Archive for the ‘Uncategorized’ Category

“MAGLIETTE ROSSE” e FACCE DA CULO (RADICAL CHIC) !

luglio 9, 2018

Tutti con le magliette ROSSE addosso, oggi! Ma nessuno con un deretano talmente bello da poterle indossare come meritano…

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/profugo-casa-mia-mai-ecco-lipocrisia-dei-radical-chic-1550619.html

Il vero dramma non sono i quattro beghini che mimano come zombie le vostre pagliacciate pseudo-umanitarie; il vero dramma sono i tanti truci “metallers”, “black metallers” e “gotikazzi” che recitano la parte dei “disimpegnati” solo perché non hanno un culo abbastanza figo da farsi foto come questa.

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

https://www.youtube.com/watch?v=qZGP8vDt-jQ

DDn magliette rosse

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“AMYCLAE”, LA MITICA COLONIA SPARTANA NEL LAZIO, CHE MORI’ DI POLITICAMENTE CORRETTO

maggio 14, 2018

Il lago dii San Puoto, a differenza degli altri laghi costieri della pianura Pontina, è un lago d’acqua dolce, segno della sua probabile origine vulcanica.

Tale caratteristica geomorfologica contribuisce a donargli quell’aura mistica tipicamente nostrana secondo cui ogni bacino lacustre d’Occidente, dalla Grecia alla Norvegia, celerebbe nei suoi fondali (oltre 30 metri di profondità) nebbiose leggende e ancestrali misteri.

Ebbene si vocifera che sotto quell’acqua giacciano i resti di una mitica città che potrebbe essere fatta coincidere con Amyclae o Amunclae, colonia greca fondata nel basso Lazio durante la prima metà del III secolo a.C. ed in seguito caduta in disgrazia a causa di non meglio identificati “eventi nefasti”.

Storia o mitologia? Forse entrambe, considerando che ogni leggenda reca immancabilmente seco verità storiche che, come nel caso di specie, propongono lezioni umane senza tempo.

Secondo attendibili fonti storiografiche che vanno da Virgilio a Cicerone, infatti, Amyclae sarebbe stata fondata dai Laconi sotto la guida dei Dioscuri e di Glauco, figlio del re di Creta, Minosse: alla città fu dato un nome che ricordava molto quello di Amycla, figlio del fondatore di Sparta, Lacedemone.

I Laconi si sarebbero poi fusi con la popolazione indigena degli Ausoni e il loro re dalla bionda chioma, Camerte, figlio del rutulo Volcente, avrebbe combattuto contro Enea come alleato di Turno, soccombendo ai suoi colpi.

Ebbene sono due le possibili cause della caduta di quella che, rebus sic stantibus, sarebbe stata la seconda colonia spartana in Italia dopo Taranto.

Sebbene la prima causa abbia una parvenza più simbologica rispetto alla seconda, entrambe sono comunque riconducibili a quella specifica piaga ideologica capace di intristire ogni epoca e di recare danno ad ogni civiltà: quel peloso e amorfo pacifismo votato a silenziare e comprimere il naturale sentimento di diffidenza che ogni comunità nutre verso tutto ciò che proviene da oltre confine; diffidenza ben riassunta nel brocardo latino “Hic Sunt Leones”, che nulla toglieva alla dignità degli altri popoli o di qualsiasi essere umano, ma circoscriveva al limes dello Stato romano la certezza di una condivisa considerazione della Legge e del valore della vita umana da parte di ogni cittadino.

Secondo la leggenda, infatti, la città cadde a causa dei serpenti che infestavano le paludi circostanti e che agli abitanti della zona era vietato uccidere in forza dei dettami animalisti di una setta pitagorica molto influente e temuta a quel tempo.

Secondo la versione meno favolistica, invece, sembra che gli abitanti di Amyclae fossero sovente destinatari di false notizie (le attuali “fake news”) circa l’arrivo di nemici, così da costringere chi li governava a tacitare con la censura il conseguente allarmismo, inibendo in tal modo qualsiasi strategia difensiva.

Un brutto giorno, però, i nemici sarebbero arrivati sul serio, prendendo tutti di sorpresa, devastando la città e massacrandone gli imbelli cittadini.

Superando la versione dei serpenti, piuttosto improbabile, sarebbe da concludere che furono genti di stirpe osca a distruggere Amyclae, dando così vita alla città di Fondi; versione peraltro coerente con la tradizione segnalata da Virgilio che celebrava Camerte figlio di Volcente: <<qui fuit Ausonidum et tacitis regnavit Amyclis>>. (Verg., Aen., X, 564).

Il sito in cui sorse Amyclae o Amunclae, in ogni caso, non è stato mai individuato con precisione.

“Protinus Antaeum et Lucam, prima agmina Turni, persequitur fortemque Numam fulvumque Camertem,
magnanimo Volcente satum, ditissimus agri qui fuit Ausonidum et tacitis regnavit Amyclis.
Aegaeon qualis, centum cui bracchia dicunt centenasque manus, quinquaginta oribus ignem
pectoribusque arsisse, Iovis cum fulmina contra tot paribus streperet clipeis, tot stringeret enses:
sic toto Aeneas desaevit in aequore victor, ut semel intepuit mucro.” (Eneide, testo latino, libro X, vv. 561-70)

Tuttavia, di Amyclae non ci racconta il solo Virgilio, ma anche il suo commentatore Servio; e poi Plinio, nella Naturalis Historia, che ci evidenzia i luoghi teatro della sua epopea: Circeo, il fiume Augentum, Terracina…<< et ubi fiere Amyclae sive Amynclae…>>.

Plinio, in particolare, lamenta la decadenza della qualità del vino Cecubo, frutto della coltivazione dei vitigni attorno al Sinus Amyclanus, come era chiamato all’epoca il golfo di Sperlonga; vino al quale fa riferimento anche Marziale, che cita come luoghi di produzione proprio Fondi ed Amyclae.

Altri autori dell’antichità che menzionano la città sono Silio Italico, Tacito e, il più recente degli antichi, il poeta Lucilio, che in un suo drammatico verso così ce la consegna: <<Amyclae mori tacendo..>>.

Quanto alla testimonianza su Amyclae del pragmatico Cicerone, infine, la città sarebbe stata distrutta proprio perché nessuno aveva potuto dare l’allarme per l’arrivo di un esercito nemico, avvalorando così una tesi perfettamente organica sia alla versione leggendaria dell’intera vicenda, sia a quella più credibile e storica.

In conclusione, che si tratti di mito o di storia, la morale resta la medesima: fanatici ecologisti, pacifisti e “fricchettoni” d’ogni genere, per usare una vulgata attualizzata, sono stati in ogni epoca il veleno di ogni civiltà.

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/quellodio-vegani-e-animalisti-frizzi-theleton-karma-1509598.html

Tesaurizziamo gli errori del passato, affinché mai più debbano riscriversi pagine auto-genocide come quella degli abitanti di Amyclae.

HELMUT LEFTBUSTER

con la consulenza storico/geografica e i contributi fotografici paesaggistici e subacquei di G.dX (Aristocrazia Dvracrvxiana/Deviate Damaen).

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CESSIONE DI SOVRANITA’ O SUICIDIO DI CIVILTA‘ ?!

maggio 6, 2018

Bere acqua disseta. Guardare un prato distende. Fare una carezza alla propria nonna è regalare dell’amore che sarà per sempre.

Sono tutte verità logiche inoppugnabili, destinate a deridere qualsiasi tentativo ideologico di confutarne l’effettualità.

Altresì, cedere sovranità a qualsiasi organismo (umano o politico) alternativo al proprio, non potrà che apportare vantaggi al cessionario e svantaggi al concedente. Impossibile derogare da un tale esito logico, salvo mentire e mentirsi deliberatamente, magari al prezzo di qualche vile regalia ideologica o finanziaria.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2012/13-ottobre-2012/assegni-sociali-non-spettantidenunciati-88-immigrati-2112238736028.shtml

Certo, resta difficile capire quali possano essere i vantaggi di un’intera classe politica nello svendere ad organismi alieni la medesima terra che abita e che sfama i suoi figli: poiché i politici sono anche cittadini, e salvo abbiano in mente un qualche esodo lunare successivo all’aver affossato il proprio pianeta nativo, il proprio continente, il proprio popolo, sarà difficile che tali politici riescano a godersi in casa propria gli sfavillanti prodotti del loro apocalittico tradimento.

Quindi non resta che pensare a tali individui come a degli invasati, a dei pazzi, a gente indottrinata a covare odio ancestrale verso il proprio conterraneo; gente che blatera senza sosta di “solidarietà verso i poveri del mondo”, di “arricchimento culturale della globalizzazione” e di “competitività per la crescita”, senza dimostrare mai alcun ragionevole collegamento reale fra tali concetti e le nefaste conseguenze che gli stessi stanno generando sui nostri conterranei.

E a chi invoca lo Jus Soli e le cittadinanze elargite come confetti del discount, ricordiamo che tali istanze si implementano per gran parte su un reato, quello di immigrazione clandestina. Non è chiaro sin dove questi “distruttori di civiltà” vogliano spingersi, ma è bene ricordare da quali fenomenologie criminali nascano le loro belle intenzioni, dato che, a tutt’oggi, entrare in Italia illegalmente è ancora un crimine; e tentare di sanarlo stravolgendo una tradizione giuridica millenaria come lo Ius Sanguinis equivale a sconfessare la volontà democratica che lo ha reso e continua a renderlo tale, nonostante alcuni subdoli giochetti politici volti a derubricarlo da reato a semplice “marachella”.

Concludendo, chi non sceglie il Proprio, preferendogli l’alterità, infligge a se stesso e a tutti coloro che gli sono attigui una sorta di suicidio assistito; poiché ogni anfratto d’universo, iniziando dalle dita di una mano, è contraddistinto da un “limes” che ne delimita la natura, la morfologia l’identità ontologica e l’appartenenza: acqua, prati, nonni e amore non potranno mai esser confusi fra loro né con niente e nessuno.

Tuttavia, nonostante le lucide consapevolezze logiche sin qui esposte, c’è ancora chi rema contro convinto di fare la cosa giusta; ebbene va combattuto, certo, ma non prima d’averne compreso le formule argomentative che ne sostengono la strategia mediatica. Poiché solo col giusto raziocinio si potrà sconfessare l’irragionevolezza tipica d’una beghina schiavitù ideologica. (foto a seguire).

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caso-lodi-lospedale-nessun-protocollo-pro-islam-solo-1522493.html

HELMUT LEFTBUSTER

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SENECA: “IL MEDIOCRE, L’INERTE E L’IGNAVO SONO MORTI GIA’ PRIMA DI MORIRE” (crestomazia dvracrvxiana )

aprile 27, 2018

Non belate, non soggiacete al conformismo altrui, non morite dentro quando siete assaliti dalla netta sensazione che ve lo stiano mettendo nel culo. Militate. Vivere è reagire.

https://www.youtube.com/watch?v=Aq7sJrNGe4k

G.dX.

 

<<Vive veramente chi è utile a molti e sa usare se stesso. Mentre coloro che stanno appartati e nell’inerzia, fanno della loro casa una tomba. Sulla soglia, al posto del nome, si potrebbe scrivere come sorta di epigrafe marmorea: “sono già morti prima di morire”>>.

Seneca, epist.LX, 4

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SENECA: “IL PASSATO NON PUO’ PIU’ DIPENDERE DAL CAPRICCIO DI ALCUNO” (crestomazia dvracrvxiana)

aprile 27, 2018

La bellezza che è stata resterà per sempre e nessun progresso peloso potrà mai violarne la purezza. Se poi sapremo anche perpetrarne la durata nel presente e nel futuro, combattendo contro l’ignavia dell’oblio e contro la perversione del cambiamento, sarà ancora meglio per Noi.

G.dX.

 

<<La vita si divide in tre momenti: passato, presente e futuro. Di questi il presente è breve, il futuro dubbio, il passato certo.

Su quest’ultimo la sorte ha perduto ogni potere: il passato non può più dipendere dal capriccio di alcuno. …Ed è la parte più inviolabile del nostro tempo: sta al di sopra di tutti gli eventi umani, fuori dal dominio della sorte, non presenta incognite, non è toccata da povertà o malattie, non può essere sconvolta né esserci strappata: la si possiede così com’è per sempre, senza brividi.

Basta un cenno e il passato ci starà davanti e lo potremo valutare e trattenere…>>

Seneca, De Brev. Vit. 10

<<Cerchiamo dunque che ogni momento ci appartenga: ma ciò non sarà possibile se, prima, non cominceremo noi ad appartenere a noi stessi>>.

Seneca, Epist. LXXI, 37

 

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SE L’UOMO E’ FATTO AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DEL PROPRIO DIO, LASCIAMO CHE SI VELI CHI E’ CESSO !

aprile 19, 2018

Non a caso, Il mondialismo, camera a gas d’ogni differenziazione e bellezza, ha omologato la religione iconoclasta per eccellenza a proprio credo globale, cosicché la grigia incorporeità ne disabitui i fedeli a specchiarsi nell’arte dei propri ancestri.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/savona-statua-censurata-non-offendere-i-musulmani-1515958.html

Ma noi, che dello specchio facciamo Credo e delle sembianze facciamo orgoglio, rifiutiamo ogni velo, disprezziamo ogni pudore e sputiamo su chiunque censuri i glutei ad Apollo o i pettorali a Narciso.

Coprite dunque le vostre facce di merda, se proprio gli stracci vi avanzano, ma non giungiate a cacare il cazzo a Noialtri onanisti della nostra bellezza.

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

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ECCO A VOI I “COMMENTI PROGRESSISTI” DAVANTI AD UN TIZIO CHE GIRA COL MACHETE IN TASCA

aprile 6, 2018

Le ossessioni umane hanno sempre una qualche origine: traumi infantili, grandi dolori, incidenti di percorso; e purtroppo, spesso, anche ideologie.

Tuttavia, sino a che gli effetti di un’ossessione propriamente detta restano circoscritti alla sfera individuale dell’ossesso, si ha un disadattato il cui costo sociale è tanto quanto. Al contrario, nel momento in cui gli effetti delle ossessioni individuali si traducono in comportamenti, atteggiamenti, posizioni e decisioni di rilievo pubblico o anche solo in opinionismo e mediaticità avvelenati da visioni distorte di fatti oggettivi, ciò mette a rischio l’incolumità di tutti.

E’ il caso delle notizie riguardanti crimini commessi da stranieri. Si badi, il punto non è se ne commettono più o meno degli Italiani; il punto è che quando son loro a commetterli, non se ne parla. E questo è un dato fortemente discriminatorio.

Una notizia è chiara, netta, firmata da un Direttore responsabile iscritto all’albo e magari anche supportata da foto o filmati, come nel caso che prenderemo in esame: eppure, se postata in quegli ambienti “de sinistra” che guardano al fenomeno immigratorio col fanatismo tipicamente neo-liberista/internazionalista/cattocomunista, tale notizia viene sminuita, edulcorata, vilipesa nella sua veridicità, ridicolizzata e, il più delle volte, tacciata di essere una bufala.

Una sorta di caccia alle streghe a ruoli invertiti che non solo distorce la realtà, ma pretende di violentare la naturale percezione di una quotidianità ambientale che deve essere invece termometro politico di benessere, sicurezza e giustizia per l’intera comunità.

 

La notizia usata per questo nostro “esperimento mediatico” è, ahinoi, talmente ordinaria da essere stata pubblicata come cronaca locale e senza particolare clamore: un ragazzo straniero (con regolare permesso di soggiorno), indossati anfibi e mimetica (rubati), privo di qualsiasi motivazione, prende un machete e va in giro a brandirlo contro i passanti, aggredendoli e terrorizzandoli, terminando poi il tutto con una feroce resistenza all’arresto da parte dei poliziotti.

http://www.milanotoday.it/cronaca/machete-stazione-busto.html

 

Un fatto, dunque, nel quale è ben arduo individuare esimenti come “fame” o “bisogno”: poiché, quando si ha fame, si ruba del cibo, non si ruba abbigliamento paramilitare per andarci a delinquere senza nemmeno trarne profitto economico; o, se si fosse trattato realmente di soddisfare dei bisogni primari, il tizio in questione avrebbe potuto utilizzare le proprie energie delinquenziali per soddisfarli, non per aggredire gratuitamente degli sconosciuti, giocando a fare Rambo con la loro incolumità.

Va escluso anche il “solito” raptus dello squilibrato di turno, considerando l’impiego e la relativa preparazione degli armamentari impiegati (tutti citati nell’articolo).

 

Ebbene, postata tale notizia da una nostra lettrice, Paola Blanti (che ringraziamo per la disponibilità e il materiale “probante” fornitoci), su un gruppo facebook dei tanti left/global/radical-chic, ci godiamo il risultato riportandolo di seguito sotto forma di “screenshot”: un autentico assedio di commenti ostili, offensivi e ingiuriosi da parte del “gregge” all’indirizzo della povera signora Blanti, trattata lei da criminale, anziché l’autore del crimine da ella segnalato attraverso un normalissimo post (riportato nella foto n.1; negli screenshot successivi, contenenti l’evolvere della discussione, sono stati occultati per ovvi motivi di privacy i nominativi dei profili facebook dei commentatori).

Una sequela di reazioni totalmente serializzate, impallate e prostrate al mantra politicamente corretto, dalle quali è possibile evincere il tipico approccio partigiano e arrogante dell’universo sinistrorso verso tutto ciò che potrebbe minare la loro visione immacolata dello “straniero”, visione a cui fa da contraltare un viscerale odio per tutto ciò che sa di “italiano”.

 

Ora, ognuno è libero di pensarla come crede; ma quando si arriva a giustificare, solo perché non-italiano, un tizio in mimetica e anfibi che va in giro a sferrare accettate contro chi lo incrocia per strada, non siamo più nell’ambito dell’opinabile, ma del nefasto. Poiché dietro a quelle tastiere si trovano sicuramente degli elettori; ma potrebbero esserci anche dei funzionari pubblici, o, magari, dei parlamentari chiamati a fare leggi a tutela del popolo che paga loro lo stipendio.

Rifletteteci. Buona lettura (e speriamo anche..buon divertimento!)
HELMUT LEFTBUSTER

 

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…e lupus in fabula…

http://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_06/beatrice-ingui-l-odio-social-la-ragazza-morta-torino-52a6533c-391d-11e8-88e7-5b815ecb2975.shtml

 

…ecco a cosa porta l’ossessione di amare la diversità a tutti i costi…

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/mamma-prepara-rag-e-figlia-vegana-minaccia-smetti-o-ti-1512809.html

 

…e questo trafiletto è la dimostrazione di dove finiscano notizie che, pur essendo da prima pagina quanto a gravità, riguardando dei “non italiani”, restano arginate a testate locali o minori…

https://www.ilmattino.it/caserta/caserta_migrante_abusa_bambino_centro_accoglienza-3650404.html

 

PUR DI DIFENDERE I MIGRANTI, ANCHE I “COMPAGNI” CHIAMANO LA POLIZIA E INVOCANO LA SOVRANITA’ NAZIONALE

aprile 1, 2018

Ormai i “corti circuiti” dell’incoerenza ideologica del compagnume si sprecano. Ed è una comica dietro l’altra.

http://www.lastampa.it/2018/03/30/cronaca/bardonecchia-i-doganieri-francesi-fanno-irruzione-nella-sede-dei-medici-che-difendono-i-migranti-V3CrBDNZMNfxgJHchjYdvJ/pagina.html

 

Sia chiaro: non entriamo nella disputa Italia-Francia, lasciando ampia riserva circa l’arbitrio procedurale commesso dai doganieri francesi, per giudicare il quale occorrono competenze tecniche di cui non disponiamo.

Quel che ci interessa goderci è la solita ipocrisia dei companeros: di solito non fanno che inveire contro “ordine e sicurezza”, esaltano chi pesta poliziotti e carabinieri alle manifestazioni, ci ossessionano coi loro sordidi mantra del “cedere sovranità” e del “nostra patria è il mondo intero”. Ma non appena si tratta di “migranti”, chiamano in soccorso la mamma, la fidanzata.. e pure la polizia italiana, rivendicando quella sovranità nazionale e quella sacertà dei confini su cui gli altri 364 giorni l’anno scatarrano beatamente.

E intanto questi damerini di merda continuano a giocare all’autoscontro con le nostre vite…

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/terrore-santuario-pompei-algerino-si-lancia-lauto-1510530.html

…o a fare direttamente i macellai.

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2018/03/29/news/armato-di-tre-coltelli-tunisino-preso-e-rilasciato-1.16647704

…e voi che vi incazzate tanto coi doganieri francesi…non dite niente?!

HELMUT LEFTBUSTER

PUR DI DIFENDERE I MIGRANTI ph

AI GALLINAI METROPOLITANI DEI MONDIALISTI SI RISPONDE ABBASSANDO LE SARACINESCHE DELLA PROPRIA BOTTEGA

marzo 17, 2018

Sull’ambiguo e malsano concetto di “crescita” si basano non solo il turbo-neo-capitalismo, ma l’intero progetto mondiali sta. Vogliono farci credere che “crescere” significhi diventare più ricchi, mentre in realtà significa solo lasciare più scelta ai padroni su come sfruttare i lavoratori, sottraendo a questi ultimi ogni pur misero potere contrattuale attraverso l’ipocrita alibi dell’”inclusione” di masse sempre meno pretenziose e consapevoli.

Il continuo tarare lo sviluppo economico di una nazione sulla base delle sue esportazioni, anziché sulla sua capacità di garantire il benessere dei propri cittadini nell’ambito di un sistema produttivo qualitativamente autarchico, è sinonimo di prostrazione della dignità dei popoli alla dittatura mercantilista del mondialismo.

http://www.today.it/mondo/negozi-chiusi-domenica-polonia.html
Quindi la stra-abusata parola “crescita” sta essenzialmente per “crescita di sostituibilità della forza-lavoro” collegata ad un incremento di quei consumi su larga scala (es.tecnologia a basso costo, junk food, e non certo libri e tipicità alimentari) che danno alla gente una sensazione di appagamento del tutto virtuale dei propri bisogni.

Il teatro di questo cinico laboratorio socioeconomico sono le grandi metropoli, regno dell’indistinto e del globale ove, per torchiare e far consumare ininterrottamente tutti, si sventola come simbolo di libertà il feticcio del negozio aperto a tutte le ore, una libertà del tutto illusoria e diseducativa che si tradurrà in schiavitù per i suoi fruitori non appena essi passeranno di turno dall’altra parte della barricata.

http://www.cataniatoday.it/cronaca/centri-commerciali-aperti-natale-uil-16-dicembre-2017.html
Nel frattempo ci si lamenta tutti dei ritmi di vita insostenibili, poco umani, poco naturali e sempre più improntati a correre correre e correre senza capirne mai la ragione, e per guadagni sempre più esigui rispetto ad epoche in cui l’opzione “sostituibilità etnica” non era punto contemplata.

Inutile aggiungere che chi non si piega ai “gallinai” in questione è un reazionario, un razzista, un fascista e tutto il solito campionario di bla bla bla politicamente corretti adoperati dai globalisti per far abortire qualsiasi contraddittorio democratico.

https://animanaturale.com/alto-adige-abolisce-le-domeniche-lavorative-e-un-giorno-sacro/
Ebbene, quale può essere l’antidoto al realizzarsi d’un mondo così brutto, che piace a pochissimi e che scontenta quasi tutti?

Semplice, ripristinare quello che c’era prima senza bisogno di inventarci nulla di nuovo, tanto più che tale passato prossimo vive ancora in gran parte del territorio extraurbano del Bel Paese.

La vita nei borghi e nei piccoli centri gira ancora come un tempo poiché lì è la natura a decidere: è il mare che decide a che ora far uscire i pesci e quindi i pescatori; e sono i monti a decidere a che ora vanno munte le capre, e quindi a determinare i ritmi di vita di chi le munge.

Altresì dovrebb’essere il bottegaio che, pranzando, cenando e facendo colazione come ogni altro cittadino, in tali segmenti della giornata chiuderà bottega innescando nella sua clientela il conseguente automatismo civico in base al quale la spesa si fa solo ed esclusivamente in orari adeguati e compatibili con i ritmi circadiani di tutti, esercente compreso.

Questa dovrebbe essere la risposta a quei bulimici e compulsivi frequentatori di emporietti etnici “sempre aperti”; poiché è proprio a causa della furbesca indulgenza verso tale forma di neo- schiavismo che gli schiavi proliferano ora peggio che in passato.

E poi quant’è più bello veder scandire la vita di una comunità da orari condivisi e sincronizzati come le luci e le cascatelle di un presepe, che si attivano rispettosi del naturale susseguirsi di albe e tramonti, lasciando che chi le osserva resti incantato dal meraviglioso andirivieni astronomico dell’universo.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-monti-non-sono-facili-vera-solitudine-abita-i-grattacieli-1468073.html
Fortunatamente, ciò che auspichiamo non non è affatto la preistoria che vogliono farci credere: visitando verso l’ora di pranzo d’un giorno qualsiasi le vestigia storiche di Lucera, gioiello pugliese che invitiamo tutti a scoprire, ci siamo trovati immersi in una quiete fatta di strade deserte e serrande abbassate ovunque sino a pomeriggio inoltrato, quando poi, come per magia, l’improvviso risveglio di popolani, lavoratori, esercenti e ragazzi, ha restituito il paesaggio ad una vitalità identitaria e verace. Certo, il rovescio della medaglia è stato il non poter mettere qualcosa di serio nello stomaco prima dell’apertura di una panetteria verso le 17: ma al tirarsi su di quella serranda…che fragranza!
La morale è sempre quella: il mondialismo è contro natura.
HELMUT LEFTBUSTER

Ai gallinai metropolitani 2

 

Ai gallinai metropolitani 1

 

 

FAGOTTONI PANATI DI PANE AL FORNO CON CUORE FILANTE E PROSCIUTTO

febbraio 8, 2018

Ingredienti semplici e facilmente reperibili per una ricetta gustosa e fruibile in qualsiasi occasione e in luogo di qualsivoglia portata, nonché utile a sostituire le tante porcherie confezionate che per pigrizia “rimediamo” quando dobbiamo improvvisare una cena o uno spuntino.

Pane in cassetta, ovoline, prosciutto cotto (o mortadella), farina, uovo, pan grattato, origano e pepe.

La preparazione è davvero basica, e coniuga due succulenze tipiche della friggitoria italica: il supplì e il calzone.

Su una fetta di pane in cassetta epurata dalla crosta si stende una fetta di prosciutto cotto e al centro vi si pone un’ovolina intera; vi si aggiunge una spruzzata di pepe, una di origano e un goccio di olio d’oliva. Poi si avviluppa la fetta al ripieno, come a formare un “sacchetto di pane”.

A questo punto si prende un’altra fetta con la quale si racchiude l’apice del sacchetto, rimasto scoperto, così da avvolgerlo dal lato dell’apertura. Essendo il pane in cassetta molto morbido e malleabile, si appallotta con le mani la “polpetta” creatasi, compattandola il meglio possibile attorno al suo ripieno.

Successivamente la si infarina; e dopo ancora la si passa nell’uovo sbattuto (appena salato), per poi panarla nel pan grattato. A dispetto della quantità di passaggi, la polpetta di pane non prenderà così tanto volume, se l’avrete compattata ben bene all’inizio.

Infine si infornano le polpette panate di pane a 180° per una mezzora, avendo cura di girarle ogni tanto. L’assenza di olio di cottura sarà compensata dal goccio di olio d’oliva precedentemente posto nel ripieno.

Si servono belle calde e filanti. E italiane.

TESS LA PESCH – Aristocrazia Dvracrvxiana –

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