Archive for the ‘DVRACRVXIANA CRITICA DI COSTUME e SPETTACOLO’ Category

APOLOGIA DI UN FILOSOFO CONTEMPORANEO (in pratica, perché Diego Fusaro sta tanto in canna ai Radical-Chic)

agosto 17, 2017

Ma come, radical-chic?! Avete scassato la minchia per anni coi vostri intellettualismi vuoti, col vostro cianciare lontano anni luce dalle mani sporche di terra di chi si spezza la schiena, col vostro astruso filosofeggiare su come le cavallette si fan le pippette ..e ora accusate Fusaro di parlar difficile?

Non solo lo snobbate coi vostri soliti sorrisetti ipocriti, ma lo accusate di non farsi capire, lo deridete perché approfondisce ed invita ad approfondire, lo accusate di razzismo perché ha il coraggio di denunciare la mercimoniosa malafede di cui è intrisa la globalizzazione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Fusaro

La verità è che vi irrita perché è un filosofo vivo e vegeto: e voi la filosofia, soprattutto quella classica, la vorreste vedere morta e sepolta, sognando come sognate un mondo di scimmie del quale essere i dispensatori di noccioline.
Fusaro vi spaventa perché, a differenza del vostro sentirvi depositari esclusivi della cultura, lui la cultura la divulga gratuitamente incitando la gente a quel libero ragionamento che voi, servi d’un’ideologia corrotta e decadente, disprezzate.

Fusaro non parla da un pulpito, Fusaro parla da uomo, da cittadino, da Italiano; e lo fa “con” e “per” chiunque. Egli è convinto, a differenza vostra, che chiunque abbia il diritto di arricchirsi, materialmente e spiritualmente.

Insomma, Diego Fusaro rappresenta tutto ciò che voi odiate; metteteci pure che è bello, biondo e con gli occhi azzurri…non gli manca proprio nulla per starvi in canna..e quindi per farsi amare forsennatamente da noantri.

Schiumate, stracciaroli.
https://www.youtube.com/watch?v=qZGP8vDt-jQ

HELMUT LEFTBUSTER

http://www.ilpopulista.it/sezioni/166/schegge-dvracrvxiane

RICORDANDO TOTO’, GRANDE MASCHERA DEL ‘900 SNOBBATA DA 4 ZECCHE CON LA PUZZA SOTTO AL NASO E STRABORDANTI DI PUS INTELLETTUALOIDE

aprile 29, 2017

Totò è energia creativa e teatrale allo stato puro. Totò è lirismo identitario e poetico. Totò TOTO'è risata; Totò è antropologia della risata. Totò è plautina ironia su ogni lato dell’Umano Essere, bello o brutto che sia.
Totò è metal, Totò è goth…ma a Noi che cazzo ce ne frega del metal e del goth, quando metallari e gotici se lo fanno mettere nel culo per primi da rapper sfigati e da ragazzini lardellosi con le visiere all’indietro?!
Se, negli anni ’60 e ’70, l’aver snobbato Totò da parte di quelle intellighenzie di acari che lo considevano eccessivamente “pop”, ha portato all’attuale evoluzione del gusto giovanile e della sua basica intraprendenza creativa, bel lavoro avete fatto, stronzi!
Ma Noi che siamo Artisti liberi e catalizzatori d’Arte, l’Arte la celebriamo senza badare a steccati tematici da “defender” de ‘sta minchia.

Quindi..grande Totò! Per il cinquantennale del tuo trapasso a miglior vita (15/4/1967 d.C.) vogliamo ricordarti nel tuo ultimo capolavoro (le cui musiche hanno addirittura ispirato qualche passo di “Retro-Marsch Kiss”) diretto da un altro immenso italico mentore di anticonformismo culturale e di sublime poesia, Pier Paolo Pasolini, anch’egli puntualmente vilipeso e tradito da quei benpensanti e “compagni” che oggi s’abbuffano alla mensa di ricche Onlus e Ong per la fame nel mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=G8d-m7tnfz8

WE LOVE YOU ALL, ADORE US ALL!
G/Ab & DEVIATE DAMAEN

 

CHIUNQUE SIANO I SAPUTELLI DAL NASO ADUNCO E DAL CAPELLO UNTO CHE HANNO FATTO QUESTA VIGNETTA, LO SANNO CHE…

aprile 6, 2017

I PROFESSORINI...

…che la parola “populista”, da loro tanto disprezzata, deriva da “populus”, un soggetto etico, politico e spirituale del quale i loro antesignani giacobini si riempivano la bocca dicendosene paladini, sino poi a metterglielo nel culo?!

– che le lauree non si inventano, ma si prendono?!

http://www.ilgiornale.it/news/politica/nuova-bufera-sulla-fedeli-non-ha-neppure-maturit-1343128.html

– che millantare un titolo è reato; e che i reati commessi da una carica istituzionale sono crimini contro il Popolo sovrano (di cui sopra)?!

– che il da loro tanto idolatrato parlamento non vive di vita propria, ma rappresenta, ancora una volta, il “populus”; e che detto populus, per farlo vivere, vorrebbe/dovrebbe votare ogni tot di anni ?!

http://www.ilpopulista.it/news/12-Ottobre-2016/5874/il-senato-baluardo-di-rappresentanza-politica-consapevole-e-matura-ora-sara-votato-da-bimbi-minchia-e-nuovi-italiani.html

– che se Berlusconi avesse commesso 1/10 degli abusi commessi dai governi successivi, sarebbe stato crocifisso come Gesù, Barabba e altri 10 ladroni messi insieme?! Eppure i puristi, gli incorruttibili, gli indefessi “companeros” non hanno schifato più di tanto i voti dei “berluskones” da quando danno ossigeno alle moribonde maggioranze virtuali piddine…

Insomma, cari saputelli, sta canzoncina ve la dedichiamo proprio de core…

https://www.youtube.com/watch?v=QAc5knmKkPY

HELMUT LEFTBUSTER

 

IL LECCACULISMO DEGLI INTELLETTUALI DI SINISTRA CHE SI FINGONO LIBERI COL VUOTO ALIBI DEL RIFORMISMO

giugno 8, 2016

Ha ragione Sua Benignità: sono 30 anni che le cose non cambiano. Già, poiché sono 30 anni il leccaculismo...che gli intellettuali di sinistra, fingendosi rivoluzionari e progressisti, fanno gli imbonitori della catastrofe del loro popolo e di un’intera civiltà sponsorizzando le peggiori nefandezze deliberatamente commesse dalla penosa classe politica che li foraggia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/02/referendum-riforme-benigni-cambia-verso-ho-dato-una-risposta-frettolosa-con-la-mente-scelgo-il-si/2789238/

Ma lo squallore raggiunge l’apice quando questi giullari strapagati hanno la sfiga di dover sostenere non l’opposizione, come accadeva con la Sinistra dell’ era Berlusconi, ma chi governa senza nemmeno essere stato eletto: e allora, non potendo più recitare la parte dei “ribelli”, devono giustificare il loro leccaculismo mascherandolo da “libera opinione personale”. La stessa libera opinione che la loro ideologia totalitarista ha calpestato per decenni e continua a calpestare, come avvenuto di recente con l’epurazione dei giornalisti Rai critici verso Renzi.

Grazie, Vostrà Benignità: il leccaculismo di gente come Lei ci aiuta a smascherare ogni giorno di più la malafede degli occhialuti sessantottini che ammorbano l’aria della libertà e della bellezza.
E guardi un po’ chi è d’accordo con noi?!
http://www.ilgiornale.it/news/politica/fo-sconvolto-benigni-verr-ripagato-renzi-1266895.html

HELMUT LEFTBUSTER

COPPIE CHE SI SUICIDANO E ALTRE CHE SI IMBELLETTANO

febbraio 13, 2016

In un paese nel quale si è deciso di mettere a repentaglio la sicurezza pubblica, il sovraffollamento ospedaliero e la disponibilità di alloggi popolari pur di accogliere milioni di persone provenienti da altre parti del mondo che la vulgata mediatica dipinge così “bisognose” da essere prelazionate agli italiani nella graduatoria della beneficenza di Stato, per festival e lustrini non dovrebbe restare un solo centesimo.
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/austria-i-richiedenti-asilo-priorit-speciale-ospedale-1222664.html

Perlomeno non mentre, Sanremo in onda, coppie di connazionali si suicidano per la COPPIE CHE SI SUICIDANO....JPGdisperazione, là dove l’inestimabile valore delle loro vite avrebbe potuto trovare ampio margine nel budget del Festival.
http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/coppia-suicida-crisi-1.1718406
http://www.palermotoday.it/cronaca/villabate-suicidio-morto-incendio-auto.html

Invece, amara ironia della sorte, proprio mentre quei disgraziati compivano l’estremo gesto nella miseria, le nostre tasse finivano a coppie già miliardarie, ma elevate a mascotte di quella mania dilagante che è divenuto l’omosessualismo, senza il quale sembra proprio che la vita civile “de noantri” non possa proseguire.
http://www.tgnewsitalia.it/wp/2016/02/09/vergogna-rai-mezzo-milione-a-elton-john-e-marito-per-propaganda-allutero-in-affitto/

Ma siamo così sicuri che la priorità di un popolo alla fame siano le “unioni civili”? Sembrerebbe piuttosto roba da ricchi, considerando anche chi sono gli sponsor di questa “cavialata” radical-chic, le cui pretese ideologiche si potrebbero facilmente risolvere con qualche assennato ritocco al codice civile in materia di diritto testamentario e di assistenza ospedaliera.

La verità è che senza “matrimoni gay” non ci sarebbero le “adozioni gay”; e senza le adozioni gay si faticherebbe a “correggere” quel calo demografico autoctono dovuto a politiche familiari dissennate impostate ad hoc dal dopoguerra in avanti.
Già, perché considerando che in una nazione a crescita zero come l’Italia gli orfanotrofi sono logicamente vuoti, le uniche e tanto agognate adozioni plausibili resteranno quelle internazionali; e la famigerata “stepchild adoption” sembra fatta apposta per quei “nuovi” coniugi che potranno venire in Italia con prole al seguito, pronti a sposare vegliardi moribondi per cuccarsene ogni conquibus.
Inoltre, se invece di intervistare sulla materia Elton John si interpellasse un qualsiasi giurista degno di questo nome, scopriremmo che l’istituto giuridico dell’affiliazione risolve egregiamente la questione della remotissima ipotesi di “adozione del figliastro” già dal lontano ’42.
Ma dal momento che alle sinistre è sempre piaciuto pastrocchiare con le linee genetiche agnatizie dei popoli, questo è il risultato.
http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/sostituzione-di-popolo-sutera-39846/

E quindi, barra a dritta con un Festival tutto rosa, paillette arcobaleno e propaganda piddina: un vero trionfo di totalitarismo “gender” che al confronto una parata di stormtrooper di Guerre Stellari sarebbe sembrata una zingarata; un Festival del Pensiero Unico che dimostra una volta di più quanto sia indegna e antinomica al principio di libertà dell’Arte la totale omologazione dilagante: non un accenno di dissenso, non una nota fuori posto, non una critica politicamente scorretta. I diktat sono i soliti: migranti, coppie e adozioni gay, persino una canzone dal titolo “N.E.G.R.A.”: pensate solo a che cosa sarebbe successo se, al Festival della canzone italiana, qualcuno avesse cantato… “B.I.A.N.C.A.”

HELMUT LEFTBUSTER

p.s. : questo brano è stato scritto oltre vent’anni fa’..ma, a quanto pare, è ancora pura attualità.
https://www.youtube.com/watch?v=_3hn4tPltq8

 

BEI TEMPI..QUANDO IL METAL, IL GOTH E IL PUNK CAMPAVANO DI CROCI MALEDETTE E NON DI MINCHIATE POLITICAMENTE CORRETTE

febbraio 2, 2016

(a proposito delle minchiate di Robb Flynn contro le libere esternazioni di Phil Anselmo):
Il metal, il goth e il punk sono da sempre i generi della scorrettezza e dell’estremismo per eccellenza, sebbene ultimamente la cloaca buonista abbia invaso con i suoi liquami anche queste oasi di “pace”.
Ma andiamo al sodo, e diamoci una bella ripassata testimoniale a quando metallari e punk picchiavano duro attraverso iconografie che parlavano più chiaro di cento interviste e senza il rischio di fraintendimenti.Bathory

Dunque, perché il compianto Quorthon avrà mai scelto un dipinto di ambientazione wagneriana come la Cavalcata delle Walchirie o come l’Aquila bicipite, per le sue illustrazioni? E perché il non meno compianto Stiv Bators, dei grandissimi Lords Of The New Church, si agghindava con basco teschiato e Croce di Ferro? Orpello, quest’ultimo, altrettanto in vista al petto del biondissimo chitarrista dei Cult, Billy Duffy. The Lords Of The New Church.JPG

Quanto a Tom Warrior dei Celtic Frost (che già nel monicker non vuole certo apparire un pacifista), pur nelle sue eclettiche evoluzioni, non esita a sostituire l’armatura da guerriero nordico di “To Mega Therion” (titolo espresso in greco antico e non certo in cartaginese) con il ben più “glam” giacchino jeans della U.S Air Force, indumento che, in piena guerra fredda (epoca di uscita di “Into The Pandemonium”), era un chiaro richiamo all’anticomunismo e all’antipacifismo.

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Nel goth, i Sisters Of Mercy usano come copertine direttamente dipinti di Gustave Dorè per ribadire la loro devozione culturale e spirituale al romanticismo più occidentale e dantesco (Eldritch è un grande appassionato di letteratura italiana) e si coprono di quei crocifissi oggi piuttosto discussi in Europa; quanto ai californiani Christian Death, con le croci ci vanno a nozze vestiti da spose e vestali. Tom Warrior 1.JPG
Per non parlar poi di tutti quei gruppi doom o black (dai Venom ai Candlemass ai Mercyful Fate) che senza campane, cappelle, cripte e satanassi non avrebbero venduto una copia, e col laicismo imperante di adesso sarebbero stati dei disoccupati.

Giungendo agli anni 2000, i Rammstein dedicano alla “Madre” l’album che ospita la loro hit “Fuoco Libero”; i Laibach si battezzano col nome imperiale

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della loro città di nascita (Lubijana), e i più valorosi veterani del metal inglese orchestrano l’ultimo album di sir Christopher Lee (terminato poco prima che il grande attore morisse), interamente incentrato sulla lotta di Carlo Magno contro i Saraceni (The Omens Of Death)

Insomma, di moralismi e correttezze politiche nei trascorsi di questi nobili generi non v’è traccia; e allora non rompessero i coglioni, oggi, certe imbolsite comari del politicamente corretto-pseudo-metal, le quali, oltre a sparare cazzate, ne danno da scrivere a chi ancora non ha capito che ripeterle le rende ancora più patetiche.
http://metalitalia.com/articolo/machine-head-robb-flynn-prende-posizione-sulle-uscite-razziste-di-phil-anselmo/

Fortunatamente, dalle nostre parti ci sono eredi di quella sfrenata e ribelle “belle epoque” che se ne fregano, e si spalmano cemento nel culo pur di proteggerne l’orifizio dall’intrusione degli ortaggi indesiderati in arrivo.

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https://www.youtube.com/watch?v=OBQkbeMqaxk
https://www.youtube.com/watch?v=vJmdosJn7q0

ANN GRAFENBERG BACIARDI con la collaborazione di HELMUT LEFTBUSTER

LA NUOVA MODA BARBUTA CHE OMOGENEIZZA COLORI E FATTEZZE

novembre 29, 2015

Ma guardateli questi ragazzotti-capretta che pascolano per i centri commerciali fra uno sbadiglio e un “apericena”, con quelle arie ebeti e asettiche, addobbati come flosci alberelli di natale gremiti di ammennicoli tecnologici che grondano da volti privi di volitività individuale e incrostati da barbe, occhialoni e tatuaggi.
Sembra una moda fatta apposta per cancellare quelle tracce genetiche delle quali ognuno di noi è millenario portatore.
In origine le mode nascevano per esprimere il meglio, dopo aver tentato di codificarlo, di ciò che una determinata comunità riteneva essere utile per distinguersi dalle altre. Simboli, icone e stemmi araldici nascono così.
Certo, parlando di “moda” in senso stretto, il rischio di “conformare” era in agguato anche quando le finalità dei creativi che forgiavano le linee comuni erano votate alla valorizzazione di un retaggio iconografico d’appartenenza; ma, perlomeno, le risultanze culturali di quelle mode concorrevano ad un miglioramento dell’estetica ambientale tarato sui canoni di bellezza che storicamente appartenevano a quel “demos” di riferimento, pur continuamente re-stilizzati: insomma, ci si spogliava per mostrare il fisico negli anni ’70 esattamente come si faceva nel ’70 a.C; negli anni ‘80 si ostentavano i lineamenti con l’uso del trucco come gli antichi Egizi già usavano fare ben prima delle “toilettes” di Cleopatra, e si giocava sui colori di capelli, occhi e carnato esattamente come i mosaicisti operavano nel comporre i loro capolavori ormai millenari.
E già presso Etruschi e Romani i monili servivano sì come ornamento del viso, ma senza stravolgerne brutalmente le fisiognomiche come avviene oggi fra i giovanissimi che si dilatano i lineamenti sino a perderne i connotati naturali, forse per somigliare ad aborigeni di chissà quale buco del culo del mondo.
http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/leterno-presente-del-mentalmente-aperto/

Persino i tatuaggi, un tempo sorta di distintivo creativo del singolo che se ne fregiava per istoriarsi addosso il nome dell’amata o l’emblema del proprio mestiere o della propria arte, basavano la loro funzionalità sullo stagliarsi a contrasto del chiarore cutaneo che li ospitava; ora, invece, non sono altro che confuse ragnatele sfocate fatte più per coprire la tonalità della cute, che non per delinearvisi sopra.
http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/provano-toglierci-natale-e-ci-rifilano-sanremo-multietnico-1199446.html

Quanto a queste barbacce dal chiaro sapore mediorientale, esse non contribuiscono affatto, come ai tempi di Ulisse e Diomede, ad esaltare i nostri virili contorni maxillo-facciali: esse sono state ideate per nasconderli.
La solita smania mondialista di nascondere ciò che siamo anzichè esserne fieri…e sulla quale Noi staglieremo la nostra solita bella chiazza di catarro.

G/Ab (Aristocrazia Dvracrvxiana – DEVIATE DAMAEN)

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IL “DIMENTICATO” ALBERTONE FANTASCIENTIFICO E ANTIFEMMINISTA …

ottobre 24, 2015

ioecaterinaIn quanti ricordano il film “Io E Caterina”, fantascientifico capolavoro di Alberto Sordi con Edwige Fenech dei tempi d’oro, che racconta l’esilarante vicenda di un imprenditore birboncello il quale, stufo delle angherie di mogli, amanti, segretarie e domestiche, durante un viaggio di lavoro in America, si compra una bella cameriera-robot per scoprire poi che rompe i coglioni pure quella come tutte le altre donne di cui sopra?

Alberto Sordi non è mai stato di sinistra, questo è un fatto; tuttavia, il suo genio attoriale, la sua impareggiabile vis comica, la sua capacità di ricostruire comportamenti umani di assoluta verosimiglianza plautina lo hanno immunizzato rispetto a tale onta sinché è vissuto; ma poi, da morto, la scarsa memoria che i media hanno avuto di lui è stata la dimostrazione di quello scotto postumo che la critica cinematografica “perbenista” non era riuscita a fargli pagare in vita.
Ecco perché invitiamo tutti a rivedere questo piccolo capolavoro di sociologia familiare e relazionale dove vengono mandate a fare in culo femministe d’annata e benpensanti progressisti senza troppe remore e complimenti, cosa che è stata da sempre mediamente poco concepibile per chi è campato di spettacolo.

https://www.youtube.com/watch?v=D0L5XIabp8k

Un manifesto politicamente scorretto, in pieno rovinoso declino del ruolo muliebre insito nella vita moderna, incentrato sull’irrisolvibile tema della dicotomia solitudine/coppia-prigione, e sulle corna che, si sa, a sentire le donne, sono sempre gli uomini a mettere loro sollazzandosi probabilmente con lo Spirito santo e non con altrettanti individui di sesso femminile.
Ebbene l’intero casino è ambientato in un climax fantascientifico di tutto rispetto, dal quale hanno palesemente attinto le varie bande startrekkiane almeno dieci anni dopo (e con ben altri mezzi finanziarii) realizzando la struttura della robotica regina Borg e, tutto sommato, dello stesso androide Data (soprattutto nelle scene in cui viene smontato per essere riprogrammato), senza che nessuno yankee abbia mai ringraziato almeno per “l’ispirazione” il signor Sordi, né tantomeno il grande scultore e scenografo italiano, autore della struttura del robot “Caterina”, il prof Giulio Tomassy.
Già, brutto vizio italico quello della smemoratezza e dell’autodenigrazione, il cui sapore di cacca potrete amabilmente testare in queste recensioni del film pregne di ideologia progressista come calzini di sudore dopo una partita a calcetto.

http://www.comingsoon.it/film/io-e-caterina/14477/scheda/
http://www.filmtv.it/film/3648/io-e-caterina/
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=12251

Tranquillo, Albertone, ci pensiamo noi a ricordarti come un grande, iniziando dall’essertene sempre fottuto delle ipocrisie e delle reticenze intellettualoidi e radical-chic.
HELMUT LEFTBUSTER

LA MAESTRA DICE CHE LE FOIBE…

ottobre 16, 2015

Per chi non dovesse avere l’edizione originale (che sarà presto “on line”), questa foto è lo sfondo alla confezione del nostro album del ’99, “Propedeutika Ad Contritionem (Vestram!)”. E’ tratta dal repertorio fotografico de “Il Libro Nero Del Comunismo” di Stéphane Courtois, e raffigura, come si legge nella didascalia, un soldato polacco impalato durante la guerra civile dai futuri “liberatori” dell’Armata Rossa.
Chissà se quell’album avrà fatto più bocche storcere o cazzi drizzare.. non è una battuta, lo “Stabat Mater” iniziale si conclude con una sega “live” del cantante sul microfono, qualcuno si sarà pur arrapato si spera. Certo è che di <<foibe>>, in quella rivisitazione del capolavoro di Pergolesi, se ne parla senza complimenti fin dal primo movimento, “La Mastite Affligge I Seni Delle Madri Degli Orchi” …e questo fece storcere la bocca a molti segaioli.
https://www.youtube.com/watch?v=CKFUIkbta_M

Oggi, 2015 d.C., un regista diciottenne mette in scena uno spettacolo con l’intento di denunciare quell’orrore sottaciuto dalla storiografia in giacca e cravatta; e ora come allora c’è chi, anziché ringraziare per lo scodellamento gratuito di verità, frigna e per bocca prende supposte.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/minacciato-morte-regista-spettacolo-sulle-foibe-1181093.html

Noi, ovviamente, ce ne compiacciamo e sosteniamo questa iniziativa che dimostra quanto i “giovani d’oggi”, Iddio volente, non siano solo quelli scimmieschi coi berretti al contrario (ai quali stiamo dedicando un brano del nostro prossimo album), ma sono anche coraggiosi “archeologi di verità” irriducibili nel grattare il bidone incrostato della storia senza timore di lordarsi le unghie.
Dalla menzogna storica all’apocalittica svendita di ciò che siamo il passo è breve: sta solo a noi fermarlo camminando all’indietro.
http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/globalizzazione-senza-identita-dietro-labbandono-della-cultura-classica-europa-32247/

La libertà di pensiero non si vocifera, si grida.
G/Ab & DEVIATE DAMAEN

LE NUOVE MANGIATOIE “DEL MONDO” DOVE SI PAGA A PESO DEL PIATTO

ottobre 10, 2015

Non menzioneremo loghi e nomi di questi “ristoranti” per evitare pubblicità gratuita; ma li riconoscerete dalla bruttezza estetica e concettuale, dagli ammennicoli esotici sparsi ovunque, dal personale immancabilmente multietnico, dagli sfigati nerd e compagnume d’annata ai tavoli e da notevole appiccicume in terra.LE NUOVE MANGIATOIE...

E’ l’ultima frontiera della ristorazione “global 2.0”; naturalmente sono vegetariani, anzitutto per attirare la clientela più fricchettona, e poi per sfrondare la già flebile resistenza dell’intero capitolo georgico e norcino che farebbe inevitabilmente capo ad una produttività nostrana.

Allora, l’iter è il seguente ed ha tutte le caratteristiche genetiche proprie della “de-umanizzazione” del mondo globale.
Appena entrati, anziché essere accolti da un rubizzo oste in parannanza e taccuino, asettici inservienti vi assegneranno un tavolo contraddistinto da un numero; a tale numero corrisponderà un conto che non sarà calcolato sulla base delle ordinazioni, della tipologia delle pietanze o della quantità delle portate, ma da una mera pesatura del “piattone” nel quale, una volta finiti in fila come muli ad una mangiatoia, accatasterete il cibo lungo un grottesco “self-service” la cui formula raffazzonata non potrà evitarvi miscugli di umori e sapori fra le differenti cibarie che, peraltro, dovrete servirvi da soli: dai ravioli ripieni di non si sa bene che cosa, all’humus, ai vari surimi, ad improbabili surrogati di soya della carne, all’orrido tofu e, per farla breve, a tutte quelle diavolerie zeppe di glutammato monosodico tanto care ai radical-chic.
A questo punto qualcuno osserverà che anche nei nostri autogrill funziona così: nossignore, perché negli autogrill o nei self-service aziendali prima si guarda quel che viene cucinato ed esposto quel giorno, poi si decide con tutta calma ciò che si preferisce consumare. Inoltre, normalmente, una volta in fila coi vassoi, si viene serviti su più piatti, non su un piatto unico ove tutto inevitabilmente si mischia; e a farlo è quasi sempre un inserviente coi guanti usa&getta, mentre qui sarete voi stessi a servirvi usando tutti lo stesso mestolo di portata delle varie pirofile a cielo aperto, sul quale mestolo si riverseranno i germi di centinaia di persone ogni ora (..e non tutte si saranno lavate le mani prima di afferrarlo).
Considerate che non avrete nemmeno il tempo di capire la natura dei cibi che avrete di fronte, né gli ingredienti che li compongono, a causa della fretta incussavi dal procedere della fila in continuo movimento.
Alla fine della quale fila, dopo una sommaria pesatura del piatto, pagherete il conto complessivo dell’informe amalgama che dovrebb’essere il vostro pranzo.
Va sottolineato che una tale formula, nella sua perversione valoriale, tradisce anche il senso dei self-service a “forfait” (quelli in auge nei villaggi estivi) dove ci si riempie i piatti in libertà pagando sempre la stessa cifra, perché qui, al contrario, l’avventore sa bene che pagherà ogni grammo di ciò che si metterà nel piatto. Quindi si tratta sì di “self service” scaciati e senza servizio, ma dove di fatto non risparmierete un solo centesimo.

Ma come si può far passare, in un ambito delicato e nobile come la ristorazione, l’idea che le pietanze abbiano tutte i medesimi valori, sapori e identità a tal punto da pagarle a peso complessivo anziché a singola porzionatura tipologica?! Insomma, potrebbe mai un etto di mortadella costare quanto un etto di caviale?
Ovviamente no.
Ecco che in una struttura del genere è la complessiva qualità delle materie prime ad essere talmente scadente da rendere le pietanze del tutto equivalenti e quindi indifferenti fra loro. Esattamente come i globalisti vorrebbero far diventare gli esseri umani.

Così come nella politica il mondialismo collettivista e internazionalista ha usato l’ideologia “progressista” per sostituire le istanze dei proletari con quelle dei migranti, nella ristorazione stanno usando il vegetarianesimo più fricchettone per scalzare la cucina nazionale e sostituirvi quella “del mondo”; ma in realtà ci vogliono sostituire tutti e tutto.
http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11834887/Renaud-Camus—Gli-immigrati.html

Ciò detto, amici vegetariani, non potreste limitare le vostre istanze al mangiare cereali, ortaggi e legumi senza essere troppo ideologici e possibilmente senza rompere i coglioni al prossimo? E se proprio dovete romperli a qualcuno, fateci la cortesia, rompeteli a loro…
http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11835841/Inghilterra–feci-umane-nella-carne.html

http://video.repubblica.it/mondo/cina-cani-e-gatti-da-macello-la-video-inchiesta/139428/137969

Piuttosto, godiamoci questo trionfo “proteico” nostrano alla faccia di ogni ipocrisia pseudo-animalista…
https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2015/10/10/uova-salsicciate-alla-mostarda-dolce/

HELMUT LEFTBUSTER