progredito di ciò che viene prima, la reazione al cosiddetto progresso sarà sempre più progredita del progresso stesso.

“Reazione” è la postuma, libera e legittima azione che segue ad un tentativo di manomissione di regole naturali sedimentatesi nei millenni, spesso operato più per loschi interessi e basse ripicche ideologiche, che non per naturali esigenze logiche.

Eppure, chissà perché, è sempre il reazionario a dover giocare in difesa, e non il rivoluzionario bischero che va a rompergli i coglioni pretendendo di violentare impunemente ciò che egli legittimamente intende difendere.
Insomma, l’onere della prova della giustezza o meno d’un cambiamento dovrebbe ricadere su chi tale cambiamento propone, non su chi vi si oppone.

Volendo seguire una metafora fisica, un elastico ben tirato dovrebbe essere frutto di un equilibrio di forze resistenti e desistenti la cui risultante sia il raggiungimento dell’obbiettivo mirato, senza mai andare più lontano del dovuto, ma nemmeno più vicino.
Invece, questo dogmatico Moloch chiamato “progressismo” vorrebbe porre d’ufficio il baricentro di ogni equilibrio sociale sul canone di un astratto e sconclusionato cambiamento piuttosto che su quello di un consapevole mantenimento dello “status quo”.
Ebbene, se anche non volessimo dar credito al detto popolare “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova”, il Terzo principio della termodinamica dove lo mettiamo?
<<Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria>>.
Insomma, non sappiamo se Newton fosse un progressista o un reazionario: ma certo non era un coglione!

HELMUT LEFTBUSTER

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

VOTO POSTALE: PERFETTO ESEMPIO DI DISTACCO DALLA REALTA’ DEL PROGRESSISTA CHE VIVE SEMPRE “ALTROVE”

giugno 4, 2016

Può l’esito d’un’elezione presidenziale di un territorio X essere deciso da emigrati che vivono e vegetano in un territorio Y ?
E’ quanto è successo recentemente in Austria, ove il “cattivissimo” candidato di destra è stato battuto per una manciata di voti “postali” dal suo avversario.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/elezioni-austria-media-ha-vinto-il-verde-van-der-bellen-battuto-il-nazionalista-hofer/2755527/

Naturalmente tale esito è stato salutato dal sinistrume nostrano con un sospiro di sollievo; e qui scatta il primo dei tanti corti-circuiti tipici del conformismo “gauche”: la sinistra, che se ne è sempre fottuta della natività come valore di cittadinanza, si bea dei voti dei nativi austriaci residenti all’estero solo nel momento del bisogno “elettorale”. Ma come? Non siamo tutti cittadini del mondo? Però come li ciucciano i voti dei “connazionali” che pur son lontani!

Del resto, per i companeros, i migranti hanno sempre avuto un fascino assoluto anche nella loro accezione “emigrante”: lasciare schifati la propria terra d’origine, infatti, è per il sinistro d.o.c. un vezzo irrinunciabile quanto il ventaglio per una madamina col neo disegnato sulla guancia.

Ma affrontiamo il tema cruciale della nostra riflessione: come mai chi non respira le problematiche del proprio paese, non vivendoci, tende a votare progressista? Forse che tale accezione politologica risulti in assoluto essere la più prossima alla sfaccendatezza, al disimpegno, al mettersi la coscienza a posto semplicemente snocciolando rosari buonisti senza dover mai incorrere nelle controindicazioni che la quotidianità comporta?
E’ facile fottersene dei treni pieni, degli ospedali inavvicinabili, della criminalità forsennata che ci assedia, quando magari si vive in una villa nella Confederazione Elvetica o nel Principato di Andorra.

Ma per osservare tale fenomeno non è indispensabile ricorrere a forbici spaziali così ampie: basta guardare come votano i radical-chic che vivono negli attici dei quartieri bene, rispetto al proletario a cui viene messo il centro d’accoglienza vicino casa, facendone diventare il quartiere una “banlieu”.
Bella la vita, eh companeros?!
HELMUT LEFTBUSTER