Archive for the ‘DEVIATE DAMAEN band’s LYRICS’ Category

“RECORDING SESSIONS” ALLA FORRA DI TREMOSINE e AL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA CORONA DI SPIAZZI

settembre 13, 2017

L’arte sonora e la ricerca timbrica non sono roba che si possa fare con Pro Tools; né basta qualche Marshall sul palco per sentirsi dei fighi, se poi non s’è mai mosso il culo a performare l’esito timbrico d’un qualsiasi strumento sfruttando l’irripetibile riverbero offerto dalle pareti di una forra o la sacrale contundenza del costone montano sul quale giace un eremo a picco che ci culla con le sue campane, ai cui rintocchi facciam da contrappunto con soffiate di Death Whistle.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Foscolo diceva che la natura resta insensibile rispetto agli eventi umani; eppure siam certi che nessun ascolto sarebbe mai il medesimo, se le timbriche che ne caratterizzano il contenuto non fossero frutto dell’arbitrario intervento dell’Artista che, coi suoi glutei, il suo fiato, e la sua intraprendenza, la Natura coinvolge, doma e cavalca.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ciò detto, predicato e perpetrato in nome della “sanctitas”, resta santità anche il farsi la 6doccia e ammirarsi bagnati nel vapore dello specchio del cesso…sino ad imbrattarne il pavimento di nostra onanistica grazia.

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

 

 

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RICORDANDO TOTO’, GRANDE MASCHERA DEL ‘900 SNOBBATA DA 4 ZECCHE CON LA PUZZA SOTTO AL NASO E STRABORDANTI DI PUS INTELLETTUALOIDE

aprile 29, 2017

Totò è energia creativa e teatrale allo stato puro. Totò è lirismo identitario e poetico. Totò TOTO'è risata; Totò è antropologia della risata. Totò è plautina ironia su ogni lato dell’Umano Essere, bello o brutto che sia.
Totò è metal, Totò è goth…ma a Noi che cazzo ce ne frega del metal e del goth, quando metallari e gotici se lo fanno mettere nel culo per primi da rapper sfigati e da ragazzini lardellosi con le visiere all’indietro?!
Se, negli anni ’60 e ’70, l’aver snobbato Totò da parte di quelle intellighenzie di acari che lo considevano eccessivamente “pop”, ha portato all’attuale evoluzione del gusto giovanile e della sua basica intraprendenza creativa, bel lavoro avete fatto, stronzi!
Ma Noi che siamo Artisti liberi e catalizzatori d’Arte, l’Arte la celebriamo senza badare a steccati tematici da “defender” de ‘sta minchia.

Quindi..grande Totò! Per il cinquantennale del tuo trapasso a miglior vita (15/4/1967 d.C.) vogliamo ricordarti nel tuo ultimo capolavoro (le cui musiche hanno addirittura ispirato qualche passo di “Retro-Marsch Kiss”) diretto da un altro immenso italico mentore di anticonformismo culturale e di sublime poesia, Pier Paolo Pasolini, anch’egli puntualmente vilipeso e tradito da quei benpensanti e “compagni” che oggi s’abbuffano alla mensa di ricche Onlus e Ong per la fame nel mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=G8d-m7tnfz8

WE LOVE YOU ALL, ADORE US ALL!
G/Ab & DEVIATE DAMAEN

 

LA NOSTRA VERA MILITANZA ARTISTICA E’ CONTINUARE A TRAMANDARE QUELLA BELLEZZA CHE I DEMOLITORI VORREBBERO INSABBIARE (fra oblio ideologico e terremoti)

aprile 1, 2017

Leggendo le recensioni di “Retro-Marsch Kiss” e sui DEVIATE DAMAEN in generale, affiora di continuo l’elemento “politico”, quasi fossimo una band dedita alla propaganda di idee terze, Noi che da terzi, politici o discografici che siano, ci facciamo fare tutt’al più qualche pompino da pubblicare nei video (…in arrivo a breve quello di “Narcissus Race”).
Del resto, è dal dopoguerra che si ragiona così: <<se lecchi il culo ai compagni, sei un artista impegnato; se non glielo lecchi o, peggio, scatarri sulle loro ipocrisie, sei un fasciointollerantereazionariooscurantistanaziretrogrado. E vabè, <<così è, se vi pare>>, per dirla con Pirandello.

Bando alle mediocrità, per Noi l’unica missione politica di un artista libero è immortalare se stesso e tramandare quel DNA millenario che ne ha forgiato lo spirito e la bellezza, ibernando il tutto nella più attuale delle soluzioni tecnologiche disponibili.
Un esempio in corso d’opera: “Signore E Dio In Te Confido” è una perla di musica sacra del XVII secolo composta dal tedesco Georg Neumark (1621-1681), che da adolescenti apprezzammo come “intro” al brano di Paul Chain “Armageddon” tratto dall’album “Detaching From Satan” del 1984.

Pur pischelli, eravamo consapevoli del fatto che quella sorta di “coro angelico” non fosse altro che musica antica che Chain, artista dark-rock, aveva utilizzato come avamposto atmosferico del proprio personalissimo stile gotico-cimiteriale; ma nulla toglieva che, nel suo ecletticismo, avesse potuto comporlo lui stesso.
Poi, nell’età della consapevolezza, che è più o meno quella in cui un musicista passa dall’ascoltare la musica al produrla, capimmo il “trucco”, senza che ciò, sia ben chiaro, abbia minimamente svilito ai nostri occhi la scelta del buon Paolo Catena d’aver inserito quell’introduzione aulica nel suo album; anzi, fu proprio tale scelta a rinfrancare ulteriormente in Noi la tesi d’una sua (forse inconsapevole) indole “identitaria”.
Quel che ci è tornato arduo, invece, è stato rintracciare titolo, testo e spartito di quel brano corale, dal momento che l’artista pesarese, all’epoca, si limitò a trarne la registrazione da un vinile di musica da Chiesa in suo possesso (che ci mostrò personalmente nel lontano ’93 a casa sua), privo però di riferimenti specifici.
Avevamo, quindi, da tempo rinunciato a risalirne le pendici autorali, se non che, una notte di queste, ascoltando Radio Maria, riconosciamo quel pezzo in una versione solistica dal testo abbastanza nitido e comprensibile per poterne trascrivere qualche stralcio sui motori di ricerca. Troviamo un paio di voci in tutto, a riprova di quanto anche la Rete non sia affatto quel libero “cilindro magico” che molti credono, ma sia nei fatti pilotata da chi decide che cosa deve restare e che cosa si deve cancellare.
Tuttavia, fortunatamente, una di queste voci riportava ad un sito di cattolici integralisti che elargiva testo e spartito del brano, oltre che qualche cenno storico sulle sue origini.
Morale della favola: grazie a Georg Neumark, un giovincello Paul Chain, nel lontano 1984, ammalia il suo pubblico con un’opera composta oltre tre secoli prima; e grazie a Paul Chain, nostro contemporaneo, Noi apprezzammo nei primi anni ‘80 un brano del diciassettesimo secolo che ora, nel ventunesimo, ci apprestiamo a rivitalizzare da protagonisti (e in versione rigorosamente riarrangiata) sul nostro prossimo album “In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur!”.

Se uno qualsiasi degli anelli di questa catena di trasmissione generazionale fosse saltato, probabilmente “Signore E Dio In Te Confido” sarebbe finita estinta giusto il tempo che tutti i vinili di Chain giacessero in discarica alla morte demografica del suo (poco prolifico) pubblico e, quindi ineluttabilmente, anche della sua memoria.
E invece, cari demolitori, ve la siete piajata n’der culo!

G/Ab & DEVIATE DAMAENGAB x PC

P.S.: siamo talmente cazzuti da averlo messo nel culo persino al terremoto: l’abbazia di Sant’Eutizio presso Preci, in Valnerina, devastata dall’apocalittico sisma di quest’estate, aveva visto, solo l’autunno precedente, la nostra permanenza fra le sue mura finalizzata a dar forma e suoni all’album in lavorazione.
Presto, quel campanile franato e quelle macerie pregne di sacralità riprenderanno vita nella confezione e nei suoni che, grazie a Noi, campeggeranno su “L’Angelo Preferito, Il Primo Insorto, Il Più Antico Dannato”, primo titolo del nuovo album, basato sul testo d’un immenso Giovanni Papini, immortalato così anch’esso.

Ciò detto, finire citati sul blog di Salvini come antidoto alla musica rap non ha prezzo…

http://ilsudconsalvini.info/rapper-bello-figo-lultima-idea-la-nuova-meravigliosa-societa-multiculturale/

GRAZIE, BEL BIONDONE…SEI UNO DI NOI!

novembre 10, 2016

Grazie per averlo messo nel culo a tutti quegli intellettuali spocchiosi che si cagherebbero addosso pur di scurire il proprio carnato, e che or si godran le tue mascelle e mogli modelle dal colore intonato alla Casa che Obama ha abitato.

Grazie per averlo messo nel culo a tutte quelle puttane esibitesi su democratici palchi a portarti sfiga, che son arrivate in limousine e son ripartite in lettiga.

Grazie per averlo messo nel culo a quei figli di papà ghettaroli che, insofferenti della democrazia, stanno facendo i capricci nelle città americane perché preferivano Zia.

Grazie per aver fatto schiumare di rabbia quella merda progressista a cui Noialtri auguriam da sempre la scabbia.
https://www.youtube.com/watch?v=qZGP8vDt-jQ

Grazie, Donald, e ora..facci sognare! buon lavoro, mr. President!donald
DEVIATE DAMAEN

I DEVIATE DAMAEN presentano: “NEL LIMBO D’UN CODICE A BARRE” (“opera brevis” in un solo atto)

novembre 5, 2016
A cavallo fra le due fatiche di “Retro-Marsch Kiss” (uscito nel 2015 d.C.) e di “In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur!” (previsto per il 2017 d.C.), la notte del Santo Natale 2016 d.C. la band pubblicherà un inedito bambinello audiofonico dal titolo “NEL LIMBO D’UN CODICE A BARRE”.

Né glutei marmorei né labbra cerasee, né croci gotiche né mostrine runiche, stavolta: in questa sorta di “opera brevis” dirigeremo i nostri sfinteri sulla maestà dell’editoria imperante; quella secondo cui un’Opera esiste non grazie all’Artista che è stato abile a concepirla e realizzarla, ma per concessione di qualche bavoso mercante che si prodiga a venderla.
Insomma, schizzeremo la nostra merda su case discografiche e magnati dell’editoria come solo chi è impermeabile ai ricatti del mercato può fare.
Eppure le nostre etichette presenti e passate (Avantgarde, Metalhorse, Black Widow, Materiali Sonori e la recente Tsc Records) ci hanno sempre amati e prodotti, nonostante tutto. Evidentemente siamo troppo simpatici!!!

Sorta di “Pierino E Il Lupo” musicato, questo cortometraggio audiofonico racconta di due nel-limbo-pyttrixgentildonne conciate da metallare e bardate di microfoni nascosti anche sotto le terga, che si recano presso una nota catena editoriale e distributiva cara ai radical-chic, per acquistare un album dei Deviate Damaen in realtà ancora mai uscito nemmeno dal culo della band, figurarsi nei negozi: “L’Inferno Deviatiko”.
Non trovandolo quindi, come è ovvio, né al desk informativo né fra gli scaffali, le due bizzarre avventrici ce ne posizioneranno furtivamente una copia esse stesse, per poi reclamarne l’acquisto alla cassa subito dopo, invertendo così il naturale iter di vendita “artista-distributore-pubblico” e mandando in confusione i tapini inservienti del sistema.
Morale della favola, nella mediocre concezione mercantilistica dell’arte, l’assenza di un arido codice a barre sulla confezione condanna una grande opera al limbo dell’impubblicabilità.
Ma poiché Noi, Dame Deviate, col mercato discografico ci siamo sempre asciugati lo scolo di pippette fatteci in ascensore, le nostre opere non patiranno mai crisi distributive (il nostro ultimo album, “Retro-Marsch Kiss” è attualmente e regolarmente esposto in vetrina presso il maggior rivenditore di musica metal esistente in Italia, Mariposa-Duomo di Milano, con devastanti esplosioni di scabbia tra le chiappe di “colleghi” e “recensori”)nel-limbo-lili

Il brano sarà scaricabile gratuitamente dal sito della band http://www.deviatedamaen.net
a partire dalla notte di Natale 2016, completo di testi, veste grafica in formato Cd e relativi credits.

Fare musica anche per chi non l’ascolta è il vero privilegio dell’Artista assoluto.

DEVIATE DAMAEN

Ciao, Pete.

ottobre 25, 2016

La gratitudine è l’unico sentimento doveroso di un Uomo; persino l’amore può essere facotativo rispetto ad essa.
E quindi ti dico: grazie, Pete.
Grazie per essere stato un prezioso compagno di vita; grazie per avermi insegnato a cantare; grazie per avermi ispirato a posare; grazie per avermi accompagnato ad osare.
E sarà proprio in virtù di quest’ultimo ringraziamento che non mi esimerò dal biasimare post-mortem la tua debolezza del voler ad ogni costo perfezionare una già inarrivabile beltà fisica di nascita, anzichè con l’atletismo, con la chirurgia estetica.
Tanto abbiamo il dovere di plasmare il nostro corpo col virile lavoro sportivo, per adorarlo allo specchio e deliziarvi i Giacinti il più a lungo possibile, quanto non abbiamo il diritto di manipolarne l’aspetto attraverso scorciatoie femminuccesche. Tu l’hai fatto, hai sbagliato e hai pagato un prezzo sconsiderato a 57 anni.
Ti dovevo queste parole poiché l’ipocrisia non è mai appartenuta a nessuno dei due.

Ma ora è l’ora d’un’eterna carezza, Amico mio adorato, a cui affido il mio bagnato silenzio e le condivise parole di un tuo grande compagno ti viaggio (e, nonostante siano in pochi a saperlo, ex membro dei primissimi Dead Or Alive), che pure non ti ha lesinato l’affettuoso riconoscimento pubblico che si deve agli Immensi.

G/Ab SVENYM VOLGAR dei XACRESTANI (Deviate Damaen)
————-ciao-pete-1
<<I’m sat in a dressing room in Bratislava and just received the devastating news that my Ol’ mucker Pete Burns (of Dead or Alive) has sadly passed away. I can’t believe it. Pete was and will remain quite possibly the most naturally talented person I have ever worked with. Always larger than life, which sometimes tended to obscure that fact, with the quickest and most wicked tongue, he was always huge fun to be around. I loved Pete and learnt so much from him. Today is indeed a very sad day for me. Pete will always live large, and very fondly, in my memory. RIP, dear friend.>>ciao-pete-4
WAYNE HUSSEY

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CHI LASCIA VINCE!

ottobre 18, 2016

 

Il “passatempo” inaugurato dall’ antropologa Ida Magli, e da Noi gustosamente coltivato, di immortalare per i boschi, sotto le acque e dentro le rocce, forzieri digitali strapieni di Glorie d’Occidente con il precipuo intento di salvaguardarne verità e bellezza dai sabotaggi della frustrazione ideologica, a quanto pare, ha predecessori illustri…
http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/mussolini-messaggio-posteri-49642/

Del resto, logica vuole che l’ostentazione di ciò che si è non possa restare altro che prerogativa degli intellettualmente onesti e degli esistenzialmente fieri.
http://www.qelsi.it/2014/dopo-loccidente-ida-magli-spiega-come-salvare-leuropa-da-politicamente-corretto-e-multiculturalismo/

Invece voi, spilorci cultori della massificazione, mediocri consumatori dello snack sottocosto, segaioli del presente senza passato e senza identità, siete condannati a non avere futuro.
Godetevi, dunque, il fugace gaudio delle tristi cucchiaiate di pappone che state riuscendo a scodellare in giro; ma qui, sul Sentiero degli Dei, a lasciare tracce indelebili di ciò che fummo, siamo Noi!
Arrampicatevi, se avete gambe e non soffrite di vertigini; ma soprattutto se avete qualcosa da lasciare!

G/Ab & GIAMO G. LAERTE & DEVIATE DAMAEN

CHI LASCIA VINCE 1.JPGCHI LASCIA VINCE 2.JPGOLYMPUS DIGITAL CAMERACHI LASCIA VINCE 3.JPG

FA SATIRA SUI MORTI CHI NON HA I COGLIONI PER FARLA SUI VIVI

aprile 25, 2016

Noi, Dame Deviate, di pigliare per il culo chi è “in cattedra” abbiamo la cattedra da vent’anni, presa a scatarrare su produttori, etichette, distributori, recensori e pubblico indesiderato. Perché non ce ne è mai fregato un cazzo di lisciare il pelo ad altri che non fossero il nostro pube.
E la figata è proprio quella: sapere che il distributore con la Stella Rossa ti blocca l’album facendo incazzare la tua etichetta che a sua volta ti implora di fare interviste meno esplicite per poter vendere qualche copia in più, in una selva di band dal make-up satanico che poi suonano in favore dei profughi o come quindicesimo nome alle feste dell’Unità.

Oppure come quei pippaioli che vilipendono cadaveri ultra-settantenni pur di sugare la minchia a chi gli concede lo stand, qualche bottiglietta d’acqua minerale e un miserabile panino al kebab.
http://www.romatoday.it/cronaca/fascisti-romics-fumetto-mussolini.html

Quella contro i morti non è satira, è scolo ideologico irrancidito dall’impotenza.
La satira si fa contro chi governa, non contro chi ha governato, somari!

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Vorrà dire che oggi, 25 aprile, ci faremo 25 seghe alla salute della sfiga vostra e di quei quattro zombie che brucano l’erba al Brennero coi giubbotti salvagente addosso, mentre uno Stato sovrano difende legittimamente i suoi confini… (da “Sepolcreto e Nobiltà”:
<<Ogni Apollo ha il suo Giacinto, Dio mio mi somiglierà; ogni atollo ha il suo recinto, ogni confine è identità!>>)

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

 

 

CHI NASCONDE LE NUDITA’ STATUARIE E’ PERCHE’ NON SI LAVA…

febbraio 1, 2016

…e di conseguenza teme che anche le statue, se svestite, puzzino di sudore come lui. Ecco perché, anche in questo, sinistrume depressivo e zombie iconoclasti sono sempre andati a braccetto.

Noi idolatri dell’Appartenenza, invece, amiamo ciò che siamo a tal punto da leccarne ogni singola goccia, immortalandone il sapore nei nostri versi più sublimi e preservandone il genoma nelle teche più durevoli.

(da “La Fine Che Non C’è” : <<Io sono la statua di me stesso e mi amo..Dio, se mi amo! L’amore è un bacio fra due statue, e l’amore non può non amare ciò che amo e chi mi ama…>>.
E ancora: <<le nostre tracce giacciono in luoghi così impervi e reconditi che nemmeno rompendovi l’osso del collo riuscirete a stanarle: esse resteran lì ad esistere, adagiate su fondali fangosi, incastonate in rocciosità scoscese..bunkerizzate…>>

Esistere è resistere.
G/Ab & DEVIATE DAMAEN

nudità

PER QUANTO SALTICCHINO, LE ZECCHE NON AVRANNO MAI LE ALI

gennaio 15, 2016

L’intellighenzia depressa, nichilista e bruttona da sempre parassita il proprio intellettualismo unicamente tarpando le ali a chi vorrebbe volare, cosicchè, senza aquile in cielo, anche le quaglie riescano a razzolare nella merda sembrando più alte dei vermi.

http://www.lanazione.it/firenze/assalto-libreria-casapound-1.1646229

Ma con o senza violenza non riusciranno a toglierci quella libertà spirituale che, unita a vigore fisico e vitalità creativa, ci preserverà imprendibili e renderà irragiungibili quei tesori letterari, estetici e musicali che solo Noi possessori di glutei d’acciaio saremo capaci di portare in cima alle vette, di immergere negli specchi delle cascate, di scarrupare dentro voragini infinite là ove rimarranno esistenti per sempre!

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

VOLARE